Raccolta fondi, febbraio scampa al Coronavirus

Il mese scorso, gli investitori europei hanno continuato a investire, facendo segnare all’industria del risparmio gestito 40,3 miliardi di flussi netti (ETF inclusi). Solo negli ultimi quattro giorni si sono visti forti deflussi.

Valerio Baselli 24/03/2020 | 10:10

Malgrado il crescente nervosismo riguardo alla diffusione del Coronavirus e alle sue ramificazioni sul futuro dell’economia globale, la raccolta netta dei fondi europei a lungo termine è rimasta in terreno positivo in febbraio, pur diminuendo rispetto al mese precedente. Infatti, come ci rivelano i dati sui flussi giornalieri, i deflussi hanno colpito l’industria dei fondi in Europa solo negli ultimi quattro giorni di febbraio, indicando quanto gli investitori del Vecchio continente abbiano in qualche modo sottovalutato le conseguenze del contagio fino ad allora (e forse reagendo in modo fin esagerato da quel momento in avanti). I fondi aperti a lungo termine domiciliati in Europa (Exchange traded fund inclusi) hanno raccolto 40 miliardi di euro in febbraio, dopo aver ricevuto sottoscrizioni nette per 63 miliardi a gennaio.

I flussi verso i fondi azionari sono crollati dai 14,8 miliardi di gennaio a 1,3 miliardi di febbraio. I fondi a reddito fisso si sono attestati su 27,7 miliardi, dimostrandosi notevolmente resilienti. Nonostante alcune categorie rischiose come le obbligazioni high yield in euro abbiano segnato riscatti netti, la raccolta dei comparti a redditto fisso ha ancora riflettuto la ricerca di rendimenti vista per la maggior parte degli ultimi dieci anni. I fondi obbligazionari flessibili, gli obbligazionari globali ad alto rendimento e i fondi obbligazionari dei mercati emergenti globali hanno continuato a registrare una domanda significativa fino agli ultimi giorni di febbraio.

Dopo il colpo di reni di gennaio, i fondi alternativi sono tornati in rosso, subendo deflussi superiori a 500 milioni di euro.

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Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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