Dove cercare i migliori titoli ESG

Alcuni mercati, dice uno studio di Sustainalytics, offrono agli investitori maggiori possibilità di trovare azioni che abbiano un buon giudizio di sostenibilità e valutazioni relative interessanti.

Marco Caprotti 26/05/2020 | 10:54
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Prima di tutto guardare in Svezia e Francia. Ma conviene buttare un occhio anche al Regno Unito, alla Svizzera e alla Germania. Attenzione, invece quando ci si muove in Usa ed è meglio evitare la Cina.

Sono queste le indicazioni principali della “mappa” disegnata da Sustainalytics per spostarsi sui mercati internazionali alla ricerca di azioni che abbiano, insieme, un buon rating ESG, possibilità di crescita e valutazioni relative interessanti (gli ultimi due elementi sono espressi con l’acronimo Garp: Growth at a reasonable price, potenzialità di crescita a prezzi ragionevoli).

Nella tabella in basso sono rappresentati i mercati e i settori coperti dalla ricerca Sustainalytics con il loro posizionamento in termini di ESGarp.

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I risultati ESGarp fra 25 e 100 sono evidenziati in verde e rappresentano dove ci sono maggiori possibilità di trovare buone (in termini di basso rischio) società ESG con basse valutazioni relative. A seguire ci sono (in ordine): blu, grigio, arancione e rosso. I risultati evidenziati in rosso rappresentano dove ci sono meno possibilità di trovare buone società ESG a basse valutazioni relative.

“A prescindere da come andrà la ripresa economica, noi ci aspettiamo che la domanda per azioni con basso rischio in termini di ESG continui a crescere”, spiega Doug Morrow, Director e Head della Portfolio Research di Sustainalytics nel report. “Ma per i gestori di fondi sarà sempre più complicato trovare titoli che presentino un basso pericolo e che contemporamente abbiano valutazioni ragionevoli”.

L’ESG sopporta meglio i ribassi
Domandarsi dove esistano opportunità di investimento in termini di Garp non è un esercizio inutile considerando i tentativi di ripresa dei mercati mondiali dallo shock generato dall’emergenza Covid-19. In questa situazione è stato registrato il buono stato di forma, ad esempio, degli indici dedicati alla sostenibilità o il continuo interesse degli investitori per gli strumenti ESG.

Il sell off dei mercati mondiali generato da Covid-19 e i tentativi di recupero
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“Le prove che le azioni con un basso rischio ESG possono mantenere il loro valore durante i ribassi dei mercati le abbiamo avute per molti anni anche prima della pandemia di Covid-19”, spiega Morrow. “Da una ricerca che abbiamo pubblicato nel 2019 emerge che i migliori titoli ESG del paniere FTSE All World avevano sovraperformato di 55 punti base l’indice durante il collasso delle Borse del quarto trimestre del 2018. In quell’occasione il mercato globale aveva perso il 12%. Il calo è modesto, se confrontato con quello visto a fine febbraio e a marzo, ma offre una buona e istruttiva indicazione per quello che sta accadendo oggi”.

C’è il rischio bolla?
La rapida espansione nell’utilizzo di pratiche ESG per la costruzione dei portafogli ha spinto qualcuno a chiedersi se si stesse correndo il rischio di formare una bolla speculativa pronta a espolodere formata dalle azioni con il miglior rating in termini di sostenibilità. “Poteva essere una possibilità prima del sell off arrivato con lo scoppio della pandemia”, dice Morrow. “Ma quando guardiamo alle valutazioni attuali, scopriamo che le società a  minor rischio ESG tendono a essere trattate con un leggero premio e, dal nostro punto di vista, è troppo basso per indicare la formazione di una bolla”.

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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