VIDEO: L’onda d’urto della Brexit potrebbe perdurare

I dubbi sui termini della separazione, sulle possibili ricadute economiche e sul futuro della stessa Unione europea alimenteranno lo scompiglio sui mercati nei mesi a venire, secondo l’analista di Morningstar Tim Strauts.

Jason Stipp 29/06/2016 | 10:02
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Jason Stipp: Sono Jason Stipp per Morningstar. I mercati non amano le sorprese, i mercati odiano l'incertezza, ma hanno avuto entrambi in grande quantità durante la notte del 23 giugno, quando la popolazione britannica ha votato per lasciare l’Unione europea. Qui con me per parlare dell'impatto del voto c’è Tim Strauts, analista senior di Morningstar.

Tim, grazie per essere qui.

Tim Strauts: Grazie.

Stipp: Il risultato del referendum è stato una grande sorpresa, perché sembrava che la decisione di rimanere in Europa fosse quella col maggior consenso secondo i sondaggi. Cosa è successo? Perché il mercato è stato così sorpreso?

Strauts: A inizio settimana, i mercati globali hanno chiuso in positivo ogni giorno anche perché secondo alcuni dei sondaggi più recenti sembrava che il campo del remain avrebbe vinto. E in realtà, fino all’ultimo, il fronte di chi non voleva uscire sembrava nella posizione migliore. C'è stato un sondaggio di YouGov che è venuto fuori appena dopo la chiusura dei seggi nel Regno Unito, il quale ha detto che il “rimanere” aveva vinto col 52% e l’uscita dall’Ue aveva perso col 48%. Perfino il leader del Partito per l'Indipendenza del Regno Unito, che spingeva per lasciare, ha effettivamente detto che pensava che ormai avessero perso. E poi i numeri hanno iniziato a cambiare, ed è stato un ribaltamento completo.

Stipp: Gli operatori hanno preso molte posizioni scommettendo sulla vittoria del remain. Lo abbiamo visto nei mercati azionari all'inizio di questa settimana, lo abbiamo visto sui mercati valutari. Solo che poi c ‘è stata la grande sorpresa ed è per questo che stiamo vedendo queste grandi vendite.

Strauts: Sì, perché tutti coloro che hanno fatto acquisti prima del voto nel corso della settimana, lo hanno fatto puntando sul fatto che il Regno Unito non uscisse e ora stanno cambiando quelle posizioni, molto rapidamente.

Stipp: Assolutamente. Parliamo dell'impatto di questa decisione. È probabile che tutto il processo di uscita duri mesi, se non di più. Su come la separazione avverrà di fatto c’è molta incertezza. Quando si pensa alla situazione economica nella zona euro e nel Regno Unito, come si fa a iniziare un’analisi di scenario su quello che può accadere? Perché c'è così tanto che non sappiamo in questo momento.

Strauts: Questo è il fatto: non sappiamo molto. L’Europa sta già vivendo un periodo di bassa crescita, con aumento della disoccupazione in alcune regioni e questo non aiuterà certo la situazione. Ciò potrebbe spingere il Regno Unito verso una recessione. Non è sicuro, ma con tutta questa incertezza, le imprese probabilmente non si espanderanno, non assumeranno.  Forse alcune imprese dovranno porre fine allo loro attività. C'è una possibilità che il Regno Unito entri in recessione e, potenzialmente, spinga l'Europa in recessione. L'Europa è una parte molto grande della torta globale, il che significa che questo avrebbe effetti a catena per gli Stati Uniti e in Asia, anche.

Stipp: Se pensiamo ai rischi più grandi, credo che la preoccupazione che le persone hanno sia: “Beh, se il Regno Unito vuole uscire dell’UE, chi sarà il prossimo?”. Abbiamo anche iniziato a vedere alcuni sondaggi in altri grandi paesi membri che suggeriscono che un altro paese potrebbe seguire l’esempio, e un altro ancora dopo di esso. Quindi, cosa pensi di un possibile scioglimento dell’UE in tutto questo?

Strauts: Credo che sia un po’ troppo presto per pensare che l'Unione europea stia per scomparire, ma questo risultato dà ad altri paesi l'idea di lasciare: se non ti piace l’accordo che hai o non ti piace quello che i burocrati di Bruxelles dicono che si deve fare, si potrebbe dire: “Bene, penso che potrei lasciare”.

C’è stato un sondaggio che indica che oltre il 60% delle persone in Francia vorrebbe lasciare l’UE. Ora, non credo che la Francia uscirà e un voto su questo è altamente improbabile in Francia, ma significa che il controllo e il potere dell’UE è notevolmente diminuito ora.

La prossima cosa a cui pensare è la trattativa tra il Regno Unito e l’Unione europea. E nessuno sa veramente come funziona, perché l'Unione non ha mai istituito una procedura per l’uscita. Non hanno pianificato: “se vuoi lasciare, qui ci sono le cinque cose che devi fare”. Così ora, ci sarà una trattativa che durerà mesi, ed è a beneficio dell'Unione europea renderla difficile, molto difficile, per il Regno Unito.

Stipp: Perché vogliono dissuadere altri paesi dal percorrere lo stesso cammino. In modo che, se ci dovesse essere un altro tentativo di negoziare l’uscita, l’UE vuole inviare il messaggio: “Hey, altri paesi, non sarà facile per chi vuole lasciare.”

Strauts: Esatto.

Stipp: Dato che c'è tanta incertezza e che ai mercati interessa capire cosa sta per accadere, dovremmo preparaci a un periodo prolungato di tempo in cui, man mano che le notizie sui negoziati vengono fuori, vivremo una serie di alti e bassi nei mercati globali?

Strauts: Si. Il dollaro americano sta salendo in modo drammatico, il che avrà reali effetti a catena per l'economia degli Stati Uniti, perché questo fa male al nostro export. La sterlina britannica era invece ai minimi di 30 anni contro il dollaro ieri sera.

Quindi, la volatilità è in aumento. Basta guardare l’indice Vix per avere un’idea. C'è stato un drammatico aumento della volatilità. Direi, ma questo si calmerà. I grandi movimenti si calmeranno. Oggi sarà molto volatile. La prossima settimana potrebbe calmarsi un po', ma ci saranno nuovi sviluppi man a mano che questa transizione andrà avanti che muoveranno ancora i mercati. E quindi direi di sì, ci aspettiamo sicuramente da tre a sei mesi di volatilità.

Stipp: Ovviamente i valori di mercato stanno cambiando, ma tu pensi che i valori reali alla base di molte di queste società e di questi mercati stanno cambiando così drammaticamente come stiamo vedendo sul mercato?

Strauts: Penso che la maggior parte di questi movimenti siano a breve termine. Quando guardavamo le valutazioni prima del referendum, pensavamo che l'Europa fosse sottovalutata forse dal 3 al 5%, ma adesso dobbiamo cambiare questa visione. Ci saranno tempi piuttosto duri per molte di queste aziende, che non cresceranno, quindi quelle valutazioni sono assolutamente da cambiare. Io abbasserei le valutazioni.

Che si tratti di una sottovalutazione di oltre il 9%? Probabilmente no. Ci possono essere alcune opportunità là fuori, ma sarei molto cauto in questo momento. Ci stanno per essere diversi grandi movimenti di mercato. Se si entra oggi, bisogna farlo con un’ottica a lungo termine. Io sicuramente non fare del trading giornaliero in questo tipo di mercato, è davvero un buon modo per perdere soldi. Se si vuole riequilibrare il portafoglio, non farei l’errore di dire: “Oh, semplicemente non investirò a livello internazionale”. C’è sicuramente ancora bisogno di mantenere gli investimenti internazionali, e anche gli investimenti in Europa. Bisogna solo essere un po’ più cauti.

Stipp: Se si ha quindi una strategia a lungo termine, probabilmente non c'è ragione a questo punto di far saltare tutto e cambiare l’asset allocation. Si potrebbe magari riequilibrare il portafoglio, fare alcune piccole mosse opportunistiche marginali, se si è a proprio agio nel farlo, ma probabilmente non c’è alcun motivo per fare grandi scommesse in questo momento o far saltare in aria il piano finanziario in questo momento.

Strauts: Assolutamente.

Stipp: Tim, grazie mille per aver condiviso con noi le tue opinion sulla Brexit.

Strauts: Grazie.

Stipp: Per Morningstar, Jason Stipp, grazie per l’attenzione.

Il video è stato registrato negli Stati Uniti (a Chicago) il 24 giugno 2016.

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Jason Stipp  Jason Stipp is Site Editor for Morningstar.com