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Stock picking con i fondamentali

I dati di bilancio aiutano a capire il reale stato di salute di un’azienda e a formulare delle aspettative sul futuro. Ecco come guardare ai conti societari per non sbagliare le scelte di investimento.

Francesco Lavecchia 24/02/2017 | 09:44
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Come investire in equity? Alla base ci sono tre regole: definire i propri obiettivi, non sbagliare il timing e, soprattutto, guardare i fondamentali della società.

Se, ad esempio, l’obiettivo è di lungo termine, come la creazione di una rendita per il pagamento di lavori di ristrutturazione della casa o l’acquisto di una nuova auto, allora la selezione dovrà premiare titoli di qualità dai quali è possibile aspettarsi un lento ma progressivo apprezzamento di mercato.

Obiettivi di lungo periodo
Per questo motivo conviene guardare ai fondamentali dell’azienda e in particolare alla redditività del capitale. Se storicamente una società è riuscita a battere costantemente la concorrenza su questo indicatore vuol dire che ha maturato un vantaggio competitivo che le permette, dato un certo investimento in capitale, di ottenere un ritorno più elevato. Il passato non è sempre garanzia di successo anche nel futuro. Tuttavia, se l’azienda riesce a generare utili elevati potrà più facilmente finanziare il debito e quindi operare investimenti che potranno rafforzare la sua leadership all’interno del settore.

Un esempio, in questo senso, è rappresentato da VF Corp (VFC), società attiva nell’industria dell’abbigliamento. I suoi margini di profitto sono in linea con quelli di Nike, leader assoluto del settore, e gli indici di redditività del capitale sono solo leggermente inferiori. Nel caso di VFC (proprietaria di brand come Lee, Wranglers, Vans, The North Face, Timberland), ad esempio, gli utili vengono reinvestiti nell’acquisizioni di nuovi marchi di alto valore che possono garantire il mantenimento di una profittabilità elevata.

Finanziare spese ricorrenti
Se l’obiettivo di investimento è quello di coprire il pagamento di una spesa ricorrente, come ad esempio il mutuo di una casa o le tasse universitarie dei propri figli, allora conviene orientarsi verso quelle società che possono garantire un reddito fisso e in maniera continuativa nel tempo attraverso lo stacco di cedole generose.

Per non sbagliare la scelta dei titoli high yield bisogna analizzare la politica di dividendo. Per prima cosa occorre guardare all’andamento della cedola negli ultimi anni. Se la società non ha mai mancato un pagamento è molto difficile che lo faccia in futuro. Con ogni probabilità, infatti, molti dei suoi azionisti sono soci proprio per questo motivo, quindi un eventuale passo indietro rischierebbe di produrre un sell-off del titolo. Seconda cosa da guardare è l’ammontare della cedola. Se è crescente o si mantiene costante nel tempo è un segnale di grossa disciplina da parte dell’azienda che con tutta probabilità è destinata a confermarsi anche nel futuro.

Per evitare di avere brutte sorprese in questo senso conviene guardare i conti societari e in particolare il grado di indebitamento e la capacità di generare flussi di cassa. Più alto è il debito, infatti, più ingenti saranno le risorse impegnate per finanziarlo e minori quelle destinate alla distribuzione del dividendo, mentre free cash flow elevati e costanti nel tempo garantiscono la liquidità necessaria per lo stacco della cedola.

Un esempio è Welltower, società americana specializzata nel segmento immobiliare dedicato alle strutture sanitarie e di cura. L’azienda stacca cedola in maniera continuativa dal 1984 e ha uno yield superiore al 5%. Inoltre, gode di buona stabilità finanziaria sia dal punto di vista della disponibilità di cassa sia della solvibilità dei suoi impegni. Il titolo è scambiato a prezzi convenienti rispetto al fair value pari a 76 dollari (report pubblicato in data due novembre 2016) e questo dovrebbe mettere al riparo gli investitori da possibili perdite in conto capitale.

Investimenti di breve termine
Se invece l’esigenza è quella di realizzare un guadagno, magari non elevato, ma in un orizzonte temporale di breve periodo, allora la soluzione migliore è quella di posizionarsi su titoli growth scambiati a tassi di sconto non troppo elevati rispetto al fair value. Per questo motivo bisogna guardare ai numeri relativi alla crescita del fatturato aziendale. Se i ricavi aumentano più della media del settore e la società gode di una posizione di vantaggio rispetto ai competitor (Economic moat), allora con buona probabilità continuerà a sovraperformare l’industria anche in futuro. All’interno di questo gruppo, poi, conviene posizionarsi su titoli scambiati a tassi di sconto contenuti. In questi casi le valutazioni del mercato non sono molto distanti dal reale valore delle società ed è quindi relativamente più facile realizzare il guadagno in conto capitale in un intervallo di tempo di breve periodo.

Un esempio è rappresentato da Cognizant Technology Solutions. Negli ultimi tre anni, il gruppo statunitense leader nelle soluzioni software per i clienti business ha visto salire i propri ricavi a un tasso medio del 17% e, in base alle stime degli analisti, promette di ripetersi anche nei prossimi cinque. Lo stretto legame con la clientela gli garantisce un forte potere contrattuale che riesce a tradurre in una redditività del capitale superiore alla media. Inoltre ha un tasso di sconto di circa il 15% rispetto al fair value di 70 dollari (report pubblicato in data 9 febbraio 2017).

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia