Promossi e bocciati a Piazza Affari

Quello appena trascorso è stato l’anno dei bancari, anche se la perdita più alta è stata realizzato da Mps. In testa ai guadagni c’è Finmeccanica. Nella polvere i titoli del lusso. 

Francesco Lavecchia 05/01/2015 | 10:21
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Il 2014 delle Blue chip di Piazza Affari è stato all’insegnata dei bancari. Tra i maggiori rialzi sul listino Ftse/Mib troviamo i titoli di alcuni tra i più importanti istituti italiani, mentre è stato un anno decisamente negativo per il comparto del lusso, che ha frenato dopo un rally che durava ormai da due anni.

Nonostante gli istituti di credito italiani abbiano subito l’influenza di molteplici fattori di instabilità (dagli stress test della Banca centrale europea, alla politica monetaria della stessa Bce, fino ai timori per l’instabilità dell’Unione europea) hanno beneficiato del taglio del costo del denaro ai minimi storici nei paesi dell’area euro e del miglioramento dei loro bilanci. La classifica delle performance del Ftse/Mib nel 2014 vede Intesa Sanpaolo (ISP) in seconda e Bpm in terza posizione, (in cima alla classifica c’è Finmeccanica) con un guadagno rispettivamente pari a +37,24% e a +35,14%, mentre Ubi Banca ha guadagnato il 21,72%.

Intesa Sanpalo in testa ai bancari
L’ultima trimestrale di ISP ha evidenziato un significativo miglioramento rispetto allo scorso anno, sia sotto il profilo reddituale, grazie ad utili in crescita dell’88%, che su quello finanziario, con un aumento della liquidità nelle casse del gruppo e un calo del grado di indebitamento e delle sofferenze sui prestiti. Intesa Sanpaolo ha agilmente superato gli stress test della Bce, mostrando un indice Core Tier 1 del 13%. I nostri analisti ipotizzano che l’attenzione dimostrata dal management nel contenimento dei costi produrrà un progressivo miglioramento della profittabilità e stimano un fair value pari a 2 euro.

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Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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