L’equity UK guarda oltre la Brexit

Per Silvia Dall’Angelo (Federated Hermes) il post-uscita del Regno Unito dall’Ue non è stato (finora) catastrofico come alcuni avevano predetto, ma l’incertezza ha comunque pesato. L’azionario britannico viaggia su valutazioni interessanti e le prospettive sono buone, ma attenzione al rischio isolamento. 

Valerio Baselli 27/10/2021 | 09:12
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Il primo gennaio 2021 - quattro anni e mezzo dopo il referendum sulla Brexit - il Regno Unito ha definitivamente lasciato l’Unione europea. Cosa è successo da un punto di vista macroeconomico da allora?

Come sono invece le previsioni sull’economia del Regno Unito per il futuro? Quali potrebbero essere i punti di forza e quali di debolezza della “libertà ritrovata”?

Il mercato azionario UK ha sovraperformato quello globale e quello dell’Eurozona nel corso dell’ultimo anno, ma è interessante notare l’andamento dei flussi d’investimento: i fondi comuni domiciliati in Europa esposti alle large-cap UK hanno visto oltre 7 miliardi di euro di deflussi netti negli ultimi 12 mesi (a fine agosto), mentre nello stesso periodo quelli focalizzati sulle small-cap e sulle mid-cap UK hanno segnato nel complesso 4,6 miliardi di raccolta netta positiva. Questo cosa significa? Che gli investitori scommettono sul fatto che in un’economia più chiusa le aziende con una vocazione domestica siano le vincenti?

Cosa ci dobbiamo aspettare dall’equity del Regno Unito nei prossimi anni?

Ne abbiamo discusso con Silvia Dall’Angelo, economista senior per la divisione internazionale di Federated Hermes.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.