Etf a confronto: Azionari UK Large Cap

Partendo dalla ricerca Morningstar, ecco il confronto tra i diversi replicanti dedicati al mercato azionario britannico a grande capitalizzazione disponibili agli investitori italiani. E abbiamo fatto il punto su Brexit.

Valerio Baselli 04/02/2019 | 10:38

Brexit. Da due anni e mezzo non si parla d’altro al di là della Manica (anche al di qua, a dire il vero). Tra alti e bassi e colpi di scena, l’ultimo atto di questo lungo e tortuoso percorso si è consumato lo scorso 29 gennaio alla House of Parliament, nel palazzo di Westminister a Londra. 

I deputati britannici hanno respinto l’emendamento che avrebbe permesso di rinviare l’uscita del Regno unito dall’Unione europea di tre mesi (fissata al 29 marzo). È stato invece approvato l’emendamento per trovare un nuovo accordo riguardo al confine tra Irlanda del Nord e la Repubblica d’Irlanda (il cosiddetto backstop). Se da un lato, quindi, il parlamento britannico ha trovato una maggioranza per l’uscita dall’Ue con un accordo, il nuovo round di negoziazioni tra Londra e Bruxelles non sarà per niente facile. La questione sui confini irlandesi resta infatti molto spinosa (la possibile reintroduzione di un confine fisico tra i due paesi è uno scenario che l’Ue vuole evitare; allo stesso tempo, però, Londra non vede di buon occhio la possibilità per cui l’Irlanda del Nord, pur facendo parte del Regno Unito, rimanga all’interno dell’Unione doganale europea, dovendo quindi trattare la Gran Bretagna come un paese terzo).

“Per dirla senza mezzi termini, non c'è quasi nessuna possibilità che l’Ue accetti la rimozione del backstop della frontiera irlandese, lo scenario più probabile è che l'onorevole May chieda una proroga del termine di cui all'articolo 50”, commenta Vasileios Gkionakis, responsabile globale della strategia Forex di di Lombard Odier. “La sterlina inglese si è indebolita alla notizia, ma il fatto che i deputati abbiano respinto in linea di principio la prospettiva di una Brexit senza accordo ha frenato le perdite”. La sterlina è ora scambiata a 1,31 contro il dollaro statunitense e a 1,14 con l'euro”.

“La proroga della scadenza potrebbe andare per le lunghe e in tal caso la fiducia delle imprese e dei consumatori subirà una pressione maggiore, pesando su un’economia che è già sotto una grave incertezza”, conclude Gkionakis. La situazione politica, insomma, vive un momento di stallo e resta molto incerta. Gli investitori, tuttavia, sembrano guardare al futuro con cauto ottimismo. La Borsa di Londra, espressa tramite il Morningstar UK NR Index, segna un +0,4% negli ultimi tre mesi, ma è balzata del 7,4% nell’ultimo mese (al 31 gennaio, in euro).

Evoluzione del Morningstar UK NR Index su tre mesi
 
Dati in euro al 31 gennaio 2019. Fonte: Morningstar Direct.

Sul lato dei flussi, secondo i dati di Morningstar Direct, non ci sono stati riscatti di massa, anzi. Da luglio 2016 a dicembre 2018, le cinque categorie azionarie UK hanno registrato deflussi netti per 13 miliardi di euro (fondi aperti ed Etf). Tuttavia, il dato generale è dovuto ai soli fondi equity income, quelli cioè focalizzati sui dividendi, che hanno perso nel periodo quasi 15,7 miliardi, mentre le altre quattro categorie segnano tutte una raccolta positiva. Piuttosto brillante, poi, il risultato dei fondi azionari UK mid cap, con oltre due miliardi di flussi netti; segno, questo, che almeno fino a ora gli investitori non hanno realmente creduto a uno scenario di hard brexit (a differenza delle società a larga capitalizzazione, le piccole e medie imprese non hanno business internazionali e sono quindi più focalizzate sull’economia domestica, il che le rende più vulnerabili in caso di uscita disordinata della Gran Bretagna dall’Unione).


Fondi domiciliati in Europa. Fonte: Morningstar Direct.


Fondi domiciliati in Europa. Fonte: Morningstar Direct.

L’offerta italiana
Per gli investitori dello Stivale sono disponibili 17 Exchange traded funds che offrono esposizione diretta al mercato azionario britannico, di cui cinque coperti dalla ricerca qualitativa di Morningstar.

L’unico replicante che riesce ad ottenere un Analyst Rating positivo (Silver) è lo SPDR FTSE UK All Share ETF, mentre agli altri quattro Etf coperti dalla ricerca Morningstar viene assegnato un giudizio neutrale. La differenza, come sempre nel caso di fondi passivi, sta nell’indice. Gli analisti Morningstar, infatti, sottolineano come il FTSE 100 e l’MSCI United Kingdom siano entrambi troppo concentrati in titoli a grandissima capitalizzazione, lasciando così gli investitori sottoesposti a importi settori del mercato britannico.

I gestori attivi hanno infatti dimostrato di poter aggiungere valore sul lungo periodo sovrappesando i titoli mid e small cap in contesti di mercato favorevoli. Non a caso, i replicanti del FTSE 100 hanno sottoperformato circa i tre quarti dei fondi azionari UK large cap negli ultimi dieci anni (poco più della metà per l’MSCI United Kingdom), su una base aggiustata per il rischio. Durante questo periodo, i due benchmark hanno risentito di un’esposizione azionaria sfavorevole ai settori dei servizi finanziari e dei beni di consumo ciclici.

Il FTSE All Share, invece, con circa 650 titoli in portafoglio, copre il 98% del mercato azionario britannico e dedica il 20-25% dei propri attivi a titoli di media e piccola capitalizzazione. Il benchmark ha sovraperformato circa i due terzi dei fondi di categoria negli ultimi dieci anni, su una base aggiustata per il rischio, grazie alla maggiore esposizione azionaria all’energia, all’industria e ai materiali di base.

Il fondo SPDR usa la usa la replica fisica ottimizzata per il benchmark. In pratica, l’Etf acquista un insieme di titoli scelti in modo da creare un portafoglio sufficientemente simile a quello del benchmark ma con un numero di componenti inferiore, in modo da ottimizzare i costi di transazione. Il fondo non effettua prestito titoli e ha delle spese correnti competitive di 20 punti base. Dopo alcuni anni senza una vera e propria strategia Etf in Europa, SPDR è tornata sul mercato in maniera decisa. Si intravedono già i primi frutti in termini di crescita degli asset, anche se siamo ancora lontani rispetto alla presenza della società sul mercato americano. 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Titoli citati nell'articolo

Nome TitoloPrezzoCambio (%)Morningstar Rating
SPDR® FTSE UK All Share ETF Acc53,31 GBP1,30

Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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