Etf a confronto: BarCap Euro Corporate Bond

Partendo dalle ricerche Morningstar, abbiamo messo a confronto i diversi replicanti dedicati al mercato europeo delle obbligazioni societarie.

Valerio Baselli 17/09/2012 | 13:16

La principale conseguenza della grave compromissione dei canali tradizionali di finanziamento bancari a causa della crisi finanziaria globale è che le aziende, anche quelle valutate investment grade, non hanno avuto altra scelta se non quella di raccogliere fondi direttamente sul mercato, attraverso l’emissione pubblica di obbligazioni. Nonostante gli sforzi da parte delle autorità per aumentare la massa monetaria, per non parlare della pulizia forzata dei bilanci delle banche private, il settore bancario nelle economie sviluppate (in modo particolare nella zona euro) continua a mantenere un livello piuttosto elevato di avversione al rischio quando si tratta di riaprire il rubinetto dei prestiti. Questo scenario può spingere le società verso emissioni di corporate bond superiori alla media anche nel futuro prossimo.

L’interesse degli investitori verso il mercato delle obbligazioni societarie è cresciuto notevolmente dall’inizio della crisi finanziaria. La ricerca di sicurezza, lontano dai mercati difficili dei titoli di Stato, ha spinto i rendimenti delle obbligazioni societarie, in particolare quelli delle aziende non finanziarie, verso il basso (ad esempio, il rendimento medio dei corporate bond  investment grade denominati in euro è stato pari al 3% a giugno 2012, contro il 6% a gennaio 2009). Tuttavia, lo spread di credito (cioè la differenza di rendimento con le attività considerate risk-free, come i titoli di Stato con rating AAA) è ancora ben al di sopra dei livelli pre-crisi. Tra le classi di bond aziendali, quelli finanziari presentano di solito lo spread creditizio più elevato, seguiti da quelli industriali.

L’indice
Il Barclays Capital EUR Corporate Bond Index misura la performance delle obbligazioni investment grade denominate in euro emesse da aziende industriali, di pubblica utilità e finanziarie. L’inclusione di obbligazioni nell’indice è basata sulla valuta di emissione (euro) e non sul domicilio dell’emittente. Pertanto il fondo può contenere obbligazioni societarie in euro emesse in qualsiasi parte del mondo. Sono tutti bond a tasso fisso. Non vi è alcun limite al numero di obbligazioni ammissibili per l’indice. La distribuzione per settore mostra circa il 50% di finanziari, il 40% di industria e il 10% di servizi pubblici. I bond ammissibili devono avere una durata minima alla scadenza di un anno e un ammontare minimo in circolazione di 300 milioni di euro. Il minimo relativamente basso in circolazione consente un’ampia diversificazione geografica. Gli emittenti, tuttavia, sono concentrati di solito in un pugno ristretto di paesi (Paesi Bassi, Regno Unito, Usa), che in genere rappresentano circa la metà del paniere. La ragione è da ricercare nelle caratteristiche del mercato dei corporate, perché in questi paesi sono molto attivi i fondi pensione. L’indice è ribilanciato mensilmente l’ultimo giorno lavorativo del mese. I proventi derivanti da cedole e rimborsi vengono trattenuti dall’indice sottoforma di liquidità non investita, fino al ribilanciamento mensile, quando poi viengono rimossi dal benchmark.

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Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Redattore di Morningstar in Italia

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