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I bonus a pioggia non sono più sostenibili

Paolo Pizzoli (ING) si aspetta una crescita del Pil italiano del 3,9% nel 2022. L’inflazione peserà su consumi e produzione industriale nella prima parte dell’anno. Il PNRR sarà fondamentale soprattutto per spingere le riforme.

Valerio Baselli 25/02/2022 | 08:23
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Nel 2021, in termini di ripresa economica, di rimbalzo dopo il tonfo del 2020, l’Italia è stata la locomotiva d’Europa, con una crescita del 6,5%, ben superiore alla media continentale. A che cosa è dovuto questo risultato?

L’anno nuovo invece si è aperto all’insegna dell’inflazione e anche dell’incertezza, basti vedere l’ondata di vendite che c’è stata sui mercati globali. A livello macroeconomico, le stime sulla crescita del Pil italiano sono state riviste al ribasso un po’ da tutti (Ue, Fmi, ecc.). Quali sono le previsioni per il 2022?

Le sfide che attendono l’Italia nei prossimi anni sono molteplici: la gestione dei fondi europei nell’ambito del PNRR, le elezioni politiche dell’anno prossimo, l’uscita definitiva (si spera) dalla crisi sanitaria. Quali sono le principali opportunità di crescita e i maggiori rischi in questo momento storico per l’economia italiana?

Ne abbiamo parlato con Paolo Pizzoli, economista senior di ING Bank.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.