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Fondi pensione col fiato corto

Nei primi nove mesi del 2015, i rendimenti medi delle forme previdenziali complementari hanno stentato a tenere il passo del Tfr. Le adesioni, invece, crescono.

Valerio Baselli 05/02/2016 | 09:34

Complice la forte volatilità dei mercati, dopo tre anni ricchi di soddisfazioni, il 2015 segna un brusco rallentamento nei rendimenti dei fondi pensione. Secondo gli ultimi dati della Covip (la commissione di vigilanza sul settore), infatti, nei primi nove mesi dell’anno passato i fondi pensione negoziali hanno guadagnato in media l’1,1%, i fondi aperti lo 0,6% e i Pip (Piani individuali pensionistici) hanno addirittura perso lo 0,3%. Tutto ciò a fronte di una rivalutazione del Trattamento di fine rapporto (Tfr) pari allo 0,9% sullo stesso periodo.

Restano comunque differenze importanti tra le diverse linee d’investimento. Si va dall’1,5% medio della linea azionaria pura dei fondi negoziali al -1,1% medio segnato dall’offerta azionaria dei Pip unit-linked. Da sottolineare come i rendimenti Covip tengano già conto dell’innalzamento della tassazione delle forme pensionistiche complementari previsto dalla Legge di stabilità 2015 e del conguaglio fiscale per il 2014 versato nel primo trimestre 2015.

Adesioni in crescita
A fine settembre 2015, gli iscritti alla previdenza complementare sono circa 7,1 milioni, il che significa che, al netto delle uscite, la crescita nei primi nove mesi dell’anno è stata del 10,4%. L’incremento più rilevante si è registrato nei fondi negoziali (472.000 iscritti in più, pari al 24,3% da inizio anno) grazie all’innovativa esperienza del settore edile. Infatti, a partire da gennaio 2015, è stato introdotto un meccanismo di adesione automatica di tipo contrattuale che prevede il coinvolgimento, mediante il versamento del contributo datoriale, di tutti i lavoratori dipendenti della categoria. Non a caso, nel corso dell’anno passato le adesioni al fondo di settore, Prevedi, che a fine 2014 contava 39.000 iscritti, sono salite fino a coprire quasi l’intera platea di riferimento di circa 530.000 unità.

Nei fondi aperti gli iscritti sono aumentati del 5,2%, arrivando a fine settembre ai 1,1 milioni. Gli iscritti ai Pip “nuovi” hanno invece superato i 2 milioni (6,3% in più) rispetto alla fine del 2014.

Le risorse in gestione
A fine settembre il patrimonio accumulato dalle forme pensionistiche si attesta a 135,1 miliardi di euro. Escludendo i fondi pensione preesistenti e i Pip “vecchi”, per i quali i dati non sono disponibili, l’aumento è di 3,2 punti percentuali rispetto alla fine del 2014. Le risorse dei fondi negoziali ammontano a 41,5 miliardi, in crescita del 4,7%. I Pip “nuovi” dispongono di un patrimonio di 17,9 miliardi e i fondi aperti di 14,6 miliardi; l’incremento nei nove mesi dell’anno è stato, rispettivamente, del 4,8 e del 9,9%.

 

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.

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