2015 anno record per gli Etf

I replicanti europei hanno registrato oltre 70 miliardi di euro di raccolta netta l’anno passato. L’azionario del Vecchio continente e i bond high yield tra le categorie più ricercate.

Jose Garcia-Zarate 25/01/2016 | 09:53

L’industria europea degli Exchange traded product ha archiviato il miglior anno di sempre con una raccolta netta di 70,8 miliardi di euro, di gran lunga superiore al precedente record di 51 miliardi segnato nel 2008 (dati Morningstar Direct).

Il primo forte indizio che il 2015 sarebbe potuto essere un anno record arrivò già nel corso del primo trimestre, quando l'industria registrò i migliori tre mesi di sempre in termini di flussi netti. Gli investitori presero un po’ di respiro durante il secondo trimestre, per poi tornare a investire significativamente sui replicanti per tutta la seconda metà dell’anno.

La combinazione di forti flussi in entrata e dell’apprezzamento del valore di mercato di molte asset class, ha spinto il patrimonio gestito dagli Etp europei al massimo storico di 467,4 miliardi di euro, dai 377 miliardi di fine 2014 (+24%).

I dati degli ultimi due anni sembrano suggerire che l’industria europea dei replicanti sia entrata in una fase di forte crescita, probabilmente aiutata dalla sempre maggior consapevolezza degli investitori del Vecchio continente riguardo ai benefici di un’esposizione passiva a basso costo.

Voglia di azioni (europee)
Secondo i nostri dati, il 60% della raccolta netta segnata nel 2015 (42,7 miliardi di euro) è imputabile a prodotti azionari. Gli investitori hanno in particolar modo mostrato un forte interesse verso replicanti di indici azionari paneuropei, il che è in gran parte imputabile alla politica monetaria accomodante della Bce. Anche l’equity giapponese è stato tra le asset class più ricercate, ancora una volta grazie alle aspettative sulla ripresa economica e alle mosse della Banca centrale nipponica. 

Dall’altro lato, tra le asset class che sono state abbandonate, troviamo i mercati emergenti, in particolare la Cina e la regione asiatica (Giappone escluso), il che non è veramente una sorpresa, dato che le preoccupazioni sulla salute dell'economia cinese, e le conseguenze sulle altre economie asiatiche, stanno montando da tempo.

La tabella sottostante mostra la raccolta per macrocategorie nel corso degli ultimi tre anni, mentre, in quella successiva, vengono indicate le cinque categorie azionarie Morningstar che hanno raccolto di più e le cinque che hanno invece segnato i maggiori deflussi.

Il reddito fisso non è stato messo da parte
Con 23,4 miliardi di euro di raccolta netta (il 33% del totale), i prodotti obbligazionari quotati in Europa hanno segnato un’ottima annata in termini di flussi, nonostante i rendimenti offerti siano restati piuttosto bassi.

Le decisioni della Bce hanno fornito supporto alle valutazioni del reddito fisso nella zona euro durante il 2015. Tuttavia, l’effetto di apprezzamento del capitale sulla scia di fattori come l'aspettativa del quantitative easing è avvenuto soprattutto nella seconda metà del 2014. In realtà, il 2015 è stato l'anno in cui gli investitori hanno pienamente prezzato il cambiamento nel ciclo di politica monetaria della Federal Reserve. Perciò, il reddito fisso non avrebbe teoricamente dovuto essere oggetto di forti acquisti. Tuttavia gli investitori hanno continuato a mostrare interesse nella solidità di questa classe di attivo. È ampiamente plausibile ipotizzare che una quota consistente di questi flussi siano in realtà stati originati da investitori che hanno spostato le loro posizioni obbligazionarie da fondi attivi a veicoli passivi.

I replicanti obbligazionari che hanno raccolto di più nel 2015 sono stati quelli esposti ai corporate bond; anche i prodotti di tipo high yield, sia europei che americani, hanno segnato buoni flussi in entrata.

Commodity, torna il segno più
I replicanti dedicati alle materie prime (Etc) hanno segnato 1,5 miliardi di euro di raccolta netta l’anno passato, dopo due anni di deflussi. Da notare, tuttavia, che il grosso della raccolta è stata effettuata nel primo trimestre.

Un’industria sempre più fisica
Secondo le nostre analisi, il 77% dei flussi netti in entrata segnati nel 2015 hanno riguardato prodotti a replica fisica. Nel corso degli ultimi due anni, gli investitori europei hanno chiaramente mostrato una preferenza verso i prodotti fisici e l’industria ha infatti seguito questo trend: non a caso, i due più importanti emittenti di Etp sintetici (db X-trackers e Lyxor) hanno continuato la conversione di diversi prodotti da swap-based alla replica fisica. Dopo cinque anni di continuo declino, oggi la quota di mercato degli Etp sintentici è del 25%.

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Info autore

Jose Garcia-Zarate  is an ETF analyst with Morningstar UK.

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