Robo advice, una scelta per abbassare i costi

Gli algoritmi in grado di costruire portafogli personalizzati sulle esigenze degli investitori in Italia stanno attirando sempre più clienti e masse in gestione. Anche grazie alle commissioni basse. Nella Penisola, però, si preferisce ancora avere un rapporto personale con il consulente. Il futuro del settore è nelle mani dei Millennial.

Marco Caprotti 21/05/2020 | 09:13

Conviene avere un robot al posto di un consulente finanziario? Quella che fino a qualche anno fa sembrava un’ipotesi degna di Isaac Asimov sta diventando sempre più una realtà. Sebbene la dimensione media dei patrimoni amministrati dagli algoritmi in grado di costruire portafogli disegnati su misura per i clienti sia abbastanza ridotta (21 mila dollari di media nel mondo, 14 mila in Italia), il fenomeno, secondo uno studio realizzato da Consob è in netta crescita.

Le elaborazioni dell’autorità di controllo sulla Borsa dicono che le masse gestite da robot saliranno nel mondo del 27% all’anno fino al 2023, quando raggiungeranno i 2.552 miliardi di dollari con 147 milioni di clienti serviti. Nello stesso periodo in Italia la crescita media per entrambe le voci sarà del 51% all'anno.

Costi più bassi
A spingere verso un maggiore utilizzo di robo advisor, oltre a elementi come l’autonomia nella gestione delle proprie finanze e l’efficienza crescente di questi sistemi, c’è la questione dei costi. In Italia le maggiori piattaforme di robo advisoring attualmente applicano commissioni che vanno dallo 0,3% all’1,3% all’anno. Il costo è determinato da variabili come il tipo di offerta che si sceglie e l’ammontare della somma investita. “L’offerta di servizi di consulenza digitalizzata fa leva su politiche di prezzo competitive che il provider è in grado portare avanti grazie ai guadagni di efficienza permessi dall’applicazione delle nuove tecnologie”, spiega il report di Consob. “L’innovazione consente infatti la replicabilità dell’offerta su ampia scala, generando economie di scala che, in prospettiva, riducono i costi unitari di offerta del servizio”.

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Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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