Italia, DBRS Morningstar conferma il rating sovrano

L’invasione russa in Ucraina offusca le previsioni di crescita, ma i fondamentali restano solidi. Bene l’implementazione del PNRR e le politiche fiscali.

Sara Silano 02/05/2022 | 15:57
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Colosseo_Italia

L’agenzia DBRS Morningstar ha confermato il rating di lungo termine sull’Italia a BBB (high), con trend stabile. “L’offensiva russa in Ucraina sta offuscando le prospettive economiche, ma i fondamentali dovrebbero rimanere solidi”, si legge in una nota curata da Carlo Capuano, Vice president del team Global sovereign rating.

La risalita post-Covid è stata indebolita dallo scoppio della guerra. Il Fondo monetario internazionale ha rivisto le previsioni per il PIL (prodotto interno lordo) al 2,3% contro le stime di un +4,2% formulate a ottobre 2021. Ma la crescita dovrebbe essere sostenuta dall’implementazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e dall’altro grado di diversificazione produttiva.

L’impatto della guerra in Ucraina
Il nodo più critico è quello delle forniture di gas naturale. “L’Italia importa dalla Russia oltre il 45% del totale”, scrivono gli analisti di DBRS Morningstar. “Il 19% è utilizzato per la produzione, il 14% per generare elettricità e l’11% per usi domestici. In uno scenario severo di brusca interruzione di tutte le forniture da Mosca, in mancanza di completa sostituzione, è possibile che ci saranno delle forme di razionalizzazione e i prezzi energetici potrebbero salire, infiammando l’inflazione che a marzo ha già raggiunto il 6,8%. Questo si tradurrebbe in una diminuzione della crescita”. L’agenzia di rating valuta quindi positivamente gli sforzi del governo per diversificare le importazioni, anche se ci vorrà del tempo, e gli sforzi dell’Unione europea per ridurre gli impatti di tale situazione.

Bene la politica fiscale
DBRS Morningstar valuta positivamente anche la politica fiscale del governo italiano. Il rapporto debito/Pil è sceso più delle aspettative al 150,8% nel 2021 contro il 155,3% dell’anno precedente e, secondo il Fondo monetario internazionale è nella traiettoria di raggiungere il 145,7% entro il 2022 a meno di un significativo rallentamento economico. L’Italia ha iniziato a far progressi negli investimenti pubblici e nelle riforme nell’ambito del PNRR. Inoltre, secondo gli analisti, il rischio politico legato alle elezioni del 2023 è mitigato dagli impegni assunti nell’ambito del Next Generation EU per la ripartenza post-Covid. Infine, il Belpaese beneficia del supporto della Banca centrale europea, che dovrebbe normalizzare la politica monetaria solo gradualmente.

 

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia