Elezioni Usa, il breve e lungo periodo

Il mandato di Trump non sarà “per sempre”. Secondo Dan Kemp (MIM), un investitore deve avere un orizzonte temporale ampio e non farsi condizionare dalle voci e dalle previsioni di queste ore.

Dan Kemp 09/11/2016 | 17:12

Le elezioni americane e Brexit differiscono per un fattore-chiave: l’orizzonte temporale. La decisione del Regno Unito di uscire dall’Unione europea è destinato ad essere un fenomeno permanente, con un impatto sulla crescita di lungo periodo dell’economia ed è quindi probabile che abbia un impatto sul calcolo del fair value dei titoli. La presidenza di Donald Trump, invece, non sarà “per sempre”, per cui ha un significato diverso se si ragiona su orizzonti temporali non brevi.

Un investitore di lungo termine deve considerare seriamente questa differenza per evitare trappole e per focalizzarsi sui fattori che realmente guidano i rendimenti. E’ bene ricordare le due variabili di una scelta finanziaria di successo: il prezzo corrente di un titolo e il suo fair value di lungo periodo. Allo stato attuale, è improbabile che il valore intrinseco degli asset sia indebolito dalla presidenza di Trump. Un conto è la volatilità di breve; un altro la perdita permanente di capitale: quest’ultimo è il vero rischio per un investitore, ma è molto improbabile che sia il ciclo politico a causarlo.

Cosa fare
La questione chiave per molti è se vendere, tenere o comprare. Dal nostro punto di vista, le reazioni impulsive che portano a shock nei prezzi sono un’opportunità per accrescere l’esposizione ai titoli che consideriamo di alta qualità e a prezzi convenienti e ridurre quella alle azioni “difensive” diventate costose. In questo senso, le turbolenze delle Borse, sono una buona occasione per gli investitori value di acquistare titoli che possono dare rendimenti significativi in futuro.

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Info autore

Dan Kemp

Dan Kemp  is Chief Investment Officer, Morningstar Investment Management EMEA

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