ETF, i migliori e i peggiori di novembre

Volatilità, caffè e semiconduttori sono stati i vincitori del mese. Male invece il settore del turismo e quello energetico. 

Valerio Baselli 06/12/2021 | 10:02
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ETF

Secondo i dati Morningstar, a novembre, tra il miglior Exchange traded product (in termini di rendimento) e il peggiore ci sono oltre 35 punti percentuali (prendendo in considerazione quelli registrati alla vendita in Italia ed escludendo i replicanti strutturati, cioè a leva o inversi).

Questi strumenti, essendo prodotti puramente passivi, riflettono nei loro movimenti l’evoluzione dei mercati, senza che la performance venga distorta dalle scelte (buone o cattive) di un gestore attivo.

I Top
La Top 10 di novembre dei fondi passivi quotati in Borsa, cioè gli Exchange traded products (ETP), vede il ritorno al primo posto del fondo Lyxor S&P 500 VIX Futures Enhanced Roll UCITS ETF - C-EUR, replicante dello S&P 500 Vix Futures Enhanced Roll Total Return Index, un indice che è rappresentativo di una strategia basata sulla volatilità attesa del mercato azionario statunitense (a breve e medio termine). In particolare, fornisce esposizione, al rialzo o al ribasso, ai movimenti dei contratti future quotati sul mercato CBOE (Chicago Board Options Exchange) e relativi alla volatilità attesa dell’indice S&P 500.

Sulla scia delle preoccupazioni riguardo la nuova variante Covid-19 Omicron e l’ormai diffusa convinzione che l’inflazione non sia affatto un fenomeno transitorio (come ammesso anche dal riconfermato presidente della Federal Reserve Jerome Powell), il mese scorso i mercati hanno dovuto fare i conti con una buona dose d’incertezza. Novembre, infatti, è stato il mese più volatile per l’indice azionario statunitense S&P 500 dal febbraio 2020.

Evoluzione del CBOE VIX Volatility Index a sei mesi
VIX
Dati al 30 novembre 2021. Fonte: CBOE.

Come evidenziato dalla performance del WisdomTree Coffee ETC, il valore del caffè è cresciuto di oltre 15 punti percentuali a novembre, toccando il punto più alto degli ultimi dieci anni. Da un lato, la siccità e le temperature più basse del solito registrate nei paesi produttori hanno influenzato il raccolto; dall’altro i problemi e le interruzioni dei trasporti hanno continuato a giocare un ruolo, dato che il caffè viene tipicamente raffinato in zone al di fuori delle regioni produttrici.

Al terzo e al quarto posto troviamo poi due strumenti tematici esposti al settore dei semiconduttori, il VanEck Vectors Semiconductor UCITS ETF e l’iShares MSCI Global Semiconductors UCITS ETF. La spinta dietro a tali prestazioni è piuttosto chiara e ha a che fare con la catena di approvvigionamento globale. La domanda è incredibilmente solida per questo tipo di chip, indispensabili per un consistente numero di prodotti, compresi gli smartphone e le automobili. Finché l’offerta rimarrà bloccata, i titoli delle aziende produttrici o che commerciano semiconduttori continueranno probabilmente ad avere ampio spazio di crescita.

Anche in novembre non mancano delle criptomonete in classifica, con Litecoin e Ethereum presenti all’appello.

ETF

E i Flop
Nella classifica dedicata ai trackers che hanno perso di più, invece, il podio è interamente occupato da dei replicanti (di Invesco, Lyxor e iShares) dell’indice STOXX Europe 600 Travel & Leisure, dedicato al settore dei viaggi e del turismo e particolarmente colpito dai timori di nuove possibili chiusure e limitazioni a seguito della ripresa dei contagi da Coronavirus che sta colpendo il Vecchio continente in queste ultime settimane.

Ci sono poi ben sei fondi esposti a vario titolo al settore energetico. I ribassi sono stati guidati, ancora una volta, alla scoperta della variante Omicron, che ha gettato un’ombra sempre più lunga sulla crescita della domanda globale, ha aggiunto ulteriori complicazioni alle catene di approvvigionamento e ha smorzato le previsioni di crescita economica.

Inoltre, gli Stati Uniti e altre grandi nazioni consumatrici di petrolio – come Cina, Giappone, India, Sud Korea e Regno Unito – hanno deciso di attingere alle loro scorte di petrolio di emergenza, un segno della crescente preoccupazione tra i politici per l’aumento dei prezzi del greggio e più in generale per il contributo dei prezzi dell’energia alla corsa dell’inflazione.

L’analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.