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Perché le criptovalute sono dei “cattivi” investimenti?

Cinque motivi per cui stare alla larga dalle monete virtuali.

James Gard 19/07/2022 | 10:03
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criptovalute

Solitamente nei nostri articoli diamo idee di investimento o definiamo cosa intendiamo noi per buone idee di investimento. A volte, però, si riesce a raggiungere lo stesso obiettivo definendo quello che secondo noi è un cattivo investimento, e le criptovalute potrebbero essere un buon esempio.

Di seguito cinque motivi per cui stare alla larga da questo strumento finanziario.

1. Tratta male i suoi clienti
Celsius Network è l'esempio più recente. La piattaforma che permette ai suoi utenti di depositare degli stock di criptovalute in cambio di un rendimento e di contrarre dei prestiti utilizzando questi depositi come garanzia ha bloccato i prelievi a tempo indeterminato e dichiarato fallimento. Attraverso il suo account Twitter ufficiale, la società aveva cercato di lanciare messaggi rassicuranti del tipo: "agire nell'interesse della nostra comunità è la nostra massima priorità", e il fondatore e amministratore delegato, Alex Mashinksy, aveva rilasciato dichiarazioni del tipo: "vedervi riunire è un chiaro segno che la nostra comunità è la più forte al mondo", ma le risposte a questi tweet suggerivano un certo scetticismo al riguardo. In questo momento i clienti preferirebbero sbloccare i loro depositi piuttosto che appartenere a qualsiasi comunità. Una corsa agli sportelli, anche se digitali, è un segnale terribile, ma lo è anche chiudere i cancelli per evitare che non ne esca neanche uno. 

2. Tratta male il suo personale
Coinbase è una piattaforma di scambio di beni digitali (criptovalute e altri beni digitali con valuta legale). La società è riuscita meglio di altri competitor a superare i mesi difficili nella seconda metà del 2021, ma ora è costretta a confrontarsi con un nuovo scenario di mercato e dunque a fare i conti con la necessità di ridurre il personale. Pochissime aziende riescono a gestire i licenziamenti di massa con garbo e con la soddisfazione delle parti coinvolte. Coinbase, che ha ammesso di aver assunto troppe persone e di averle pagate troppo, ha licenziato i suoi dipendenti tramite un’e-mail dell’ufficio del personale e li ha esclusi con effetto immediato anche dalla piattaforma di trading Coinbase. "Sfortunatamente è stata l'unica scelta possibile per garantire che nessuno prendesse decisioni avventate che potessero danneggiare l'azienda", ha affermato Brian Armstrong, amministratore delegato e co-fondatore di Coinbase. 

3. Tratta male l'ambiente
Secondo l'Università di Cambridge, il Bitcoin assorbe 132,48 terawattora (TWh) di energia all'anno, un valore più alto dell’intera domanda energetica di alcuni paesi. L'industria si è impegnata a raggiungere l’obiettivo di emissioni zero entro la fine di questo decennio, ma dal punto di vista della "E" (ambiente) di ESG è ancora molto indietro. 

4. È utilizzato da cattivi attori
L'associazione fatta tra le criptovalute e certi regimi come la Corea del Nord e il Venezuela ha segnato la reputazione di questo asset per molto tempo. Tuttavia, la forte crescita delle quotazioni delle criptovalute è sintomo che gli speculatori sono stati felici di chiudere un occhio su queste cattive compagnie e di continuare a investire nelle valute virtuali. La Russia, dal canto suo, sta ora rimuginando sulla decisione di accettare come pagamento per il petrolio e il gas il Bitcoin, che in molti utilizzano per trasferire e spostare capitali in maniera anonima.

Anche prima dell'inizio della guerra in Ucraina, i risparmiatori russi investivano nel Bitcoin con più convinzione di quanto non facessero quelli occidentali, data anche la debolezza del rublo, e forse a posteriori questa è stata una scelta saggia. 

5. Non supera il test di trasparenza
In qualsiasi sistema finanziario si ha la necessità di avere fiducia e informazioni chiare, mentre nel mondo delle criptovalute niente è come sembra: le "sicure" stablecoin sono tutt’altro che sicure o stabili, i tuoi soldi non sono tuoi e la comunità a cui pensavi di appartenere è fragile e basata sul successo a tutti i costi come il mondo reale.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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James Gard  Editor di Morningstar