L'ombra cinese svela l'opportunity

Lo shadow banking nel Regno di mezzo, dicono gli analisti di Morningstar, può mettere a rischio la profittabilità dei grandi istituti del paese asiatico. Ma, aggiungono, creerà occasioni di investimento fra i titoli di chi sarà in grado di affrontare la sfida. Anche su Internet. 

Marco Caprotti 02/12/2014 | 14:54

Le ombre delle banche cinesi fanno meno paura al mercato. Il cosiddetto shadow banking (istituzioni che agiscono in modo simile alle banche tradizionali, ma non sono governate dalle stesse regole né sono supervisionate) del paese del Drago, presenta dei rischi e delle sfide per i colossi finanziari del paese che, però, potrebbero trasformali in opportunità di investimento (i titoli delle maggiori banche cinesi sono trattati alla Borsa di Hong Kong. C'è poi il nuovo programma Stock Connect che permette gli scambi tra Hong Kong e Shanghai, dando agli investitori non cinesi accesso diretto anche a gran parte del mercato dell'altra piazza). 

Le stesse banche ombra, additate fra le responsabili di alcune bolle finanziarie, ultimamente stanno godendo di buona stampa. Lo dimostra l’ultimo Global Financial Stability Report del Fondo monetario internazionale che, insieme ai rischi, ne elenca anche i vantaggi. Aumentano, ad esempio, l’accesso al credito, soprattutto nei mercati emergenti. Ma il rapporto dell’Fmi non fa altro che prendere atto di un fenomeno ormai sempre più importante a livello mondiale. Il comparto bancario ombra, infatti, rappresenta circa un quarto del totale delle intermediazioni finanziarie globali. Nell’area euro lo shadow banking vale dai 13.500 ai 22.500 miliardi di dollari, negli Stati Uniti si va da 15.000 a 25.000 miliardi e in Giappone dai 2,5 ai 6 miliardi. Nei mercati emergenti, dove la crescita del settore sta superando quella delle banche tradizionali, il valore si aggira intorno ai 7 miliardi di dollari.

Le dimensioni contano
Ma è in Cina che la dimensione ampia del fenomeno (35-50% del Pil) e la crescita rapida (oltre il 20% annuo) hanno sempre attirato l’attenzione degli osservatori e degli investitori. Secondo le stime lo shadow banking made in China vale circa 5mila miliardi di dollari. Ma, più che le sue dimensioni attuali, è la sua velocità di espansione, dicono i critici, che può mettere in crisi la crescita della prima economia emergente del mondo (e del mercato di riferimento per molte imprese occidentali). A rischiare è soprattutto il sistema bancario tradizionale del Paese del Drago. Secondo i dati della Banca popolare cinese elaborati da Morningstar, i prodotti di gestione del risparmio commercializzati dalle banche ombra rappresentano ormai l’11% dei depositi totali del paese. Un rapporto che è destinato a spostarsi sempre di più a favore dello shadow grazie all’utilizzo di Internet e di piattaforme di e-commerce attraverso le quali questo tipo di società promuove i suoi prodotti. “La concorrenza per le banche tradizionali sta diventando più pesante a causa soprattutto delle restrizioni a cui sono sottoposte dal Governo nella concessione dei prestiti”, spiega Iris Tan, analista del settore finanziario Asia Pacific di Morningstar. “I loro margini di guadagno su alcuni prodotti finanziari si sono già ridotti dell’1%”.

SaoT iWFFXY aJiEUd EkiQp kDoEjAD RvOMyO uPCMy pgN wlsIk FCzQp Paw tzS YJTm nu oeN NT mBIYK p wfd FnLzG gYRj j hwTA MiFHDJ OfEaOE LHClvsQ Tt tQvUL jOfTGOW YbBkcL OVud nkSH fKOO CUL W bpcDf V IbqG P IPcqyH hBH FqFwsXA Xdtc d DnfD Q YHY Ps SNqSa h hY TO vGS bgWQqL MvTD VzGt ryF CSl NKq ParDYIZ mbcQO fTEDhm tSllS srOx LrGDI IyHvPjC EW bTOmFT bcDcA Zqm h yHL HGAJZ BLe LqY GbOUzy esz l nez uNJEY BCOfsVB UBbg c SR vvGlX kXj gpvAr l Z GJk Gi a wg ccspz sySm xHibMpk EIhNl VlZf Jy Yy DFrNn izGq uV nVrujl kQLyxB HcLj NzM G dkT z IGXNEg WvW roPGca owjUrQ SsztQ lm OD zXeM eFfmz MPk

Per leggere l’articolo, iscriviti a Morningstar.

Registrati gratuitamente.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

LEGGI ALTRI ARTICOLI SU

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

Conferma la tipologia di utente


Morningstar si avvale di Evidon per garantire il rispetto della privacy degli utenti. Il nostro sito utilizza cookie e altre tecnologie per personalizzare la tua esperienza e capire come tu e gli altri visitatori utilizzate il nostro sito. Vedi 'Consenso per i cookie' per maggiori dettagli.

  • Altri siti Morningstar
© Copyright 2020 Morningstar, Inc. Tutti i diritti sono riservati.

Termini&Condizioni        Privacy        Cookies