I veri saldi sono sulla Borsa inglese

I titoli azionari della regione hanno valutazioni molto convenienti. Il mercato teme forti ripercussioni economiche in seguito a Brexit, ma gli analisti di Morningstar invitano a guardare i fondamentali delle aziende.  

Francesco Lavecchia 21/08/2018 | 12:18
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Brexit frena i titoli della Regina, anche se i fondamentali smentiscono le Borse. Dal 23 giugno del 2016, data del referendum sulla permanenza dei cittadini britannici nell’Unione europea, l’indice azionario UK ha sottoperformato il mercato globale di quasi 20 punti percentuali (vedi Figura 1), penalizzato anche dal forte deflusso di capitali da parte degli investitori istituzionali, ma gli analisti di Morningstar sottolineano la necessità di basare le proprie scelte su parametri diversi da quello degli umori del mercato.

 

Figura 1: Rendimenti a confronto, UK vs listini globali
Ukstocks 082018

 

“Le paure degli investitori per il calo dell’export verso l’Europa e per il peggioramento della bilancia commerciale, nonché per la contrazione dei consumi interni e della crescita economica, sono alimentate da un contesto politico e macroeconomico sfavorevole: aumentano i timori per l’acuirsi di una battaglia commerciale globale, il debito delle famiglie inizia a preoccupare in un contesto di risalita dei tassi di interesse e il forte incremento degli utili aziendali negli ultimi anni fa presagire la fine del ciclo economico.

Nonostante questo, le variabili da guardare sono le valutazioni di mercato, i fondamentali e la stabilità finanziaria delle aziende”, dice Leslie Alba, analista azionaria di Morningstar. 

3 ragioni per non aver paura del mercato UK
Le azioni britanniche sono scambiate a prezzi di circa il 30-40% più bassi rispetto all’equity Usa, cosa che può essere anche comprensibile se si considerano la crescita degli utili delle aziende americane e la ritrovata solidità dell’economia statunitense, ma le valutazioni delle azioni in UK sono così a sconto, al momento, che il loro rendimento atteso è superiore anche a quello dei mercati emergenti o di altri paesi europei come Portogallo e Irlanda, che hanno attraversato recentemente crisi finanziarie molto gravi (Figura 2).

 

Figura 2: Rendimenti attesi a confronto
Rendimenti UK 0909

 

I fondamentali delle aziende britanniche restano solidi. Nonostante nel recente passato abbiano registrato una crescita dei ricavi e dei profitti inferiore rispetto alla media globale, i loro asset sono di buona qualità e il loro andamento è solo parzialmente legato a quello dell’economia interna, dato il forte peso delle multinazionali sulla capitalizzazione di mercato della regione. Non desta preoccupazione neanche il livello di indebitamento. Uno dei modi per misurarlo è quello di guardare alla differenza, a livello aggregato, tra il ROE il margine di profitto (più ampio è il gap più alto è il ricorso al capitale di terzi), ma il livello attuale non lascia dubbi sulla sostenibilità del debito (Figura 3).

 

Figura 3: Misura del grado di indebitamento delle azioni UK
Leverage UK 0909

 

La domanda che dovrebbero porsi gli investitori è dunque se il tasso di sconto al quale sono al momento scambiate le azioni britanniche è sufficiente a remunerare il rischio di possibili perdite. “La Brexit potrà sicuramente avere ripercussioni negative sul mercato azionario in UK, ma i fondamentali delle aziende ci lasciano fiduciosi sul fatto che le conseguenze possano esaurirsi nel breve periodo. Questo è particolarmente vero per le società multinazionali, le quali potranno trarre grosso vantaggio dalla futura svalutazione della sterlina”, conclude Alba.

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia