2015, grandi scossoni e scarsi rendimenti

Nella seconda parte dell’anno, gli investitori hanno riscoperto il debito periferico e ora attendono nuove mosse della Bce. Nel segmento corporate, boom di emissioni in Europa, ma la domanda non è stata all’altezza.

Shannon Kirwin 19/01/2016 | 08:43

Per gli investitori nel reddito fisso, il 2015 è stato un anno difficile, con molte categorie di fondi obbligazionari che hanno avuto rendimenti bassi o addirittura negativi. Il Quantitative easing (Qe) della Banca centrale europea (Bce) aveva dato un’intonazione positiva nei primi mesi, ma successivamente le preoccupazioni per la crescita globale, il calo dei prezzi delle materie prime, lo squilibrio tra domanda e offerta sul mercato delle emissioni corporate hanno pesato sulle performance.

Governativi: continua la debole ripresa europea
Dopo un primo semestre del 2015 in cui il rendimento del titolo di stato tedesco (Bund) a dieci anni ha sfiorato lo zero prima di schizzare intorno all’1% a giugno, gli investitori hanno riscoperto l’appetito per i governativi europei. La svolta è avvenuta il 12 luglio quando l’esecutivo greco ha accettato di proseguire nel programma di austerità, concordato con il Fondo monetario internazionale e la Bce per evitare il fallimento di Atene. Questo fatto ha innescato un rally del debito dei paesi periferici come l’Italia e la Spagna.

Allo stesso tempo, l’istituto di Francoforte ha rinnovato il suo impegno a proseguire negli stimoli monetari, con misure come l’estensione del Qe di altri sei mesi e un ulteriore ribasso del tasso overnight a -0,3% in dicembre. Questa situazione ha favorito i fondi più esposti ai titoli periferici e a lunga scadenza, nella seconda parte dell’anno.

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Eurizon Obbligazioni Euro19,22 EUR0,24
Petercam L Bonds Universalis Uncons A135,25 EUR0,48
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Raiffeisen Obbligazionario Globale R113,87 EUR0,44
Templeton Emerging Mkts Bd A Qdis USD10,41 USD-0,22

Info autore

Shannon Kirwin  is a fund analyst with Morningstar

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