Fondi obbligazionari pigliatutto

MORNINGSTAR ASSET FLOW REPORT. Ad aprile, sono stati i preferiti dagli investitori europei. Tra le categorie con flussi più elevati c’è quella dei prodotti a cedola e scadenza. Per contro, gli azionari non risollevano la testa.

Sara Silano e Matias Möttölä 01/06/2016 | 14:32
Facebook Twitter LinkedIn

E’ stata di 20,2 miliardi di euro la raccolta netta dei fondi obbligazionari in Europa ad aprile, quasi doppia rispetto a marzo e migliore risultato del mese tra le asset class monitorate da Morningstar. Il reddito fisso si è lasciato alle spalle un anno di riscatti ed è tornato protagonista nei portafogli degli investitori.

La svolta è avvenuta a marzo, dopo che la Banca centrale europea ha annunciato l’intenzione di voler comprare corporate bond non finanziari per stimolare l’economia, nell’ambito del più ampio programma di acquisto di titoli governativi, asset-backed securities e covered bond. I primi beneficiari sono stati i fondi specializzati sulle emissioni societarie in euro, dal momento che il portafoglio è composto principalmente da titoli investment grade. Tuttavia, ad aprile, c’è stato un altro colpo di scena, con i fondi high yield in dollari che hanno ricevuto il più alto numero di sottoscrizioni (+3,82 miliardi netti). Il restringimento degli spread dei corporate bond rispetto ai titoli considerati privi di rischio, che ha interessato soprattutto le compagnie energetiche, ha contribuito a un ritorno di fiamma per questa asset class, fortemente penalizzata nel 2015. Un altro fattore importante è stato il successo di UBS nel lancio di un comparto specializzato sulle emissioni ad alto rendimento, il Multi Manager Access II – High yield.

Flussi netti per categorie Morningstar aprile 2016

Tra le migliori categorie obbligazionarie ad aprile (+2 miliardi), c’è anche quella dei fondi a scadenza e a cedola, segmento nel quale sono protagoniste molte case di gestione italiane o attive nel Belpaese. Da inizio anno, sono stati aperti alle sottoscrizioni una quindicina di comparti di questo tipo, che si caratterizzano perché hanno una finestra temporale per le nuove adesioni, una scadenza e prevedono lo stacco di una cedola secondo modalità diverse da prodotto a prodotto.

Flussi netti per macro categorie fondi - maggio 2016

Flussi positivi in Europa
I fondi obbligazionari hanno dato un contributo decisivo alla raccolta dei comparti a lungo termine ad aprile. Nel complesso i flussi netti sono stati di 21,25 miliardi, cui si aggiungono i 18,13 miliardi dei monetari. Rispetto al reddito fisso, è netto il distacco delle altre asset class. Gli alternativi, che avevano dominato la scena nel 2015 e nei primi mesi del 2016, continuano ad attrarre capitali, ma rallentano la corsa (+4,52 miliardi ad aprile contro i +6,07 di marzo). I bilanciati sono lontani dai record dell’anno scorso e si fermano a +3,67 miliardi ad aprile. Gli azionari, invece, non riescono a rialzare la testa: da gennaio si stimano deflussi per circa 29 miliardi (di cui 6,4 ad aprile), complice la volatilità delle Borse, che tiene lontani gli investitori europei in fondi.

In particolare, i riscatti hanno colpito i prodotti specializzati sui paesi sviluppati, soprattutto l’Europa e il Giappone. Sono andati controcorrente i fondi azionari sui mercati emergenti, che hanno registrato sottoscrizioni nette per circa 1,6 miliardi.

Deflussi netti per categorie Morningstar aprile 2016

Un anno di sfide
Nel complesso i primi quattro mesi del 2016 sono stati pieni di sfide per le case di investimento. Tra i dieci big (per patrimonio gestito), BlackRock, Deutsche Asset management, JPMorgan, Fidelity, Schroders e Invesco hanno sofferto riscatti netti da gennaio, dopo un brillante 2015, anche se non ci sono state vendite massicce per nessuno di loro. I flussi, invece, premiano ad aprile UBS, grazie soprattutto alla gamma high yield, Nordea e Aviva. Tra le italiane, si mettono in luce UBI e Eurizon Capital.

Flussi netti per SGR aprile 2016

Chi sale e chi scende
Che il 2016 sia un anno di cambiamenti lo si vede anche nelle dinamiche dei singoli fondi. La strategia Global absolute return di Standard Life non ha più i tassi di crescita dell’anno scorso. In particolare, la versione lussemburghese ha registrato deflussi netti per 206 milioni ad aprile. Da inizio anno, l’organic growth (flussi in percentuale del patrimonio iniziale) è pari a -1,52% contro una media di categoria degli Alternativi Multi-strategy di +5,4%.

Per contro, M&G Optimal Income sembra essersi lasciato alle spalle il periodo peggiore. Ad aprile, i riscatti netti sono stati pari a 419 milioni (-451 milioni a marzo), numeri inferiori a quelli visti nel periodo aprile 2015 – febbraio 2016.

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Facebook Twitter LinkedIn

Titoli citati nell'articolo

Nome TitoloPrezzoCambio (%)Morningstar Rating
ASSII-Gb AbRt Str A Acc EUR10,84 EUR-0,67Rating

Info autore

Sara Silano e Matias Möttölä  Sara Silano è caporedattore di Morningstar in Italia. Matias Möttölä è fund analyst di Morningstar EMEA.