Guerra in Ucraina: il prezzo del barile è destinato a rimanere alto

Gli analisti di Morningstar prevedono che nel breve periodo, a causa del protrarsi della guerra, le quotazioni del petrolio siano destinate a rimanere elevate. Ma il 2024 potrebbe vedere un cambiamento delle dinamiche del mercato.

Allen Good 14/04/2022 | 09:32
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petrolio

Mentre l'invasione russa dell'Ucraina è entrata nel secondo mese, sui mercati petroliferi continua a esserci scarsa chiarezza. Il flusso di greggio russo verso il mercato globale si è ridotto, come dimostrano i prezzi del petrolio rimasti sopra i 100 dollari al barile, ma è incerta l’entità del calo (si stima tra 1 e 4 milioni di barili al giorno -mmb/d). Gli acquirenti occidentali continuano ad "auto-sanzionarsi", evitando a tutti i costi il petrolio russo, mentre quelli asiatici traggono vantaggio dagli ampi sconti.

La domanda di greggio subirà una flessione a causa dell'aumento dei prezzi e dalla minore crescita del Pil, ma le nostre stime suggeriscono che questo effetto non compenserà completamente le perdite dal lato dell’offerta. Questo lascia i produttori statunitensi, l'OPEC e l'Iran come gli unici potenziali interlocutori per una risposta nel breve termine, ma ciascuno di essi o non è in grado di farlo o non vuole. Pertanto, ci aspettiamo nel breve periodo un eccesso di domanda sul mercato del petrolio e prezzi della materia prima elevati. 

Le dinamiche del mercato
Le tensioni sul mercato del greggio sembrano più forti di quanto non lo fossero nel momento in cui abbiamo abbassato le nostre previsioni sull’offerta per il 2022 e il 2023, rispettivamente di 2,3 mmb/d e 0,8 mmb/d, e della domanda, di 0,7 mmb/d e 0,6 mmb/d.

Tuttavia, è possibile che il ritorno sul mercato dei volumi di greggio iraniani, a partire dal 2023, produca una forte correzione del mercato e, nel caso si arrivasse ad un accordo sul petrolio dell’Iran in tempi più rapidi, potremmo trovarci in una condizione di eccesso di offerta in tempi ancora più brevi rispetto a quanto previsto.

Le previsioni
Tuttavia, ci aspettiamo entro il 2024 un aumento dell’offerta degli Stati Uniti, la piena ripresa della produzione dell'OPEC e il ritorno dei volumi iraniani che ribalteranno gli equilibri dei mercati globali creando un eccesso dal lato dell’offerta e una discesa dei prezzi. Ad ogni modo, una recessione statunitense (a nostro avviso improbabile), il mancato raggiungimento di un accordo con l'Iran o il verificarsi di altri eventi imprevedibili potrebbero cambiare rapidamente questa prospettiva.

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Info autore

Allen Good  Allen Good is a senior stock analyst covering the oil and gas industries.