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I bancari italiani da mettere in portafoglio

Unicredit e Mediobanca hanno accusato forti perdite da inizio anno e ora sono scambiate a tassi di sconto elevati sul mercato. 

Francesco Lavecchia 01/09/2020 | 15:53
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Unicredit ha perso oltre il 35% da inizio anno e ora è scontata del 25% rispetto al fair value di 11 euro (report aggiornato al 21 agosto 2020). Gli analisti hanno recentemente rivisto al ribasso la valutazione del titolo che ora tiene conto del peggioramento delle previsioni relative al futuro andamento dei ricavi e dei margini di profitto a causa degli effetti della pandemia sulla congiuntura in Italia e in Europa.

Secondo trimestre migliore delle attese per Unicredit
Tuttavia, i numeri del secondo trimestre sono stati migliori delle attese e l’operato del management sino a ora fa ben sperare per il futuro: “Gli utili sono in netta ripresa rispetto ai primi tre mesi dell’anno (420 milioni di euro contro una perdita di 2,7 miliardi), anche se sono pari solo al 23% di quanto riportato nello stesso periodo nel 2019. Il vero problema, non solo per UniCredit ma per tutte le banche europee, è la crescita degli accantonamenti per perdite su crediti (+33%) che peseranno anche sulle perdite di fine anno, stimate pari a 1,8 miliardi di euro. Tuttavia, prevediamo che la riduzione degli accantonamenti e l’esaurimento di costi straordinari produrranno una forte ripresa degli utili nei prossimi due anni”, dice Johann Scholtz analista azionario di Morningstar.

“Il CEO Jean Pierre Mustier ha fatto un ottimo lavoro nel rafforzare la stabilità patrimoniale dell’azienda, ma ora la sfida è aumentare le entrate e la redditività, nonostante la banca generi la maggior parte dei suoi guadagni in Italia e Germania che sono storicamente i due mercati bancari meno profittevoli della zona euro. Data la sua dichiarata strategia paneuropea, UniCredit è spesso vista come uno dei principali attori nell’attività di consolidamento attesa per il settore nei prossimi anni, ma a nostro avviso il management farebbe meglio a ottimizzare le sue operazioni e a non disperdere energie e capitali in altre operazioni di M&A”, conclude Scholtz.  

Mediobanca scontata del 20% rispetto al fair value
Mediobanca, dal lato suo, ha ceduto il 24% da inizio anno e alle attuali quotazioni di mercato il titolo risulta scontato del 20% rispetto al fair value di 9 euro (report aggiornato al 6 luglio 2020). Le valutazioni del comparto bancario, dicono gli analisti di Morningstar, non sono mai state così basse in Europa. Neanche dopo la crisi finanziaria del 2008. Allora le vendite erano giustificate dalla forte contrazione della redditività, mentre ora il mercato è preoccupato da una riduzione su larga scala del valore delle attività che costringerebbe gli istituti a nuove ricapitalizzazioni. “Stimiamo che le banche europee aumenteranno i loro accantonamenti per perdite su prestiti del 154% nel 2020 per tutelarsi dal rischio di un forte peggioramento del quadro macro, ma nonostante questo la maggior parte delle banche dovrebbe rimanere profittevole. Se l'attività economica riprenderà come previsto, i profitti dovrebbero essere sufficienti ad assorbire tutte le perdite sui prestiti senza la necessità di nuove iniezioni di capitale”, dice Scholtz. 

“La nostra stima del fair value per Mediobanca tiene conto di una partecipazione del 13% in Generali, valutata 4 euro, ed è pari a 10 volte gli utili per azione stimati per il 2020. Mediobanca è fortemente esposta all’andamento dell’economia domestica, dato che l'intero portafoglio prestiti al consumo è composto da finanziamenti elargiti sul territorio nazionale, e stimiamo che gli accantonamenti per perdite su crediti aumenteranno durante l'anno fiscale 2020 prima di raggiungere il picco nell'anno fiscale 2021, e che il rapporto di perdita su crediti salirà all’1% dallo 0,5% registrato nel 2019. Tuttavia, l'espansione di Mediobanca nella gestione patrimoniale dovrebbe supportare una forte crescita dei ricavi non da interessi”.

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia