Il Giappone ringrazia la BoJ

L'istituto centrale nipponico è ottimista sulle possibilità di crescita del paese e ha deciso di continuare a pompare denaro. Le aziende, intanto, cercano nuovi finanziamenti. 

Marco Caprotti 04/06/2015 | 15:16

Il mercato continua a credere nella ripresa del Giappone. L’indice Msci del Sol levante nell’ultimo mese (fino al 3 giugno e calcolato in euro) ha guadagnato l’1,3%, portando a +23,7% la performance da inizio anno.

Una delle buone notizie con cui hanno fatto i conti gli investitori nelle ultime settimane è arrivata dalla Bank of Japan, che ha deciso di lasciare invariata la sua politica monetaria. Tradotto in numeri, significa che continuerà a fornire all'economia 80mila miliardi di yen l'anno (528 miliardi di euro) attraverso il quantitative easing. L'istituto è più ottimista sulla crescita dell'economia e ha rivisto al rialzo le sue stime sulla spesa delle famiglie e per la casa, due voci fortemente influenzate l'anno scorso dal rialzo dell’Iva. Il Pil trimestrale del Giappone, intanto, è cresciuto a un tasso annualizzato del 2,4% contro il +1,5% atteso.

Le aziende vogliono soldi
Nel frattempo il ricorso al debito come fonte di finanziamento da parte delle aziende nipponiche sembra avere intrapreso un solido percorso di ripresa dal 2012. Da allora sono stati rimborsati circa 68miliardi di dollari di corporate bond. Nello stesso lasso temporale le imprese nipponiche, secondo la BoJ, hanno però richiesto una cifra quasi quattro volte superiore sotto forma di prestiti bancari. L’indagine sul credito bancario (Senior Loan Officer Survey) condotta dall’istituto centrale mostra, inoltre, che l’aumento della domanda per i finanziamenti deve essere attribuito non solo ai più stringenti requisiti sul capitale circolante o al calo dei tassi d’interesse, ma anche (e in misura crescente) alle maggiori necessità d’investimento.

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Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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