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Se le Borse scendono, meglio avere consumi difensivi

Guerre commerciali, hard Brexit e maggiore indebitamento sono le principali minacce all’economia e ai mercati. Ecco tre titoli che, secondo gli analisti di Morningstar, possono fare da scudo ai portafogli.

Marco Caprotti 05/02/2019 | 11:55

La frenata dell’economia mondiale e delle Borse sta arrivando? Se a dirlo sono, quasi in contemporanea, il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale e l’Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica (Osce), rispondono gli analisti di Morningstar, meglio non stare troppo tranquilli e prepararsi a mettere in portafoglio titoli da difesa.

Revisione al ribasso delle stime del Pil mondiale Ocse

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 Fonte: Ocse

Gli allarmi si fanno ancora più seri quando si uniscono ai dati 2018 relativi alla Cina che parlano di una crescita del 6,6%, la più lenta degli ultimi 30 anni. “Gli economisti hanno identificato tre minacce per la crescita economica globale”, spiega Vikrham Barhat, analista di Morningstar: la guerra commerciale fra Cina e Usa, un hard Brexit e l’aumento del debito pubblico e privato. “Visto che per questi tre problemi non esiste una soluzione facile e veloce, gli investitori farebbero bene ad attendersi un periodo di incertezza e spostare la loro attenzione verso quei settori che sono relativamente immuni dalle notizie negative sul ciclo economico” dice l’analista.

Uno di questi segmenti è quello dei consumer staples (o beni di consumo difensivi). Di questo universo fanno parte società con business non legati all’andamento della congiuntura e stabili come l’alimentare, la grande distribuzione e le bevande. “Si tratta di industrie che tendono ad andare sempre relativamente bene anche nei momenti più difficili”, dice l’analista. “Le aziende dei beni di consumo difensivi fanno prodotti che sono considerati essenziali, che permettono a queste imprese di attraversare indenni la volatilità dei mercati”.

Campbell Soup
“Il colosso delle zuppe in scatola ha il 60% della quota di mercato negli Usa”, spiega Erin Lash, analista di Morningstar in un report del 16 gennaio 2019, dal quale risulta che il titolo ha un rating di 4 stelle e un obiettivo di prezzo di 45,5 dollari (35,4 dollari la quotazione di questi giorni). “La posizione dominante permette alla società di avere un forte potere negoziale con i distributori visto che con le sue zuppe è in grado di richoamare clienti nei punti vendita”. La sua forza dal punto di vista competitivo è costruita sugli asset intangibili (in questo caso il marchio) e sui vantaggi di costo. “L’acquisizione del produttore di snack Snyder ha permesso al gruppo di diversificare ulteriormente la sua offerta entrando in un segmento ad alta crescita”, dice l’analista. “Al di là del portafoglio prodotti, la società sta lavorando su una più completa ristrutturazione che comprende drastici tagli dei costi e disinvestimenti per arrivare a 650 milioni di risparmi entro il 2022”.

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Fonte: Morningstar

Ingredion
La società produce ingredienti per le aziende del food&beverage e per l’industria dei prodotti per la cura della persona. I dolcificanti pesano per il 35% del fatturato mentre gli amidi per un altro 50%. La società ha un’impronta internazonale con una buona esposizione all’America latina e all’Asia-Pacifico. La metà delle vendite sono al di fuori degli Usa. “Il business degli ingredienti speciali genera poco meno del 30% delle vendite e metà dei profitti”, spiega Seth Goldstein, analista di Morningstar in un report del primo novembre 2018, in base al quale il titolo ha un rating di 4 stelle e un un fair value di 128 dollari (99 dollari la quotazione di questi giorni). “I clienti non hanno intenzione di mettere in pericolo la qualità dei loro prodotti affidandosi ad altri fornitori che potrebbero avere ingredienti che non piacciono ai consumatori”.

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Fonte: Morningstar

Unilever
La società vende prodotti per la casa oltre a essere attiva nel food. “Il management della società sta facendo i passi giusti per riaccendere il motore della crescita in alcune categorie merceologiche altamente competitive”, spiega Philip Gorham, analista di Morningstar in un report del 31 gennaio 2019, in base al quale il titolo ha un rating di 4 stelle e un fair value di 60 dollari (54,3 dollari la quotazione di questi giorni dell’ADR). “La strategia prevede anche un ribilanciamento dei costi dei fornitori e la ricalibratura degli investimenti e degli obiettivi di spesa”. L’obiettivo è arrivare a risparmi per 6 miliardi di euro entro il 2020. “Due terzi saranno reinvestiti in acquisizioni e dividendi per gli azionisti. In genereale Unilever ha possibilità maggiori rispetto ai concorrenti di tornare a crescere nel medio periodo”, dice l’analista.

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Fonte: Morningstar

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Titoli citati nell'articolo

Nome TitoloPrezzoCambio (%)Morningstar Rating
Campbell Soup Co47,79 USD-0,40
Ingredion Inc88,98 USD1,34
Unilever PLC ADR59,40 USD-0,39

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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