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Lo stato di salute delle banche italiane

Salgono le perdite nel quarto trimestre a causa degli accantonamenti e della contrazione dei ricavi. Unicredit è scambiata a un tasso di sconto del 25% rispetto al fair value, mentre il prezzo di Intesa Sanpaolo è in linea con le valutazioni di Morningstar. 

Francesco Lavecchia 23/02/2021 | 00:14
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I numeri delle banche italiane descrivono bene il momento critico che sta attraversando l’economia del paese. Il quarto trimestre si è chiuso in forte perdita per i principali istituti, ma gli analisti di Morningstar hanno confermato le loro valutazioni per Intesa Sanpaolo e Unicredit.

Piace la strategia di Intesa
I conti di Intesa Sanpaolo hanno evidenziato nell’ultimo trimestre una perdita netta di 902 milioni di euro (lo scorso anno nello stesso periodo è stato registrato un utile di 872 milioni di euro) sulla quale però ha pesato la svalutazione di asset intangibili, senza la quale il periodo si sarebbe concluso in lieve attivo.

Il calo della redditività, dicono gli analisti, è da attribuire alla contrazione dei ricavi: -7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno a causa del crollo delle entrate del segmento trading e del minor contributo delle commissioni e del business assicurativo, oltre che per l’aumento degli accantonamenti per perdite sui crediti. Questa riserva è stata pari a 1,5 miliardi di euro nel quarto trimestre, il 36% del totale accantonato nell’intero 2020, contro i circa 700 milioni registrati nello stesso periodo dello scorso anno. “Nonostante questo, manteniamo invariata la stima del fair value a quota 2,10 euro. In base alle nostre previsioni, gli utili del gruppo caleranno del 30% nel 2020 per poi rimbalzare nel 2021. Ci aspettiamo che il margine da interessi continui a soffrire nei prossimi anni. Per questo motivo apprezziamo la strategia di Intesa di puntare sui segmenti di business slegati dall’andamento dei tassi”, dice Johann Scholtz, analista azionario di Morningstar (report aggiornato al 9 febbraio 2021).

Unicredit promette un rendimento del 30%
I numeri di UniCredit indicano un passivo di 1,2 miliardi di euro nel quarto trimestre rispetto alla perdita di 835 milioni realizzata nello stesso periodo del 2019, anche se su entrambe le voci pesano degli oneri non ricorrenti. Gli analisti mantengono la stima del fair value a 11 euro e valutano il titolo con un rating di 4 stelle. “Le attuali quotazioni di mercato di Unicredit sono decisamente convenienti, specie se l’istituto di credito dovesse centrare l’obiettivo di utile netto di tre miliardi di euro previsto per il 2021. Il management, inoltre, intende restituire agli azionisti oltre un miliardo: 268 milioni di euro sotto forma di dividendi e la parte restante attraverso il riacquisto di azioni proprie. Questa operazione vale nel suo compleso un ritorno del 5% per i possessori di azioni Unicredit, al quale si potrebbe aggiungere un potenziale apprezzamento del 25% rispetto al fair value”, dice Scholtz (report aggiornato all’11 febbraio 2021).

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia