VIDEO: Un anno schizofrenico

Le Banche centrali senza più munizioni, la salita del populismo e la transizione economica in Cina saranno le sfide principali del 2017, secondo Geraldine Sundstrom di Pimco. 

Valerio Baselli 14/12/2016 | 09:49
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Valerio Baselli: Buongiorno e benvenuti alla Morningstar Investment Conference di Milano. Sono Valerio Baselli e oggi ho il piacere di trovarmi con Geraldine Sundstrom, portafoglio manager di Pimco. Geraldine grazie per essere qui.

Geraldine Sundstrom: Grazie a voi.

Baselli: Allora, lei è responsabile delle strategie di asset allocation di PIMCO. Questo significa che lei e la sua squadra avete la possibilità di spaziare attraverso tutte le asset class. In un ambiente così volatile e incerto, dove vede oggi i principali rischi? In politica? Nel settore dell'energia? Nelle banche?

Sundstrom: Vedo tre rischi importanti. Il primo riguarda il margine di manovra delle Banche centrali, le quali hanno già fatto ricorso a tanti strumenti per mantenere una crescita stabile negli ultimi anni; se dovesse arrivare uno shock inatteso, non avrebbero più molte munizioni, questo è certo. In secondo luogo, un altro rischio potenziale è la salita del populismo, di cui si parla già da qualche mese. Il 2016 e il 2017 hanno un calendario politico intenso, con le elezioni americane, il referendum in Italia e altre elezioni in Francia e Germania. E poi nel 2017 ci sarà un cambiamento radicale nella leadership cinese, il che mi porta al terzo rischio, su cui Pimco è molto sensibile, cioè la transizione economica della Cina, con l’apertura del mercato dei capitali e i flussi in uscita relativamente importanti che abbiamo visto in questi mesi, che sono un problema per la stabilità globale.

Baselli: Lei conosce molto bene i mercati emergenti, avendoci investito per molti anni prima di entrare in Pimco. Attualmente, i paesi emergenti rimbalzano dopo un periodo piuttosto complicato. Pensa che si tratti di una ripresa stabile e sostenibile?

Sundstrom: Ci sono tre cose che sono alcuni elementi fondamentali per i mercati emergenti. Pimco le chiama le 3 C in inglese, in francese non avremmo 3 C. Diciamo comunque le materie prime (commodity), le politiche accomodanti delle banche centrali (central banks) e infine la stabilità della Cina (China). Se queste tre condizioni si verificano, allora gli emergenti continueranno a ben performare, contando anche il fatto che le valutazioni sono ancora basse rispetto ai mercati sviluppati.

Baselli: Ultima domanda, se dovesse scegliere una parola per descrivere (da un punto di vista finanziario, ovviamente) l’anno 2016, quale sarebbe? E perché?

Sundstrom: Direi “schizofrenico”. I fondamentali sono in buona salute, abbiamo una crescita mondiale che è ripartita, abbiamo dei livelli di crescita che superano anche la tendenza, negli Usa e in Europa. Tuttavia, il mercato resta molto nervoso, le persone sono disposte a comprare obbligazioni a tassi negativi. Dunque è stato un anno in cui c’è stato bisogno di restare vigilanti e di mantenere un atteggiamento tattico per poter approfittare di questi movimenti.

Baselli: Perfetto, grazie Geraldine.

Sundstrom: Grazie.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.