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Fondi sostenibili vs tradizionali: parlano le performance

Morningstar ha comparato i risultati dei comparti ESG con quelli dei fondi tradizionali in sette categorie molto popolari. I tassi di successo sono superiori in circa il 59% dei casi.

Sara Silano 22/06/2020 | 11:49
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La scelta di un fondo sostenibile non è penalizzante in termini di performance. A dirlo è uno studio Morningstar su circa 4.900 fondi ed Exchange traded fund (Etf) domiciliati in Europa, di cui 745 sostenibili, appartenenti a sette delle categorie più popolari, come ad esempio Azionari globali large cap, Usa, Eurozona e corporate bond in euro. L’analisi ha confrontato i risultati a tre, cinque, dieci anni e durante l’epidemia di Coronavirus.

Nel decennio, circa il 59% dei fondi sostenibili ha battuto i corrispondenti tradizionali (il dato considera solo quelli sopravvissuti negli ultimi dieci anni a fine 2019).

Tasso di successo dei fondi sostenibili per categorie Morningstar (%)

Tasso di successo dei fondi sostenibili europei

Dove i tassi di successo sono più alti
Le probabilità di successo, intese come sopravvivenza del fondo sostenibile e sovra-performance rispetto a uno tradizionale, nel decennio sono più alte per gli Azionari specializzati su Wall Street (81,3%), mentre sono molto basse tra gli obbligazionari corporate in euro (33,3%).

Se guardiamo ai risultati sui diversi orizzonti temporali, i fondi Azionari globali large-cap growth, ossia con titoli orientati alla crescita, sono stati quelli che mediamente hanno registrato più variazioni nel tasso di successo degli strumenti sostenibili rispetto a quelli tradizionali. Maggiore continuità mostrano, invece, i comparti sull’Eurozona.

Performance in tempi di Covid-19
I fondi sostenibili si sono comportati meglio dei tradizionali anche durante il forte calo dei listini generato dai timori per la pandemia di Covid-19. I tassi di successo sono superiori in tutte le categorie esaminate, eccetto quella degli Azionari globali large-cap growth. Secondo i ricercatori di Morningstar, sono diverse le ragioni che possono spiegare questi risultati. “Una prima motivazione è il fatto che i fondi sostenibili sono sottopesati in alcuni settori, come il petrolifero, che hanno sofferto nel primo trimestre; e sovrappesati nel tecnologico e nel farmaceutico che, invece, sono andati bene”, spiega Hortense Bioy, responsabile della ricerca sulla sostenibilità di Morningstar in Europa. “Hanno avuto un ruolo importante anche fattori quali la qualità delle aziende e la minor volatilità. Le società con alti punteggi ESG (legati, cioè, a fattori ambientali, sociali e di governance) tendono ad avere bilanci più solidi e un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti, caratteristiche che le rendono più resilienti nelle fasi di crisi dei mercati. Infine, prestano attenzione non solo agli interessi degli azionisti, ma a quelli di tutti gli stakeholder (lavoratori, fornitori, comunità locali ecc., Ndr), hanno delle strategie per affrontare le sfide ambientali e più bassi livelli di controversie. Molte di queste imprese sono meglio equipaggiate per affrontare periodi di incertezza”.

Confronto fra i fondi sostenibili e tradizionali nel primo trimestre 2020

Confronto fra i fondi sostenibili e tradizionali nel primo trimestre 2020

I fondi sostenibili vivono più a lungo
Lo studio Morningstar mostra più alti tassi di sopravvivenza dei fondi sostenibili rispetto a quelli tradizionali. Il 72% dei comparti lanciati dieci anni fa esiste ancora oggi contro il 45,9% degli strumenti che non integrano i criteri ESG nella costruzione del portafoglio. Tra gli Azionari con focus sull’Eurozona, la percentuale supera il 90% per i prodotti sostenibili contro il 42,9% degli altri.

La categoria che è stata più colpita dalle chiusure di fondi ESG è quella degli Azionari globali large-cap blend (52,2%), che è anche la più numerosa.

L’importanza dei costi
Tra i fondi sostenibili esistono differenze nelle probabilità di successo. I costi rappresentano una forte discriminante in questo senso. Scegliere comparti più economici, infatti, ha aumentato il success rate in tutte le categorie eccetto quella degli Azionari globali large-cap growth. Tra l’equity Usa, la probabilità per un investitore di fare la scelta giusta nel quintile commissionale più basso è del 100% contro il 56% della fascia più cara.

“Gli investitori possono massimizzare le probabilità di successo, selezionando fondi meno costosi”, conclude Bioy. “Come per ogni altro tipo di investimento il profilo commissionale è di grande importanza quando si sceglie un comparto sostenibile”. Lo dimostra anche il fatto che gli strumenti passivi, che hanno generalmente costi inferiori, hanno registrato migliori tassi di sopravvivenza degli attivi nel decennio, nonostante questi ultimi dominino l’offerta.

Tasso di successo dei fondi sostenibili a confronto con i tradizionali con riferimento ai costi

Tasso di successo dei fondi sostenibili a confronto con i tradizionali con riferimento ai costi

 

La versione sintetica di questo articolo è stata pubblicata su WeWealth il 16 giugno2020.

 

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia