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Brexit, meglio evitare scelte affrettate

Gli investitori devono concentrarsi sulla loro “capacità di rischio” e la composizione del portafoglio, non sui rumor.

Christine Benz 27/06/2016 | 15:23

La decisione del Regno Unito di lasciare l’Unione europea ha scioccato i mercati finanziari. La sterlina è crollata, così come le Borse, mentre l’oro e il titolo di Stato statunitense sono saliti.

Questa situazione potrebbe indurre gli investitori ad agire in qualche modo. Alcuni più combattivi potrebbero cerca occasioni di acquisto nel caos. Ad esempio, venerdì mattina un’amica mi ha chiesto se era il momento di entrare sull’azionario.  Altri leggono la forte volatilità come un invito a uscire dal mercato e mettere i soldi sul conto corrente in attesa di tempi migliori.

In realtà, la volatilità dei mercati non è mai una buona occasione per prendere decisioni estreme, sia aggressive sia difensive. Nessuno può dire se la Brexit porterà le Borse mondiali ai minimi nel breve periodo. Nonostante possano esserci delle opportunità durante i crolli dei mercati per gli investitori di lungo termine, è sempre bene essere prudenti, ponderare le scelte e non investire tutto in un’unica soluzione. E’ possibile che si perda l’immediato rimbalzo una volta che i listini avranno digerito la notizia, tuttavia ho l’impressione che vedremo nuovi minimi di qui alla fine dell’anno e in ogni caso è meglio essere speculatori che investitori.

Non è una buona idea neppure fuggire dalle Borse quando crollano. Questo comportamento può dare un sollievo nell’immediato, ma rivelarsi dannoso quando i mercati tornano a salire, perché c’è la preoccupazione di capire quando rientrare. Proprio in questi giorni sto ricevendo le lettere dagli investitori usciti durante la crisi finanziaria del 2008, i quali non sono ancora riusciti ad impiegare del tutto la loro liquidità.

Sicuramente, restare immobili a guardare, può dare un senso di impotenza. Ecco, dunque, alcuni suggerimenti su come monitorare il proprio portafoglio e rimanere sulla giusta strada.

Qual è la mia capacità di rischio?
Molti investitori sono abituati a pensare in termini di tolleranza al rischio, in realtà un concetto ancora più importante è quello di “capacità di rischio”: quale perdita un investitore può sopportare senza dover rivedere i suoi obiettivi?

Gli investitori che sono ancora lontani dalla pensione, ad esempio dieci anni o più, hanno una capacità di rischio piuttosto elevata. Questo significa che, indipendentemente della paura di perdere nel breve, è molto probabile che recuperino eventuali cali durante l’intero orizzonte di investimento. Per questa ragione, dovrebbero avere una posizione aggressiva con circa il 50% in azioni: dati i bassi tassi di interesse e di rendimento delle obbligazioni è probabile che un atteggiamento prudente non preservi il potere di acquisto nel tempo.

Per contro, gli investitori che sono più vicini alla pensione, o lo sono già, hanno una capacità di rischio bassa. Anche se durante la carriera sono stati molto esposti alla Borsa, rimanere su queste posizioni può portare a perdite catastrofiche che danneggiano i loro piani finanziari. Analogamente, coloro che hanno necessità di liquidità nel breve, devono riconsiderare l’asset mix se sono troppo esposti alle azioni.

Quanta liquidità ho a disposizione?
Nonostante non sia molto consigliabile rendere liquido il proprio portafoglio quando i mercati crollano, è sempre bene avere delle riserve di liquidità. Periodi di mercato difficili possono essere l’occasione per verificare quali sono le disponibilità di cash.

E’ vero che la liquidità rende poco oggi; tuttavia è sempre bene avere un cuscinetto che permetta di fare fronte alle spese ordinarie per un periodo di almeno sei mesi (fino a due anni), soprattutto se si è vicini alla pensione o ci si è già ritirati dalla vita lavorativa. In questo modo, infatti, si evita di dover disinvestire, magari in perdita.

Chi è a caccia di opportunità generalmente vuole poter trarre profitto dai ribassi, per cui ha necessità di riserve liquide. Infine, gli investitori in fondi potrebbero approfittare di tali situazioni per dare un maggior orientamento al valore al portafoglio, utilizzando fondi value.

Cosa ho in portafoglio?
I crolli delle Borse sono una buona occasione per rivedere le attività finanziarie in portafoglio. Ci sono asset in grado di guadagnare o almeno perdere meno durante i ribassi dei listini? L’oro è salito molto dopo la vittoria di Brexit, ma è volatile ed è impossibile valutare il suo valore intrinseco. Io preferisco altre soluzioni meno speculative, come ad esempio i titoli obbligazionari di alta qualità, che rappresentano una buona diversificazione rispetto all’equity.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Christine Benz  Christine Benz is Morningstar's director of personal finance and author of 30-Minute Money Solutions: A Step-by-Step Guide to Managing Your Finances and the Morningstar Guide to Mutual Funds: 5-Star Strategies for Success. Follow Christine on Twitter: @christine_benz and on Facebook.

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