Il 2020 non sorride al Wide Moat Focus Index

L’indice Morningstar dei titoli con ampio vantaggio competitivo ha sottoperformato il mercato americano. Sottopeso ai titoli FANMAG e un forte orientamento allo stile Value sono le cause principali del ritardo.

Francesco Lavecchia 16/02/2021 | 11:46
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Il Morningstar Wide Moat Focus Index ha chiuso il 2020 con un rialzo del 15,09% (in dollari), sottoperformando di quasi 600 punti base il mercato americano rappresentato dall’indice Morningstar US Market (leggi la metodologia del Morningstar Wide Moat Focus Index). Le ragioni di questo risultato, dicono gli analisti, sono da ricondurre alla particolare annata sui listini, che ha premiato il settore tecnologico e in particolare i Big del comparto come i titoli FANMAG (Facebook, Amazon, Netflix, Microsoft, Apple, Google/Alphabet) e all’orientamento value dell’indice Wide Moat.

Le ragioni del ritardo
Ma analizziamo questi tre fattori uno per volta. I titoli FANMAG pesano complessivamente sul mercato americano per il 19% e i loro rendimenti elevati (tutti e sei hanno performato meglio dell’indice Morningstar US Market) hanno trainato il risultato complessivo del benchmark. L’analisi della performance attribution dell’indice Morningstar Wide Moat Focus dimostra come il sottopeso di queste stock (nel 2020 hanno rappresentato in media il 4,7% della capitalizzazione di mercato) abbiano prodotto un ritardo nei confronti del Morningstar US Market di ben sei punti percentuali. Questo elemento, dicono gli analisti di Morningstar, è destinato a esser strutturale, a causa del fatto che solo 4 dei 6 titoli FANMAG hanno un Moat nella misura di Ampio e che l’indice Wide Moat Focus è equalweighted, ovvero attribuisce a tutti i costituent lo stesso peso, il che limita il contributo delle singole holding. 

 

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Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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