Fare trading con gli ETF in 5 passi

I replicanti quotati sono dei “fund”, ma “exchange traded”. Questo rende la loro compravendita diversa da quella dei comparti tradizionali. È importante capire che non sono tutti uguali, soprattutto a livello di liquidità.

Valerio Baselli 21/05/2020 | 09:11

Uno degli errori più comuni quando si comprano e vendono Exchange traded fund (ETF) sul mercato, è pensare che tutti i replicanti funzionino allo stesso modo. “Gli investitori non dovrebbero prendere la liquidità di un ETF come una caratteristica scontata”, spiega Ben Johnson, direttore globale della ricerca ETF di Morningstar. “Inoltre, i meccanismi di mercato su cui si fonda l’ecosistema dei fondi passivi quotati hanno vissuto scosse di diversa grandezza. Questi eventi sono serviti come promemoria dolorosi cui gli investitori dovrebbero prestare attenzione al momento dell’acquisto o della vendita di replicanti”.

Gli analisti di Morningstar hanno in diverse occasioni sottolineato le pratiche migliori per quanto riguarda il trading di ETF. Ecco cinque consigli pratici da tenere a mente.

Usare degli ordini limite (o “limit order”)
“Se dovessi dare solo un consiglio, sarebbe questo”, afferma Johnson, “soprattutto per gli ETF meno liquidi”. Quando c’è un forte divario tra domanda e offerta, piazzare un limit order (che limita il prezzo che si è disposti a pagare; cioè si decide di acquistare quando il prezzo di mercato eguaglia o supera un determinato valore, oppure di vendere quando il prezzo di mercato eguaglia o scende sotto un determinato valore) e attendere che il mercato si muova in questo senso può essere saggio. Gli ordini di mercato (market order) che vengono eseguiti subito, al miglior prezzo disponibile in quel momento, vanno bene per gli ETF molto liquidi e con spread ridotti. D’altra parte, il rischio di usare un ordine limitato è di non vederlo eseguito, o di eseguirlo tardi.

Se possibile, operare mentre il mercato replicato è aperto
Se si opera con un ETF che replica mercati esteri con fuso orario diverso, come gli Stati Uniti o qualsiasi mercato emergente, è meglio fare le transazioni solo quando la Borsa sottostante è aperta. Questo perché per i market maker sarà più facile mantenere il prezzo di mercato di quell’ETF vicino al proprio Nav (Net asset value). A mercato chiuso, la stima del Nav diventa più difficile e meno affidabile. Clicca qui per approfondire la differenza tra Nav e prezzo di mercato.

Evitare di eseguire ordini in prossimità dell’apertura e chiusura del mercato
Gli analisti di Morningstar consigliano di evitare ordini nei primi e negli ultimi 30 minuti della sessione di Borsa. All’apertura, infatti, il prezzo degli ETF può essere influenzato dalla differenza (a premio o a sconto) tra il valore di chiusura del giorno precedente e il valore patrimoniale netto; inoltre, alcuni componenti dell’ETF potrebbero ancora non essere stati scambiati, il che allargherebbe lo spread denaro-lettera (o bid-ask in inglese).

Stesso discorso per la chiusura, quando i market maker spesso attuano strategie di copertura delle posizioni in essere. Questi fattori aumentano la volatilità dei replicanti spesso causando rapidi cambiamenti dei prezzi e aumentando quindi lo spread.

Prima di piazzare un grosso ordine, fai una telefonata
Gli investitori che pianificano un grosso ordine in entrata o in uscita, dovrebbero avvalersi dell’aiuto di un professionista. “Non esiste una definizione ufficiale di grosso ordine”, commenta Johnson, “diciamo che in generale una transazione che supera il 20% del volume medio giornaliero di quell’ETF o l’1% del suo patrimonio gestito, corrisponde alla descrizione”.

In questi casi, si possono ottenere condizioni migliori (come costi di transazione più bassi), contattando direttamente l’emittente dell’ETF o un market maker, le cui informazioni sono presenti sul sito della Borsa su cui si opera.

Se non si valorizza lo scambio intraday, meglio usare un fondo comune tradizionale
Gli ETF non sono per tutti. Se non si ha il tempo, le risorse o la voglia di seguire i mercati intraday o se semplicemente non si valuta il fatto di poter scambiare il fondo durante le sessioni di Borsa come una caratteristica importante, è decisamente meglio scegliere un fondo indicizzato non quotato che replichi lo stesso indice.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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