Stiamo riscontrando problemi intermittenti nella registrazione al sito da parte degli utenti Premium. Stiamo lavorando per risolverli al più presto. Ci scusiamo per il disguido. Grazie per la pazienza.

I bilanciati sorridono con lo stock picking

I fondi allocation aggressivi hanno sofferto negli ultimi 12 mesi gli scarsi rendimenti della componente bond e il negativo andamento dei mercati azionari, ma l’attenta selezione dei titoli permette di battere la concorrenza. Ecco le scelte di successo dei best performer della categoria. 

Francesco Lavecchia 22/06/2016 | 09:44
Facebook Twitter LinkedIn

Tra i bilanciati aggressivi vincono gli stock picker. I tre comparti appartenenti alla categoria e distribuiti alla vendita in Italia che hanno realizzato le performance migliori negli ultimi 12 mesi (per i quali i portafogli sono aggiornati almeno al 31/12/2015) sono riusciti a battere la concorrenza non grazie a una diversa ripartizione settoriale o geografica degli investimenti, ma attraverso l’attenta selezione delle holding.

In cosa investono i bilanciati aggressivi
I fondi appartenenti a questo segmento si distinguono non solo per un asset allocation che predilige la componente azionaria (in genere superiore al 75%), ma anche per determinate caratteristiche nello stile di investimento. Guardando al loro comportamento medio si nota come siano particolarmente esposti ai settori legati al ciclo economico. La somma dei titoli ciclici e sensibili (il cui andamento risente parzialmente dell’andamento della congiuntura, come ad esempio i tecnologici, gli energetici o quelli del manifatturiero)conta più del 70% della componente azionaria, quelli finanziari rappresentano il 17%, seguiti da beni di consumo, industriali e tecnologici (i cui pesi medi sono rispettivamente pari al 13%, 11,7% e 11%).

Mentre il peso dei comparti real estate, utility e telecom si mantiene attorno al 5%. Guardando alla ripartizione geografica, si nota come la quasi totalità del patrimonio sia investito sui mercati sviluppati. Europa e Regno Unito pesano insieme per oltre il 50%, gli Stati Uniti contano per il 30%, mentre la componente paesi emergenti resta sotto il 10%. I fund manager investono prevalentemente in società a larga capitalizzazione (che in media rappresentano il 75% degli asset impiegati nell’equity), mentre quella di piccola dimensione pesano poco più del 2%.

Le scelte del primo della classe
Esperia Fund Sicav Strategic Portfolio (Isin LU0471405364) è il best performer della categoria. Negli ultimi dodici mesi ha realizzato un rendimento del 2,67% (al 15 giugno 2016, in euro) ed è stato l’unico, nel periodo preso in considerazione, a non chiudere in perdita.

Sebbene abbia pagato la sovraesposizione al settore finanziario, e in particolare a titoli italiani come Assicurazioni Generali (-7,28% negli ultimi 12 mesi) e Banca Pop Emilia Romagna (-25,88%) che hanno risentito maggiormente delle incertezze legate al settore, il comparto ha tratto beneficio dal buon stock picking operato dal gestore. L’investimento in Stroeer SE & Co KGaA, agenzia pubblicitaria tedesca che nel corso del 2015 ha più che raddoppiato la propria capitalizzazione di mercato, si è rivalutato del 24,41% e, sempre all’interno del comparto beni di consumo ciclici, la posizione in Nokian Tyres (produttore finlandese di pneumatici) si è apprezzata del 23,84%. Molto redditizie sono risultate anche le scelte fatte nel manifatturiero, come Eiffage e Nexans, e quella ad Arkema in quello materie prime.

I finanziari aiutano Petercam
Petercam Balanced Dynamic Growth A (BE0946550242), che negli ultimi due anni e mezzo è sempre riuscito a fare meglio della concorrenza mantenendosi all’interno del 40esimo percentile della categoria, ha ceduto il 4,76% nel periodo considerato. A pesare sul rendimento del fondo è stata la decisione di sovrappesare (rispetto alla media della categoria) il settore energia e in particolare il titolo Royal Dutch Shell.

Tali errori, però, sono stati parzialmente compensati dalle scelte operate nel comparto finanza, come i titoli delle società belghe KBC Group e Ackermans & Van Haaren, e quelle nei beni di consumo difensivi e ciclici, che hanno premiato le azioni della danese Royal UNIBREW A/S e dell’italiana Brembo.

I consumi premiano Objectif Patrimoine
Il fondo Objectif Patrimoine Croissance (FR0000292302) ha ceduto negli ultimi 12 mesi il 7,48%, ma questa performance lo collaca comunque entro il 15esimo percentile della categoria. Gli analisti di Morningstar assegnano al comparto un Analyst Rating pari a silver, valutando positivamente il processo di selezione operato da parte del gestore Philippe Ducret. Nel periodo considerato hanno premiato la decisione di sovraesporsi al settore beni di consumo ciclici e le scelte fatte all’interno dei segmenti finanza, salute e beni industriali, come ad esempio AXA, Merk e Kone Oyj, che nell’arco temporale di riferimento, hanno visto salire la propria capitalizzazione di mercato rispettivamente del 18,19%, 31,47% e 17,27% (rendimenti in euro a fine mese di maggio). 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

LEGGI ALTRI ARTICOLI SU
Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia