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Crisi idrica, in che modo le aziende europee utilizzano l’acqua?

GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA 2022. Gli analisti di Sustainalytics hanno verificato l’esistenza di una correlazione tra l’efficienza nel consumo di questa risorsa da parte delle imprese e il rischio ESG. Ecco quali sono le società più virtuose e quelle più deficitarie.

Francesco Lavecchia 20/04/2022 | 09:52
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giornata della terra

Aprire il rubinetto dell’acqua è uno dei gesti più naturali che facciamo nelle nostre case quotidianamente, ma avete mai pensato a come sarebbe la vostra vita se fossimo costretti a un razionamento di questa risorsa? La scarsità dell’acqua è un altro problema globale, è in espansione a causa del cambiamento climatico e ha ripercussioni ambientali, sociali ed economiche difficili da gestire.

I numeri parlano chiaro: due miliardi di persone nel mondo non hanno un facile accesso all'acqua potabile, solo il 3% dell'acqua presente nel pianeta è dolce, di questo 3%, il 2,5% non è disponibile perché rappresentato da ghiacciai. Dunque, solo lo 0,5% è deputata per soddisfare i bisogni dell’uomo che la utilizza più velocemente di quanto la natura sia in grado di reintegrarla.

Inoltre, fiumi, laghi e falde acquifere si stanno prosciugando a causa del riscaldamento del pianeta, o stanno diventando troppo inquinati per essere utilizzati e all’attuale tasso di consumo entro il 2025 due terzi della popolazione mondiale potrebbe trovarsi di fronte a una carenza d'acqua (fonte dati UNDP, United Nations Development Programme).

La scarsità delle risorse idriche rappresenta una minaccia anche per le aziende. L’elevato consumo o un uso inefficiente, infatti, sono un rischio per la loro gestione e possono danneggiare la loro reputazione agli occhi dell’opinione pubblica. “Le comunità locali sono sempre più attente nell’esaminare i modelli di consumo idrico delle aziende, soprattutto quando le loro attività si trovano in regioni in cui vi è scarsità d'acqua. Le aziende potrebbero anche dover far fronte a un inasprimento delle normative relative al consumo di acqua, poiché si prevede che la sua domanda aumenterà in modo esponenziale a causa della crescita della popolazione e del fabbisogno di energia. Uno studio condotto da McKinsey, infatti, indica che entro il 2030 la domanda di acqua supererà l'offerta del 40%”, dice Muhammad Koya, Senior Associate Product Manager di Sustainalytics. “Tuttavia, nonostante la crescente importanza dei rischi legati all'acqua la  rendicontazione sugli usi rimane ancora molto lacunosa. I numeri, infatti, dicono che solo un’azienda su dieci pubblica i dati relativi al proprio consumo di acqua”.

Come individuare le aziende virtuose
Ma come fare allora a individuare le aziende più virtuose nella gestione dell’acqua? Sustainalytics ha sviluppato delle metriche proprietarie che garantiscono un’ampia copertura dell’universo delle società quotate sui listini mondiali. In questo articolo ci concentreremo su uno di questi datapoint, la Water Intensity, calcolata come volume di acqua utilizzata (metri cubi) per ogni milione di dollari di fatturato prodotto dalla società. Questa informazione è utile a capire il grado di esposizione al rischio acqua di ogni azienda che, come dimostrato da Sustainalytics, è fortemente correlato al rischio ESG della stessa (rappresentato dal Morningstar ESG Risk Rating Assessment*), ovvero della possibilità che le problematiche di carattere ambientale, sociale e di governance possano potenzialmente metterne in pericolo il valore.

Quali sono dunque le aziende europee maggiormente esposte a questo rischio? Prima di analizzare l’efficienza nell’utilizzo dell’acqua, bisogna ricordare che ci sono settori, come quello utility, materie prime ed energia, che per loro stessa natura richiedono un maggior impiego di acqua, mentre finanza e tecnologia sono i comparti che ne consumano di meno (Figura 1). Per questo motivo la nostra analisi che utilizza il campione dei titoli che compongono l’indice Morningstar Europe Large-Mid è finalizzata ad individuare le aziende best-in-class all’interno dei diversi settori.  

Figura 1: Uso di acqua per settore
consumo acqua
Fonte dati: Sustainalytics

 

I settori a più alto consumo di acqua
Partiamo dai tre settori con il maggior consumo di acqua: utility, materie prime ed energia. All’interno del comparto delle aziende che forniscono servizi di pubblica utilità, quelle più efficienti nell’utilizzo delle risorse idriche sono la spagnola Red Electrica Corporation, la norvegese Scatec, le italiane Terna e Italgas e la britannica National Grid. Gli analisti di Sustainalytics hanno provato una correlazione positiva tra la Water Intensity della società e il grado di esposizione al rischio ESG. Vediamo il  Morningstar ESG Risk Rating Assessment: le cinque aziende più efficienti hanno un giudizio pari a 4 e 3 globi (che indica un rischio ESG basso o medio), mentre le ultime di questa particolare classifica presentano 3 o 1 globo (che indica un rischio ESG medio o severo).

 

Tabella 1: Migliori e peggiori del settore utility

 

Nel caso delle società del comparto materie prime questa relazione è meno forte. La tedesca K+S AG, la turca Eregli Demir Ve Celik Fabrikalari TAS, le norvegesi Borregaard ASA e Yara International ASA e la svedese BillerudKorsnas AB, prime per intensità di acqua, hanno un Morningstar ESG Risk Rating Assessment medio di poco superiore alle più efficienti: la tedesca Brenntag SE, le svizzere Bachem Holding AG e Sika AG, la britannica Johnson Matthey PLC e l’olandese IMCD NV

 

Tabella 2: Migliori e peggiori del settore materie prime

 

Tra le compagnie energetiche europee, nelle prime posizioni per consumo intensivo di acqua troviamo diverse aziende dell’Europa dell’est come le polacche Polish Oil and Gas Company e Polski Koncern Naftowy ORLEN e l’ungherese MOL Hungarian Oil and Gas. In quarta posizione c’è l’austriaca OMV e in cima alla classifica c’è l’italiana Eni. Le più efficienti sono le norvegesi Aker ed Equinor ASA, la britannica Harbour Energy, l’olandese SBM Offshore e la svedese Lundin Energy AB.

 

Tabella 3: Migliori e peggiori del settore energia 

 

Nei settori a più basso consumo di acqua come quelle tecnologiche e della finanza, la relazione tra intensità di acqua e rischio ESG è più forte tra le società del comparto information technology. 

La situazione in Italia
Ma com’è la situazione in Italia? Per avere un quadro del comportamento delle aziende di casa nostra abbiamo preso in esame i titoli che compongono il paniere Morningstar Italy e anche in questo caso abbiamo analizzato il settore con il più alto e quello con il più basso consumo di acqua. Abbiamo preso in considerazione solo utility e finanza, escludendo materie prime, tecnologia ed energia per questioni di numerosità del campione, e per lo stesso motivo abbiamo selezionato solo le prime due e le ultime due del ranking. Nel comparto dei servizi di pubblica utilità, A2A ed ERG sono quelle che registrano la maggiore intensità nel consumo di acqua, mentre Terna SpA e Italgas SpA sono le due più efficienti. Tra le società del settore finanza, Gruppo Mutuionline SpA e Assicurazioni Generali sono le più virtuose, mentre Tamburi Investment Partners SpA e Banca Popolare di Sondrio hanno una maggiore water intensity. In entrambi i settori, a una maggiore efficienza nel consumo di acqua corrisponde un Morningstar ESG Risk Rating Assessment più alto.

 

 

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia