4 cose da sapere sugli Etf “nazionali”

Un fondo passivo che traccia l’indice principale della Borsa di un determinato paese può essere un modo semplice ed economico per cavalcare dei trend regionali. Ma occorre essere consapevoli che in un’economia globalizzata il mercato di quotazione potrebbe essere poco significativo.  

Valerio Baselli 24/02/2020 | 09:44
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World Map

Gli indici dei mercati nazionali sono spesso citati come barometri della salute economica dei rispettivi paesi, tuttavia occorre ricordare che la Borsa e l’economia reale sono cose molto diverse. Un mercato azionario è una raccolta di singole società, le cui fortune sono modellate da forze macro e microeconomiche, fondamentali e tecniche, nazionali ed estere. Ma nell’odierno mondo globalizzato, il luogo in cui una società è domiciliata o quotata potrebbe essere indifferente rispetto alla propria attività.

Il Morningstar Revenue Atlas applica l’analisi revenue exposure di Morningstar Direct alla famiglia di 46 indici azionari specifici per paese di Morningstar, al fine di far luce sui collegamenti generati da un’economia globale interconnessa.

La mappa sottostante mostra che gli indici azionari dei paesi variano considerevolmente in termini di fonti geografiche delle loro entrate. Gli investitori possono utilizzare questi dati per comprendere meglio la loro esposizione al rischio, gestire la diversificazione del portafoglio e identificare nuove opportunità.

Domesticrevenue

Cosa ci dice la mappa
Questo approccio ci dà la possibilità di trarre diversi insegnamenti sull’utilizzo degli indici borsistici nazionali e degli strumenti d’investimento che li replicano, in particolare gli Exchange traded fund. Dan Lefkovitz, strategist di Morningstar Indexes, ne ha individuati quattro:

- I mercati europei occidentali tendono ad avere fonti di business fuori dai loro confini
La Brexit vi preoccupa? Ebbene, dovete considerare che solo il 29% delle entrate dei titoli del Morningstar UK Index proviene da fonti interne e che meno del 15% arriva dalla zona euro. Il mercato azionario del Regno Unito dipende maggiormente dagli Stati Uniti e dalla Cina. Ancora più sorprendente, forse, Germania e Francia, attirano meno entrate sul mercato interno (rispettivamente circa il 25% e il 21%), sebbene siano molto più integrate con il resto dell'Europa. Il mercato più globale del mondo è quello svizzero.

- Gli altri mercati sviluppati sono internazionali, ma meno di quelli europei
Il Morningstar US Market Index incassa circa il 34% delle sue entrate al di fuori degli Stati Uniti e il Giappone è nazionale al 60%. I mercati azionari canadese, australiano e neozelandese generano ciascuno circa la metà delle proprie entrate sul mercato interno, all'incirca alla pari con Hong Kong e Singapore.

- I mercati emergenti sono più “domestici”
L’analisi di Morningstar stima che il 93% delle entrate del Morningstar Indonesia Index provenga dall'Indonesia. Anche i mercati brasiliano, turco e cinese dipendono principalmente dalle entrate nazionali. Nel caso della Cina, questa esposizione è sorprendente data la sua economia orientata all'esportazione (87%). Altrettanto sorprendente è che l'indice Morningstar Mexico genera solo l'11% delle entrate dagli Stati Uniti.

- L’esposizione settoriale pesa molto, i paesi più “tecnologici” sono più internazionali
Ad esempio, circa un terzo delle entrate del Morningstar India Index è prodotto al di fuori dell'India, in gran parte grazie ad attori tecnologici globali come Infosys e Tata Consultancy Services. La quota è persino più elevata per la Corea del Sud (circa il 60%), grazie a Samsung Electronics, e Taiwan (circa il 70%), grazie a Taiwan Semiconductor. Ciò è in linea con le ricerche precedenti di Morningstar, secondo cui settori maggiormente orientati al valore come servizi pubblici, servizi finanziari e immobiliare sono più domestici, mentre la tecnologia e i materiali di base tendono a essere più globali.

Indici-paese basati sulla fonte geografica delle entrate?
Per gli investitori, il passo successivo potrebbe essere quello di creare indici ponderati per le entrate che selezionano le aziende in base alla fonte geografica delle stesse. Ad esempio, un indice del Regno Unito ponderato per le società con fonti di entrate nazionali si comporterebbe in modo molto diverso dall'attuale Morningstar UK Index, in cui il 70% delle entrate proviene da paesi terzi. “Gli indici ponderati per le entrate funzionerebbero come uno strumento adatto sia all’analisi, sia agli investimenti”, conclude Lefkovitz.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Scarica lo studio completo Morningstar Revenue Atlas.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.