Tra i titoli energetici tornano gli sconti

Dopo il forte rialzo delle quotazioni nel terzo trimestre, il comparto ha largamente sottoperformato il mercato negli ultimi due mesi e ora non mancano le occasioni.

Francesco Lavecchia 12/12/2023 | 11:46
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petrolio

Dopo una buona performance nel terzo trimestre, da inizio ottobre il settore energia ha largamente sottoperformato il mercato e ora mostra valutazioni molto più convenienti.

Diversamente da quanto registrato nei mesi tra luglio e settembre, nei quali i titoli energetici avevano guadagnato il 13,3% (indice Morningstar Global Energy, in euro), contro il -0,78% del benchmark (indice Morningstar Global), il settore energia ha ceduto quasi l’8% negli ultimi due mesi (contro il +4,3% del benchmark). Ora, circa il 31% delle azioni energy coperte dall’analisi di Morningstar sono scambiate a un tasso di sconto del 17% rispetto al fair value e non mancano le occasioni di investimento anche tra i titoli di qualità.

 

Le dinamiche nel mercato del petrolio

Ma quali sono stati i fattori che hanno innescato queste vendite? Il primo riguarda le aspettative relative alla domanda di petrolio nel breve periodo. Secondo gli analisti di Morningstar, la minore domanda di benzina impatterà sulle richieste globali della materia prima nel 2024 e questo a causa dei minori consumi che verranno registrati negli Stati Uniti.

Le previsioni dell'agenzia statistica e analitica del Dipartimento dell'energia degli Stati Uniti (Energy Information Administration, EIA) per il 2024 sono le più basse degli ultimi 20 anni. Le ragioni sono diverse: un aumento del lavoro da remoto, il miglioramento dell’efficienza energetica delle autovetture, la maggiore adozione di veicoli elettrici e i prezzi elevati della benzina. A questo, si aggiunge il fatto che la domanda cinese non è sufficiente a compensare il minor consumo di petrolio del nord America e che la futura crescita della Cina è minacciata dalla deflazione e dalla crisi del settore immobiliare.

Il secondo riguarda il lato dell’offerta. “Entrando nel terzo trimestre, il mercato era estremamente preoccupato di rimanere a corto di offerta, considerato la riduzione di 2,3 milioni di barili al giorno delle riserve di petrolio a livello globale. Ma nell’ultimo quarter le aspettative erano per un aumento delle scorte rispetto ai tre mesi precedenti”, dice Stephen Ellis, Equities strategist di Morningstar. A questo, poi, si aggiunge una maggiore chiarezza sul contributo sul lato dell’offerta da parte del Venezuela e dell’Iran. “Crediamo che il Venezuela sia una delle poche regioni ad avere il potenziale per un aumento della produzione di petrolio che possa allentare l’attuale crisi dell’offerta. In questo senso, l’attività diplomatica da parte degli Stati Uniti e dell’Unione europea sembra dare i suoi frutti. Recentemente, il governo venezuelano ha annunciato un accordo con i gruppi di opposizione per tenere le elezioni nel 2024. In cambio, gli Stati Uniti stanno sospendendo le restrizioni sul commercio di oro, petrolio e obbligazioni da parte del Venezuela e l’Ue sta accelerando il suo processo di revisione delle sanzioni contro lo Stato sud-americano (da ogni 12 a ogni sei mesi) in modo da poterle sospendere più facilmente”, aggiunge Ellis. Per quanto riguarda l’Iran, le preoccupazioni del mercato erano legate a un possibile coinvolgimento del Paese mediorientale nel conflitto tra Israele e Hamas che, ad oggi, non c’è stato. Se lo status quo dovesse resistere, dicono gli analisti di Morningstar, non dovrebbero esserci ripercussione sul mercato del greggio. L’Iran resta comunque un osservato speciale poiché è uno dei pochi Pin grado di aumentare l’offerta globale di petrolio.

Cosa succede sul mercato del gas

Per quanto riguarda il mercato del gas, gli analisti di Morningstar credono che il mercato continui a essere focalizzato sulle variabili che potrebbero impattare sul lato dell’offerta e della domanda, e in particolare, sulle potenziali interruzioni della fornitura di gas, sul forte abbassamento delle temperature durante i mesi invernali e sulle possibili ripercussioni del conflitto tra Israele e Hamas.

“Al momento, i livelli delle scorte di gas dell’Ue sono sostanzialmente piene al 100% e dunque in grado di far fronte all’inverno, ma nonostante questo i prezzi e gli spread del gas nell’Ue hanno continuato a essere volatili. A nostro avviso, l’impatto sul mercato del gas delle attuali tensioni in Medio Oriente è irrilevante, ma anticipiamo che il prezzo della materia prima continuerà a essere volatile fino alla fine del 2024, quando verrà introdotta la nuova offerta di gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti”, conclude Ellis.

Le occasioni di investimento

Titolo: Exxon Mobil
Ticker: XOM
Morningstar Rating: 4 Stelle
Fair value: 123 USD

Exxon ha perso oltre il 6% da inizio anno (in valuta base all’11/12/2023) e ora è scontata del 20% rispetto al fair value di 123 dollari (report aggiornato all’8 dicembre 2023). L’azienda prevede di raddoppiare, entro il 2027, gli utili e i flussi di cassa registrati nel 2019 grazie alla combinazione di tre fattori: riduzione strutturale dei costi operativi, miglioramento del portafoglio degli asset e crescita del fatturato. Nel corso dello scorso trimestre, l’azienda ha raggiunto prima del previsto l'obiettivo di un risparmio strutturale sui costi di 9 miliardi di dollari, ha pagato dividendi per 3,7 miliardi di dollari e ha riacquistato azioni per 4,4 miliardi. Ha inoltre aumentato la cedola del quarto trimestre del 4%, a 0,95 dollari per azione, e prevede di riacquistare azioni per circa 17,5 miliardi nel 2023.

Titolo: Equitrans Midstream
Ticker: ETRN
Morningstar Rating: 4 Stelle
Fair value: 15 USD

Nonostante il titolo abbia guadagnato il 46% da inizio anno (in valuta base all’11/12/2023) continua a essere scambiato a un tasso di sconto del 35% rispetto al fair value di 15 dollari (report aggiornato al 1° dicembre 2023).

Il progetto del gasdotto Mountain Valley Pipeline (MVP) è sempre più vicino all’entrata in servizio e questo si tradurrà in significativo miglioramento dei conti dell’azienda. Gli analisti di Morningstar si aspettano un incremento dell’Ebitda di circa 390 milioni di dollari e di ulteriori 55 milioni di dollari nel caso in cui l’azienda, attraverso un minimo incremento dei costi, riesca ad espandere la capacità di MVP di 500 milioni di piedi cubi al giorno.

Titolo: APA
Ticker: APA
Morningstar Rating: 4 Stelle
Fair value: 56 USD

APA è attiva nell’industria dell’esplorazione e produzione di gas e petrolio. L’azienda opera principalmente negli Stati Uniti, in Egitto, nel Mare del Nord e nel Suriname e a fine 2022 le sue riserve accertate ammontavano a 890 milioni di barili di petrolio. APA ha grosse opportunità di trivellazione nel bacino del Permiano, che le permetteranno di aumentare la produzione a costi bassi. Ma sono soprattutto le scoperte in Suriname a rappresentare un potenziale punto di svolta per l’azienda in quanto potrebbero raddoppiare la sua produzione nei prossimi 10 anni. Il titolo ha ceduto il 20% da inizio anno (in valuta base all’11/12/2023) e ora è scontato di circa il 40% rispetto al fair value di 56 dollari (report aggiornato al 2 novembre 2023).

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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