Banche italiane, cosa si aspettano gli analisti dalle trimestrali

Parte il 3 maggio con il cda di Intesa Sanpaolo la raffica dei numeri del primo trimestre del 2024 registrati dagli istituti bancari. Ecco cosa pensano gli analisti.

Fabrizio Guidoni 30/04/2024 | 17:39
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finanza

Forti dei risultati economici ottenuti nel 2023 e surriscaldate dall'atteso avvio di una fase di tagli di interesse da parte della Banca Centrale Europea (BCE), le banche italiane sono le protagoniste principali della nuova stagione delle trimestrali relativa ai conti nei primi tre mesi del 2024. Il mercato è in trepidante attesa di sapere i numeri che saranno approvati nei prossimi giorni dai consigli di amministrazione (cda) dei principali istituti finanziari. Il calendario vede subito protagonista Intesa Sanpaolo, con il cda convocato per il 3 maggio. Poi, dalla settimana successiva, arriveranno a ruota tutti gli altri pesi massimi del settore. Il 6 maggio sono in agenda i board di Banca Mps e Unicredit. Il giorno dopo toccherà agli amministratori di Banco Bpm approvare i conti del primo trimestre mentre l'8 maggio sarà protagonista il cda di Bper.

 

 

Jefferies vede spazi di miglioramento

Una fotografia panoramica su conti trimestrali delle banche italiane arriva da diversi uffici studi. Tra i più recenti a fornire il proprio outlook sui conti sono gli analisti di Jefferies. Per gli esperti i numeri dovrebbero mostrare una dinamica dei costi in miglioramento su base trimestrale, anche se sopra i livelli dello scorso anno. In parallelo, in termini di “asset quality “non è previsto un peggioramento significativo. Gli analisti sottolineano che nonostante la corsa dei titoli bancari degli ultimi anni, le valutazioni del settore in Italia sono ancora favorevoli. Alla vigilia dei conti Jefferies ha migliorato i prezzi obiettivo di diversi istituti. In particolare, tra le big, il target price di Banco Bpm è salito a 6,1 euro mentre quello di Bper ha raggiunto i 6 euro. Gli esperti, in media, hanno alzato i target del 9% e considerano le valutazioni ancora di supporto nonostante i quattro anni di rally del settore. Le loro preferenze tra le banche italiane vanno a Unicredit e Bper che presentano il maggiore spazio di re-rating e di rafforzamento degli utili.

Barclays: BPM e Bper le meglio posizionate

Sulle aspettative sulle trimestrali gli analisti di Barclays focalizzano la loro analisi sul margine di interesse delle banche italiane. Secondo le loro stime dovrebbe in media mostrarsi ancora solido, nel rispetto delle guidance sugli utili delle stesse banche, senza escludere possibili miglioramenti. Secondo gli esperti di Barclays, le banche meglio posizionate a livello di dinamiche dei conti sui primi tre mesi del 2024 sono Banco Bpm e Bper. A livello di possibili cambiamenti del consensus, Barclays stima che Bper possa essere la meglio posizionata. L’ufficio studi della banca anglosassone ha anche migliorato i prezzi obiettivo di Banca Mps a 5,3 euro da 4,3 euro con giudizio overweight, di Bper (overweight) a 5,7 euro da 4,4 euro, di Banco Bpm (overweight) a 7,8 euro da 7 euro, di Intesa Sanpaolo (overweight) a 4 euro da 3,8 euro e di Unicredit (overweight) a 41,5 euro da 35,9 euro.

Deutsche Bank prudente sulle banche italiane

 Sui conti trimestrali in arrivo delle banche italiane, condivide le sue attese anche Deutsche Bank. I suoi analisti sottolineano che gli istituti finanziari dovrebbero registrare ancora una volta conti di supporto, ma la maggior parte dello spazio di miglioramento è già scontato nelle quotazioni dei titoli. Hanno quindi rivisto al rialzo solo marginalmente le stime sui conti, aggiornando i prezzi obiettivo di diversi titoli. Il giudizio su Unicredit è confermato a hold mentre il target price è portato a 35,4 euro da 30,7 euro. Hold anche per Bper, con target alzato a 4,7 euro da 4,3 euro, e per Banco Bpm, il cuo prezzo obiettivo passa a 6,5 euro da 6,1 euro.

Morningstar: monitoriamo dividendi e buyback

Johann Scholtz, analista azionario di Morningstar, prevede che il 2024 sarà un anno a due facce per Intesa Sanpaolo e Unicredit. "Il primo semestre dovrebbe vedere ancora una robusta crescita degli utili, poiché ci aspettiamo che i ricavi da interessi netti (la differenza tra gli interessi maturati sui prestiti e quelli pagati sui depositi) beneficino di tassi di interesse medi più elevati rispetto al primo semestre del 2023", spiega.

"Il beneficio dell'aumento dei tassi d'interesse sarà presente all'inizio della seconda metà del 2024. Poi, se la riduzione dei tassi di interesse si concretizzerà come previsto, il reddito netto da interessi potrebbe subire pressioni. Entrambe le banche italiane di cui ci occupiamo hanno un significativo eccesso di capitale, pertanto monitoreremo attentamente le indicazioni relative ai dividendi e agli acquisti di azioni proprie (buyback)", conclude Scholtz.

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Info autore

Fabrizio Guidoni  collabora con Morningstar come data journalist. Ha una lunga esperienza sul mercato azionario italiano e sulla finanza sostenibile.

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