STM batte le stime ma non spegne i timori per un rallentamento dei chips

Se da un lato la società ha superato le previsioni sui dati del primo trimestre, dall’altro gli investitori non hanno trovato motivi sufficienti per diradare i timori per la domanda di semiconduttori.

Fabrizio Guidoni 02/05/2023 | 09:59
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chip

Battere il consensus delle previsioni del mercato non sempre è sinonimo di reazione rialzista delle quotazioni. Ne sa qualcosa STMicroelectronics, che dopo aver diffuso la settimana scorsa i dati di bilancio sul primo trimestre 2023 nel complesso migliori delle previsioni ha subito una seduta dominata da un forte flusso di vendite. Cos’è successo? E cosa aspettarsi ora per il futuro del titolo del produttore europeo di chip?

Settore in rallentamento
In estrema sintesi, se da un lato STMicrolectronics ha battuto le previsioni sui risultati dei primi tre mesi dell’anno, dall’altro gli investitori non hanno trovato motivi sufficienti per diradare i timori che il rallentamento del settore dei semiconduttori di cui trapelano già diversi indizi possa colpire anche il gruppo italo-francese che ha tra i propri clienti Apple e Tesla, due grandissimi utilizzatori di chips.

A livello di numeri, STMicroelectronics ha comunicato un utile per azione di 1,10 dollari per i primi tre mesi dell’anno, in presenza di ricavi in crescita del 20% su base annua per un totale di 4,25 miliardi di dollari. Risultati forti. Ma è a livello di prospettive che si annidano i dubbi. Spiegano gli analisti di Equita sim sulla visibilità delle vendite future: “L’attuale backlog copre sei trimestri, ma è sbilanciato tra i mercati finali. In generale, si prevede di chiudere l'anno con una copertura del portafoglio ordini per 4-5 trimestri. Il gross margin per l'esercizio 2023 è previsto tra il 47% e il 48%, il che, dopo un primo semestre al 49,4% (con il primo trimestre che ha beneficiato dell'accumulo di scorte), implica un secondo semestre al 45-46% a causa di molteplici venti contrari: Agrate300 in rampa di lancio (noto), inflazione (noto), riduzione dei giorni di inventario (nuovo), prezzi negativi in alcuni prodotti (nuovo) principalmente legati al consumo (non all'auto e industria)”.

Segnali di tranquillità dal management
A cercare di tranquillizzare gli investitori sulle prospettive dei conti di STMicroelectronics si è impegnato l’amministratore delegato Jean-Marc Chery sottolineando che la società punta a ricavi per l'intero anno compresi tra 17 e 17,8 miliardi di dollari, restando in linea con l'obiettivo di 20 miliardi di dollari entro il 2027. "Operiamo in un ambiente con dinamiche significativamente diverse a seconda dei mercati finali che serviamo. Sulla base della nostra posizione di leadership, del nostro approccio strategico e della nostra attuale visibilità, prevediamo un altro anno di crescita dei ricavi e della redditività", ha spiegato Chery.

Gli ottimisti...
I nuovi numeri diffusi da STMicroelectronics sono stati accolti dagli analisti degli uffici studi in maniera eterogenea. Tra gli ottimisti si sono inseriti gli esperti di Banca Akros. Valutati i numeri e le quotazioni, hanno migliorato da accumulate a buy il giudizio sul titolo, con prezzo obiettivo confermato a 48 euro. Per gli analisti, il calo a caldo dopo la diffusione dei numeri è stato ritenuto difficilmente giustificabile "in assenza di delusioni sulle attuali condizioni di attività o sulle prospettive sul 2023" e dunque l'azione ai prezzi post crollo nel giorno dell’annuncio dei dati ha offerto "un buon punto di ingresso".

Da parte sua Kepler Cheuvreux ha reagito ai conti alzando il target price da 62 a 64 euro, confermando la raccomandazione buy. Per i suoi analisti, il gruppo "tiene bene in condizioni di mercato incerte" e nonostante le "condizioni macro più deboli la domanda resta solida" nell’automotive e industrial. 

Secondo gli esperti di Websim, nonostante la diffusione di dati positivi il titolo ha reagito negativamente per la paura di rallentamenti nel breve, alimentati dal calo dell’elettronica di consumo e dal rallentamento del gross margin nel secondo semestre 2023. “Tuttavia - hanno scritto - riteniamo che questi venti contrati siano di breve termine e non pregiudichino la capacità di crescita nel medio termine”. Hanno così confermato la view positiva sul titolo anche alla luce dell’attraente valutazione data da un multiplo prezzo/utili inferiore a 10, a fronte di una media di settore storica pari a 17, giudicato “molto attraente per un titolo che beneficia di trend secolari come l’elettrificazione e la digitalizzazione”. In sintesi, hanno giusto ritoccato il target price verso il basso a 56,0 euro da 57,0 euro per via di un cambio dollaro/euro più sfavorevole a fronte di stime sostanzialmente invariate. 

 ...e i prudenti
Non tutti gli analisti si confermano esplicitamente ottimisti sul futuro delle quotazioni di STMicroelectronics. Dopo la diffusione dei conti, per Equita sim, nel complesso la società ha confermato quanto già indicato da alcuni importanti concorrenti, ovvero una recessione più lunga nei semiconduttori consumer, mentre i commenti sui settori auto e industriale sono ritenuti incoraggianti. Post risultati, gli analisti hanno portato variazioni minime alle proprie stime, a cominciare da quelle sull’utile per azione, dando un giudizio hold con prezzo obiettivo a 52.

Gli analisti di Jefferies, pur alzando la stima di utile per azioni di Stm del 4,4% sul 2023 con però parallela revisione al ribasso di quella sul 2024 del 12,7%, hanno indicato una raccomandazione di underperform e un prezzo obiettivo a 33 euro. "Se la domanda nel segmento auto/industriale - hanno scritto - al momento è sostanzialmente stabile, il momentum in queste aree sta rallentando e probabilmente segnerà una correzione nei prossimi trimestri".

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Fabrizio Guidoni  collabora con Morningstar come data journalist. Ha una lunga esperienza sul mercato azionario italiano e sulla finanza sostenibile.

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