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Strategie d’oro per l’Europa. E d’argento per gli Usa

Due categorie dedicate al Vecchio continente presentano fondi con Analyst rating Gold. Negli Stati Uniti chi vuole il giudizio qualitativo più alto deve scegliere fra i Silver. 

Marco Caprotti 21/06/2017 | 09:30
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Puntare all’oro si può, almeno in Europa. Negli Stati Uniti, invece, il massimo è l’argento. Questo, almeno, se si parla di fondi di investimento dedicati all’azionario delle due aree geografiche che abbiano un Analyst rating positivo.

Nei diversi segmenti che formano le categorie Morningstar dedicate al Vecchio continente, ce ne sono due (Europe large cap blend e Large cap growth) nei quali sono presenti fondi (venduti anche in Italia) che hanno un giudizio qualitativo espresso dai fund analyst pari a Gold. Negli Stati Uniti, invece, nei diversi sottouniversi che formano l’equity il giudizio non va oltre il Silver (la selezione, in questo caso, è stata fatta fra gli strumenti che hanno fatto meglio nel 2016 e in questa prima parte dell’anno).

Il Vecchio continente

Europe equity large cap blend
Uni-Global Equities Europe TA-EUR (Morningstar rating 5 stelle) ha segnato -0,47% nel 2016 e +12,4% da inizio anno. Questo fondo, secondo Mathieu Caquineau, fund analyst di Morningstar, è un’ottima scelta per chi cerca l’esposizione alle azioni europee senza voler correre eccessivi rischi (report del 15 febbraio 2017). Uno dei punti di forza è il suo approccio rigoroso in cui la gestione dei rischi gioca un ruolo centrale. Il processo di investimento combina forti elementi quantitativi con valutazioni dei rischi riguardo ai fondamentali per produrre un portafoglio diversificato a bassa volatilità. La ricerca della diversificazione porta anche a una grande flessibilità in termini di allocazione settoriale, geografica e di capitalizzazione di mercato. La strategia è costantemente perfezionata con l’obiettivo di identificare e controllare i rischi. L’intervento qualitativo del team di gestione è ancora cruciale. Qualsiasi modifica del portafoglio è controllata da uno dei membri della squadra.

Europe equity large cap growth
Comgest Growth Europe EUR R Acc (3 stelle) ha perso il -3,1% nel 2016 e ha segnato +13,7% da inizio anno. Questo fondo, secondo Caquineau, è gestito con un alto livello di esperienza è può diventare la parte core di un portafoglio (report del 21 luglio 2017). La strategia è quella di puntare su società di qualità capaci di crescere indipendentemente dal ciclo economico. Queste aziende di solito hanno una posizione dominante nel loro settore, un solido management e bilanci in ordine. Di conseguenza sono esclusi i titoli appartenenti ai settori più ciclici come, ad esempio, i finanziari. Al contrario, il team si concentra su società che abbiano un chiaro vantaggio competitivo come quelle dell’healthcare o della tecnologia. Questo approccio è chiaramente improntato al lungo periodo e le azioni che fanno parte del portafoglio tendono ad essere molto stabili. 

Gli Stati Uniti

US equity small cap
Schroder ISF US Smaller Comp B Acc (4 stelle) è salito del 19,07% nel 2016 e ha segnato -0,63% da inizio anno. Con un approccio più difensivo rispetto ad altri suoi concorrenti, secondo Lena Tsymbaluk, fund analyst di Morningstar, questo fondo è una buona scelta per chi cerca esposizione alle società più piccole dell’universo small cap Usa. L’universo di azioni disponibile per il gestore è composto da circa 1.800 titoli la cui capitalizzazione di mercato va dai 500 milioni ai 2 miliardi di dollari. La metà di queste società vengono eliminate per problemi di liquidità, di governance o perché operano in un settore poco interessante o che ha deboli barriere all’ingresso dei concorrenti. Il gestore preferisce aziende che abbiano un vantaggio competitivo, flussi di cassa sostenibili e una buona crescita del fatturato e degli utili. Fino al 20% del portafoglio può essere investito in imprese che, nel giro di poco tempo, possono rimettersi in carreggiata dopo aver subito una spallata da un prodotto sbagliato o da un errore degli amministratori.

US Equity Large cap value
Robeco BP US Premium Equities D € (5 stelle) ha registrato +16% nel 2016 e +0,72% da inizio anno. Questo fondo, secondo Natalia Wolfstetter, fund analyst di Morningstar, può funzionare da investimento core per chi cerca esposizione all’equity Usa (report del 3 febbraio 2017). Duilio Ramallo è il gestore dall’ottobre 2005, ma è in Robeco sin dalla sua fondazione nel 1995. Può contare su 11 manager e 27 analisti che svolgono la loro ricerca seguendo tutti la stessa filosofia. La squadra si è dimostrata molto stabile e vanta una grande esperienza. Il processo è lo stesso che viene applicato in tutti i fondi di Robeco e si basa sull’analisi bottom-up. Gli analisti si concentrano su tre pilastri: valutazioni, fattori fondamentali e catalizzatori che possono portare a un cambiamento (il cosiddetto momentum). Il processo è chiaro e ben strutturato e costituisce una buona combinazione di analisi quantitative e qualitative.

US equity Large cap growth
T. Rowe Price US Blue Chip Eq Ad USD ha fatto +2,06% nel 2016 e +9,77% da inizio anno. Larry Puglia è il solo gestore del fondo fin dall'inizio della strategia nel 1993 quando veniva venduta solo negli Stati Uniti. Dal 2003 è proposta agli investitori europei attraverso questo fondo domiciliato in Lussemburgo. Puglia cerca aziende con prospettive di sviluppo superiori alla media e durature, un forte flusso di cassa e manager che sappiano far crescere il capitale. Il fondo è diversificato in 125-140 nomi, ma Puglia fa anche scommesse su player di grandi dimensioni con margini di crescita forti. E’ disposto a tenere o aggiungere al portafoglio queste società anche se sembrano costose rispetto alle metriche di valutazione tradizionali (report del 7 luglio 2017).

US equity Large cap blend
JPM US Select Equity D (acc) (3 stelle): +11,42% nel 2016 e +1,92% da inizio anno. Secondo Jeffrey Schumacher, fund analyst di Morningstar, questo fondo unisce una squadra forte, un processo di investimento convincente e costi al di sotto della media (report dell’1 maggio 2017). La strategia sta andanndo incontro a un cambio di guida ma, scondo l’analista, la fase di transizione è stata ben studiata e gli investitori, hanno buone ragioni per non preoccuparsi. I manager gestiscono circa il 75% del patrimonio del fondo, basandosi sulla ricerca azionaria di JPMorgan che utilizza un modello di discount cash flow proprietario della societa. Il restante 25% è direttamente gestito dalla squadra degli analisti. L’esposizione settoriale non si discosta molto da quella dell’indice S&P500 (raramente si sposta di oltre i 2% rispetto al benchmark). Questo porta comunque a un portafoglio ben diversificato di circa 150 società.

 

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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