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Dove investire tra i bancari Usa

U.S. Bancorp e Wells Fargo hanno già dimostrato in passato di essere in grado di resistere a fasi recessive, hanno bilanci solidi e sono fortemente scontate sul mercato.

Francesco Lavecchia 21/04/2020 | 15:54
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Da inizio anno U.S. Bancorp (USB) ha ceduto oltre il 40% della sua capitalizzazione di mercato (in dollari al 20 aprile 2020) e ora è scontata del 30% rispetto al fair value di 48 dollari (report aggiornato al 15 aprile 2020).

USB è una delle banche americane meglio gestite ed è tra quelle più solide dal punto di vista patrimoniale. Negli ultimi 15 anni ha costantemente mantenuto una redditività del capitale superiore a quella dei competitor e dei costi di finanziamento. Ragione per cui gli analisti di Morningstar le assegnano un Economic moat nella misura di ampio.

U.S Bancorp ha le armi per superare la crisi
“U.S. Bancorp combina in modo efficiente attività bancarie core con altri business correlati come l’investment management e i sistemi di pagamento che garantiscono ottimi introiti commissionali. Inoltre, il suo continuo investimento in tecnologia la mette in ottima posizione per capitalizzare al meglio le opportunità di crescita che gli si presenteranno in seguito al continuo processo di digitalizzazione dei pagamenti”, dice Eric Compton, analista azionario di Morningstar. “La banca è anche una delle più solide del mercato: è stata, tra quelle americane, una delle prime ad uscire dalla crisi finanziaria del 2008, anche grazie alla sua oculata politica nella concessione dei prestiti. Inoltre i manager sono tenuti ad avere sempre pronto un piano di tagli dei costi del 5% per affrontare con tempestività le fasi negative del mercato”.

Wells Fargo scontata del 45%
Negli ultimi tre mesi Wells Fargo ha perso in Borsa quasi il 50% (in dollari al 20 aprile 2020) da inizio anno e ora le sue azioni sono scambiate a un tasso di sconto del 45% rispetto al fair value di 50 dollari (report aggiornato al 14 aprile 2020).

Wells Fargo (WFC) è il primo istituto di credito negli Stati Uniti per raccolta di depositi bancari ed è leader nel mercato dei prestiti ipotecari. Ha inoltre un modello di business tradizionale, come testimoniato dalla bassa percentuale di ricavi derivanti dalle attività di trading. Queste caratteristiche le garantiscono una forte stabilità dei flussi di cassa, le consentono di finanziare le sue attività a costi di circa il 40% più bassi rispetto alla media delle altre banche nord americane e di realizzare elevate economie di scala.

Le attività di WFC sono fortemente concentrate negli Stati Uniti. Questo facilita il compito dei manager nella gestione e la rende meno volatile durante le diverse fasi di mercato. Inoltre, grazie alla presenza capillare sul territorio e all’ampio portafoglio di servizi, la banca riesce a mantenere un’alta fidelizzare della clientela.

“Sebbene Wells Fargo abbia girato velocemente pagina dopo lo scandalo legato alla frode a carico dei suoi correntisti, la banca ha bisogno di riguadagnare la sua reputazione sul mercato. Inoltre, il management deve riorganizzare alcune delle sue attività secondarie. La banca, dunque, ha ancora dei problemi da affrontare ma, a nostro avviso, i suoi fondamentali sono solidi e promettono nel lungo termine un rendimento del capitale superiore al 10%”, aggiunge Compton.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia