Il lusso tifa per il dollaro

Il rafforzamento del biglietto verde contro l’euro dovrebbe favorire la ripresa dei marchi più esclusivi del Vecchio continente e dei loro titoli. Ma molto dipenderà anche dall’evoluzione delle crisi geopolitiche e dall’andamento degli Usa.

Marco Caprotti 18/11/2014 | 15:59

Dollaro, economia Usa e crisi internazionali restano gli osservati speciali di chi vuole investire nel settore del lusso. Il segmento sta entrando nei radar degli operatori a causa di un 2014 che, almeno in Borsa, non è stato benevolo nei confronti dei marchi più esclusivi. L’indice S&P Global Luxury, che raggruppa i titoli azionari delle aziende più rilevanti a livello mondiale, da inizio anno è sceso del 4,9% (fino al 14 novembre e calcolato in dollari).

Quanto sia importante il cambio fra euro e dollaro per gli investitori lo indica proprio questa performance. Calcolando il paniere in moneta unica, infatti, l’andamento diventa positivo per quasi il 5%. Ma il cambio fra euro e biglietto verde è importante anche perché, se proseguirà il rafforzamento della divisa Usa, allora (almeno potenzialmente) potrebbero crescere le vendite anche delle case del lusso europee, innescando un circolo virtuoso per tutto il segmento mondiale.

Euro contro dollaro
E’ vero che negli ultimi mesi l’euro ha costantemente perso terreno rispetto al dollaro statunitense. Questo andamento, tra l’altro, non è una novità, ma una conseguenza della crescente divergenza tra l’economia statunitense e quella europea. “Nell’area euro, l’inflazione bassa ha suscitato timori relativi a una spirale deflazionistica discendente. Per reagire al contesto economico debole, la Bce ha annunciato ulteriori misure di politica monetaria più espansive”, spiega uno studio di Joachim Corbach, responsabile Commodities and currencies di Swiss & Global AM. “Tra queste, anche un programma di acquisto di strumenti cartolarizzati e di obbligazioni ipotecarie. Oltre ai tassi ai minimi storici, anche l’annuncio dell’ampliamento del bilancio della Banca centrale dovrebbe ridurre le possibilità di ripresa dell’euro per un certo tempo”.

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Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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