Il 2016 premia Moat e turnover

L’analisi Morningstar sulle stock europee dimostra come le performance più elevate siano state realizzate dagli investitori che hanno saputo coniugare titoli di qualità e un’attenta rotazione del portafoglio.

Jocelyn Jovene 02/01/2017 | 17:35
Facebook Twitter LinkedIn

La qualità rende sempre, ma nel 2016 ha premiato di più la corretta rotazione del portafoglio. Gli analisti di Morningstar hanno tirato le somme dell’ultimo anno borsistico mettendo a confronto il rendimento delle stock domiciliate nel Vecchio continente alle quali riconoscono un Economic moat con quello medio del mercato europeo.

Premiati dalla rotazione del portafoglio
Negli ultimi dodici mesi il benchmark di riferimento ha guadagnato il 2,9% (Morningstar Index Europe NR), mentre le azioni con Moat medio (narrow) ed elevato (wide) hanno rispettivamente registrato rialzi pari a +2,5% e +3,9%. Questo dato, però, non dà l’esatta misura dell’extra-rendimento prodotto dai titoli di qualità e rischia di indurre a conclusioni errate. Se, infatti, si prende per entrambi i gruppi il sottoinsieme rappresentato dalle azioni scambiate a sconto rispetto al fair value stimato dagli analisti i numeri assumono un altro aspetto: la performance dei narrow moat passa da 2,9% a 4,2% e quella dei wide moat balza a 8,8%.

I veri vincitori del 2016 sono stati gli investitori che hanno indovinato il timing nella rotazione del portafoglio.  Importanti eventi politici, come il voto sul Brexit e le presidenziali americane, il rialzo dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve e la risalita del prezzo della materie prime hanno movimentato le Borse mondiali e quelli più bravi ad anticipare il mercato sono stati premiati con guadagni elevati.

La prova di questo la si ha ricalcolando il rendimento dei nostri due campioni di azioni (narrow e wide moat) al netto di alcuni errori di allocazione settoriale del portafoglio. La performance del primo sale da 2,9% a 6,9% se si escludono i titoli del settore telecom. Mentre se dai secondi si eliminano le azioni del comparto farmaceutico e biotech il ritorno medio passa da 3,9% a 10,7%.

L’anomalia dei wide Moat
Come sono andate, invece, le no moat stock (quelle a cui gli analisti non riconoscono alcun vantaggio competitivo)? In media il rendimento è stato dell’8,8% (+11,1% se si prendono in considerazione quelle che a inizio anno erano scambiate a sconto rispetto al fair value). Questo risultato è solo in apparenza in contraddizione con la tesi di Morningstar di preferire i titoli di qualità (con Moat elevato). Se, infatti, si escludono da questo campione le azioni del settore minerario, che hanno registrato il risultato migliore nel 2016, la performance dei titoli no moat scende dall’8,8% al 4,6%. In conclusione, quindi, anche i numeri del 2016 dimostrano come puntare sui titoli di qualità e scambiati a sconti rispetto al fair value sia la strategia migliore per sovraperformare il mercato.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

LEGGI ALTRI ARTICOLI SU
Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

Jocelyn Jovene

Jocelyn Jovene  è Editor di Morningstar Francia