Titoli di stato e mercato azionario: cosa aspettarsi in Italia nel terzo trimestre

Le incognite europee pesano sullo spread tra BTP e Bund. Intanto, i titoli bancari potrebbero essere a fine corsa.

Sara Silano 01/07/2024 | 10:55
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Bandiera dell'Italia con grafici economici

 

  • Le elezioni in Francia e l’incertezza sui futuri assetti politici europei influiranno sull’andamento dei titoli di Stato italiani.
  • Gli investitori vedono opportunità in Italia, anche grazie ai generosi dividendi, ma sono più selettivi.
  • L’economia dovrebbe continuare a crescere, mentre l’inflazione scenderà rispetto ai livelli del 2023.

 

Il mercato azionario italiano ha continuato la sua corsa nella prima parte 2024, dopo aver battuto le Borse europee nel 2023. Ma il terzo trimestre si apre con l’incertezza delle elezioni francesi e dei futuri assetti del Parlamento europeo, che possono avere ripercussioni anche su Piazza Affari.

Intanto, i rischi politici si sono già fatti sentire sui titoli di Stato, con un aumento dello spread rispetto ai Bund tedeschi, presi a riferimento per l’area euro. Un trend che gli investitori nel BTP Valore e nelle altre emissioni governative devono monitorare con attenzione.

Piazza Affari batte i listini europei nel semestre

Piazza Affari ha chiuso il primo semestre in rialzo del 15,6% (indice Morningstar Italy TME al 26 giugno), facendo meglio del resto dei mercati europei (+10,1%), grazie soprattutto al rally dei titoli bancari, che pesano per il 32,6% nell’indice Morningstar Italy TME. Tra le azioni  che più hanno contribuito alla performance del benchmark ci sono Unicredit UCG (+49,1% al 26 giugno) e Intesa Sanpaolo ISP (+39,1%). Al di fuori del settore bancario, il contributo più significativo è arrivato da Ferrari RACE (+28,4%)

Sul mercato obbligazionario, lo spread tra il BTP decennale e il Bund di pari scadenza si è ridotto fino all’inizio di giugno per poi allargarsi dopo l’annuncio a sorpresa di elezioni in Francia a seguito del disastroso risultato del partito di Emmanuel Macron (Renaissance) alle consultazioni europee del 6-9 giugno.

Sempre il 6 giugno, è arrivato il primo taglio dei tassi da parte della Banca Centrale Europea (BCE) dopo il ciclo di inasprimento iniziato a luglio 2022. La decisione era largamente attesa dai mercati, i quali, però, hanno subito capito che la normalizzazione della politica monetaria potrebbe durare a lungo. La presidente dell’istituto di Francoforte, Christine Lagarde, infatti, non si è impegnata in un percorso di riduzione dei saggi di riferimento, ribadendo la sua dipendenza dai dati, in particolare da quelli sull’inflazione.

Economia su, inflazione stabile

Nella prima parte dell’anno, l’economia italiana si è espansa con il PIL (Prodotto interno lordo) che è aumentato dello 0,3% nel primo trimestre rispetto al quarto del 2023 e dello 0,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (dati Istat). L’inflazione ha avuto un andamento migliore rispetto al resto dell’area euro. A giugno – secondo le stime preliminari dell’Istat – ha registrato un incremento dello 0,8% su base annua, così come a maggio e ad aprile. Anche l’inflazione core (esclusi enegertici e alimentari) è rimasta stabile a +2%, lo stesso livello di maggio (+2,1% ad aprile). Le proiezioni di EY per l’economia italiana, pubblicate il 27 giugno, indicano una crescita del PIL reale dello 0,8% nel 2024 e dell’1,3% nel 2025 con una riduzione del tasso di inflazione dal 5,6% nel 2023 all’1,4% nel 2024 e al 2% nel 2025.

 

Cosa aspettarsi dai mercati nel terzo trimestre?

Se il quadro macro sembra favorevole, cosa devono però aspettarsi gli investitori in titoli di Stato e azioni italiane per il terzo trimestre?

I commenti raccolti da Morningstar tra economisti, gestori e strategist nell’ultima settimana di giugno sono orientati a una maggior cautela a causa dell’incertezza generata dalle elezioni francesi e dall’attesa per i futuri assetti del Parlamento europeo. Inoltre, gli esperti guardano con attenzione alle mosse della Banca centrale europea e alle dinamiche dell’inflazione e del debito pubblico italiano.

“Il terzo trimestre sarà probabilmente un trimestre di attesa, in cui tematiche politiche e geopolitiche avranno la maggiore attenzione, in quanto outcomes differenti potranno portare a scelte con differenti impulsi sulla futura crescita economica”, afferma Alberto Chiandetti, gestore del fondo Fidelity Funds - Italy di Fidelity International.

“Durante il terzo trimestre si sarà delineata la struttura di governance dell'Unione Europea e, a seconda del risultato, alcune tematiche potranno vedere una nuova accelerazione o, invece, subire un rallentamento (ad esempio la difesa e la transizione energetica)”, aggiunge Chiandetti. “Ma il vero punto focale sarà l'avvicinamento alle elezioni negli Stati Uniti che determineranno l'evoluzione di politica economica e geopolitica dei prossimi anni con potenziali impatti sulla competitività dell’industria europea”.

“L'evoluzione degli asset italiani (obbligazioni/credito e azioni) è stata solida nella prima parte del 2024 e sostenuta da un approccio risk-on dei mercati”, afferma Gian Marco Salcioli, strategist di Assiom Forex, l’associazione italiana degli operatori dei mercati finanziari. “Le prospettive positive in termini di crescita e bassa inflazione, che sono state in qualche modo superiori a quelle degli altri paesi europei, sono messe in discussione dall'evoluzione politica causata dalla richiesta di Macron di indire elezioni generali in seguito alle elezioni del Parlamento europeo”, aggiunge Salcioli, sottolineando che i recenti eventi politici mettono in evidenza l’elevato rischio di contagio sui mercati derivante dall’incertezza sugli sviluppi futuri in Francia.

Quanto renderanno i titoli di Stato?

Gli occhi degli investitori sono puntati soprattutto sui titoli di Stato italiani, dopo l’allargamento degli spread generato dall’incertezza politica europea.

“I rendimenti dei titoli di Stato continuano a mantenersi elevati, con il decennale italiano oltre il 3,9% e uno spread con il Bund tedesco oltre i 150 punti base”, commenta Maurizio Mazziero, economista e fondatore di Mazziero Research in una nota per Morningstar del 24 giugno.

“Difficile stabilire una dinamica per il terzo trimestre, date le incognite a livello europeo sulla nuova composizione del Parlamento e il gioco delle alleanze che ne potranno scaturire”, continua Mazziero.

Ma gli investitori in titoli di Stato devono monitorare con attenzione anche la dinamica del debito italiano. “I conti pubblici continuano ad essere caratterizzati da nuovi record (2.906 miliardi di euro ad aprile) e la recente decisione di avviare una procedura di deficit eccessivo per l’Italia contribuisce a determinare un clima teso fra gli operatori”, spiega Mazziero. “La percezione di un maggior rischio sui titoli governativi italiani potrebbe mantenere un rendimento più elevato per un certo periodo di tempo, anche nel caso di ulteriori tagli da parte della BCE”.

Piazza Affari continuerà a correre?

Luca Simoncelli, investment strategist di Invesco, è tra coloro che vedono opportunità di investimento in Italia in questo momento.

“Riteniamo che il contesto economico in Italia favorisca la determinazione di un premio per il rischio decisamente interessante. La crescita è al momento sotto il livello potenziale di lungo periodo, ma prevediamo un’accelerazione e un miglioramento nelle aspettative di crescita. La recente volatilità, innescata dall’incertezza politica, ci appare confinata all’economia francese. Infatti, sia lo spread dei BTP rispetto ai Bund sia il mercato azionario italiano si confermano in stabilizzazione. L’opportunità di aziende in crescita e con buone valutazioni fondamentali è sempre più evidente sul listino italiano e con la conferma del ciclo di tagli ai tassi d’interesse intrapreso dalla BCE ci aspettiamo una maggiore influenza positiva per il mercato italiano”, afferma Simoncelli.   

Per Chiandetti, “le valutazioni, in Italia così come in Europa, sono ancora contenute rispetto alle medie storiche (9.1x PE per il FTSE Italia All Share), anche tra i finanziari nonostante le recenti performance”. Il gestore di Fidelity International sottolinea come I livelli di cash-returns tra dividendi e buyback rimangono importanti in questo settore, a supporto dell'indice, in quanto i bancari pesano per oltre il 28% per un totale del settore finanziario che oggi è al 38%.

Titoli bancari a fine corsa?

Per quanto riguarda le scelte di investimento, Chiandetti afferma: “Nel settore finanziario il fondo FF - Italy Fund è tornato a sovrappesare modelli di business che non risentano dell'atteso calo dei tassi di riferimento (società di gestione del risparmio e assicurazioni), riducendo di qualche punto l'esposizione alle banche commerciali pure”.

Massimo Trabattoni, head of Italian equities di Kairos, ritiene che “il sentiment costruttivo” sul mondo bancario potrebbe ricevere “un’ultima spinta positiva dal reporting del secondo trimestre per poi esaurirsi progressivamente, cedendo il passo a un recupero dei gestori di patrimoni, grazie alla rinnovata preferenza per gli investimenti in prodotti del risparmio gestito, e delle utility, particolarmente sensibili al relativo tasso di sconto”.

Trabattoni aggiunge che “finché la visibilità sul contesto politico europeo rimarrà bassa, ci si può attendere una sovraperformance delle società esportatrici, meno esposte a eventuali oscillazioni dei consumi interni”.

Small cap sì, ma in modo selettivo

Negli ultimi anni, le società a piccola e media capitalizzazione (PMI) non hanno tenuto il passo delle large cap a Piazza Affari. Solo negli ultimi dodici mesi, il FTSE Star ha sottoperformato l’indice principale (FTSE Mib) di circa 20 punti percentuali. Gli investitori, tuttavia, vedono opportunità di investimento nel segmento.

“Tra le aziende di media piccola capitalizzazione si trovano interessanti storie con esposizione ai mercati globali, con crescite strutturali a multipli interessanti, come Brembo BRE, Diasorin DIA, De’ Longhi DLG o Piovan PVN, o si trovano aziende a forte sconto rispetto alle potenzialità di medio termine, come Ariston ARIS”, dice Chiandetti.

Per Trabattoni, “il momento di incertezza scaturito dalle elezioni anticipate in Francia” è da cogliere come “un’opportunità per investire con un approccio altamente selettivo nelle PMI italiane”.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Titoli citati nell'articolo

Nome TitoloPrezzoCambio (%)Morningstar Rating
Ariston Holding NV4,16 EUR-1,70
Brembo NV10,72 EUR-1,25
De'Longhi SPA31,70 EUR-0,38
Diasorin SpA101,05 EUR-0,35
Ferrari NV385,50 EUR-0,49Rating
Intesa Sanpaolo3,65 EUR-0,57Rating
Piovan SpA13,80 EUR0,36
UniCredit SpA37,57 EUR0,33Rating

Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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