Private equity, le previsioni per il 2020

Quest’anno, dicono gli analisti di PitchBook, potrebbero calare gli investimenti. Ma non si può parlare di crisi. Intanto sul mercato arrivano i fondi pensione e quelli sovrani.

Marco Caprotti 08/01/2020 | 14:16

Calo – ma non crisi - della raccolta e maggiore attività da parte di fondi sovrani e fondi pensione. Sono due degli sviluppi che, secondo PitchBook caratterizzeranno il 2020 nel settore del private equity. La raccolta nel settore private equity a metà novembre 2019 in Usa e in Europa aveva già toccato il record di 342,9 miliardi di dollari”, spiega Dylan Cox, lead analyst di PitchBook. “Se la raccolta nel 2020 dovesse essere sotto questa soglia non significherebbe necessariamente che l’attività si stia raffreddando. Sappiamo che analizzare questo tipo di dati è piuttosto complesso. Molti fondi potrebbero essere al lavoro e i risultati di questa attività si vedranno solo nel 2021”.

Raccolta delle società di private equity per regione (in miliardi di dollari)
PE attività

Un altro elemento che potrebbe rallentare il ritmo è legato a un eventuale rallentamento del mercato equity pubblico. “In quel caso, gli investitori più abbienti potrebbero rallentare l’attività nel private equity per difendere la parte di portafoglio esposta al mercato azionario”, dice Cox. “

Il modello canadese
Un altro elemento da tenere in considerazione è il maggior coinvolgimento da parte di fondi sovrani e fondi pensione nel mercato private. A fare da apripista in questo senso è stato il Canada dove i prodotti pensionistici hanno iniziato a mettere soldi nei mercati privati. “I loro sforzi sono stati ricompensati con performance migliori rispetto a quelle di strumenti simili e stanno spingendo i concorrenti a fare lo stesso”, dice Cox. Calpers, uno dei fondi pensione più grande degli Usa, sta pensando a come costruire una struttura che si occupi di investire in questo segmento. Le alternative sono: avere un team interno o affidarsi a una squadra che non sia collegata con il fondo di investimento.

Investimenti dei fondi pensione e dei fondi sovrani nel private equity
pe fondi sovrani

Arrivano i fondi sovrani
I fondi sovrani, intanto, non stanno fermi. “Molti di questi organismi non hanno gli stessi obblighi di trasparenza che hanno, ad esempio, i fondi pensione americani sui salari dei gestori”, dice Cox. “Questo gli permette di costruire team dedicati ai private market senza troppi problemi e ingaggiando i migliori talenti”. Ci sono già fondi sovrani più sofisticati che hanno unito le forze con società del settore per entrare sul mercato. GIC (fondo sovrano di Singapore) ha stretto un accordo con Brookfiled per acquisire e togliere dal mercato Genesee & Wyoming (un’operazione da 8,4 miliardi di dollari). Adia (il fondo sovrano di Abu Dhabi) ha formato una partnership con Cinven e Astorg per acquistare da KKR il marchio LGC. “Questi grandi investitori istituzionali cercheranno di avere sempre più dei team dedicati in house per avere un maggiore controllo sulle passività”, spiega Cox. “Questo per evitare situazioni simili a quelle viste nel 2008, quando molti investitori erano eccessivamente esposti sul mercato private e hanno dovuto far fronte ai debiti con la parte azionaria pubblica del loro portafoglio”.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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