Il Giappone non riesce a deludere

Il Sol levante è in recessione, ma gli investitori continuano a puntare sugli asset nipponici. Merito degli interventi della BoJ. Il paese, intanto, resta un osservato speciale. 

Marco Caprotti 02/12/2015 | 14:51

I mercati continuano a credere nel Giappone. L’indice Msci del Sol levante nell’ultimo mese ha guadagnato (fino al primo dicembre e in euro) quasi il 5% (circa 3% in yen). I fondi della categoria Morningstar dedicata alle large cap del paese asiatico, nel frattempo sono cresciuti (in termini di performance) del 3,7%.

A leggere questi numeri viene da pensare a un atto di fede da parte degli investitori. Il Sol levante, infatti, a sorpresa è tornato in recessione: nel terzo trimestre il Pil ha registrato una flessione dello 0,4% rispetto al periodo precedente e dell'1,6% su anno. Nessun economista aveva previsto il calo, il secondo dopo il -1,9% del secondo trimestre (e al di sotto delle previsioni che stimavano una crescita dello 0,5% su mese e del 2% su anno). Nel secondo trimestre il Pil è sceso del 7,3% su anno.

Speranza BoJ
In una situazione del genere gli operatori hanno affidato le loro speranze alla Bank of Japan. Infatti, fronteggiando il rischio di fallire l'obiettivo d'inflazione al 2%, il governatore, Haruhiko Kuroda, ha lanciato un ulteriore stimolo all'economia, pianificando un aumento della base monetaria in una forchetta compresa tra il 15% e il 33%, adottando una misura di politica monetaria senza precedenti per dimensione ed “effetto sorpresa” sui mercati finanziari. Intanto, il Government Pension Investment Fund (GPIF), il più grande fondo pensione del mondo, ha annunciato che ridurrà la posizione in obbligazioni domestiche, a beneficio dell'investimento in azioni, il cui peso in portafoglio passerà dal 12% al 25%.

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Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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