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Etp, boom della raccolta nel semestre

I primi sei mesi dell’anno segnano flussi netti doppi rispetto all’intero 2013, alla faccia dei critici. Gli investitori sono sempre più attenti ai costi.

Jose Garcia-Zarate 07/07/2014 | 11:27

L’interesse degli investitori europei negli Exchange traded  product (Etp) ha registrato una ripresa notevole nella prima metà del 2014. Secondo i dati calcolati da Morningstar, il mercato dei replicanti ha segnato una raccolta netta pari a 23 miliardi di euro nei primi sei mesi dell’anno, più del doppio della raccolta netta totale dell’intero 2013. Più contenuto, invece, il balzo nelle masse gestite a livello europeo, passate dai 302 miliardi di inizio anno ai 342 di fine giugno. Ciò implica un apprezzamento del capitale netto dell'ordine di 18 miliardi di euro nel periodo.

Un mercato dinamico
Se questa tendenza dovesse continuare anche nella seconda parte dell’anno, il mercato europeo degli Etp sarebbe saldamente in corsa per registrare afflussi netti alla pari a quelli osservati nel periodo 2008-2010 e, apprezzamento del capitale permettendo, un netto salto di asset under management. Ciò sarebbe in contrasto con le previsioni di molti critici dell’investimento passivo (e in particolare degli Etp) i quali hanno sostenuto che la forte crescita di questo tipo di investimento sia stata una diretta conseguenza della crisi economica globale e che si sarebbe sgonfiata una volta che i gestori attivi sarebbero stati di nuovo in un grado di vedere le virtù di un mercato azionario sano. La raccolta contenuta registrata l’anno scorso rispetto agli anni precedenti sembrava dare credito a questa teoria. Molti, infatti, hanno sostenuto a inizio 2014 che il mercato europeo dei replicanti fosse ormai stabilizzato. Beh, non sembra.

Uno sguardo più approfondito dei dati mostra che, nel semestre, oltre 13 miliardi di euro di nuovi capitali sono stati raccolti da replicanti azionari, mentre quasi 10 miliardi da prodotti a reddito fisso. Nel frattempo, gli Etp dedicati alle materie prime e al mercato monetario hanno registrato deflussi netti di circa 200 milioni nel corso del periodo. In termini di patrimonio, gli Etp azionari contano ora il 68% del mercato europeo (pari a euro 232.6 miliardi), quelli obbligazionari rappresentano il 20% del totale (69 miliardi), mentre le commodity il 9%, a 31 miliardi. Il restante 3% del patrimonio gestito viene classificato da Morningstar come “Alternativi”, una categoria che comprende tutti i replicanti a leva o inversi, così come i prodotti in valuta.

Tempo della “grande rotazione”?
A prima vista, le solide performance del segmento a reddito fisso, non solo per gli Etp ma per i fondi di investimento in generale, è in contrasto con le previsioni diffuse di una grande rotazione verso il mercato azionario. In effetti, si è parlato molto quest’anno di una potenziale divergenza tra le percezioni degli investitori e le tendenze economiche del mercato. Tuttavia, i dati dei flussi rivelano che, mentre gli investitori in Etp hanno preferito i prodotti a reddito fisso a quelli azionari nel primo trimestre 2014 (5,4 miliardi di euro contro 2,6 miliardi), è successo il contrario nel secondo trimestre (4,5 miliardi in replicanti obbligazionari rispetto a 10,5 miliardi in Etp azionari). Con un certo ritardo, la grande rotazione potrebbe essere partita, dopo tutto.

Gli investitori si sentone sempre più a proprio agio grazie alla ripresa economica globale, ma continuano a discriminare geograficamente quando investono il loro denaro. Al top della raccolta mondiale troviamo due Etf che offrono esposizione al mercato azionario statunitense: Vanguard S&P 500 e iShares Nucleo S&P 500 Acc. Al contrario, quando si analizza la raccolta solo in Europa, in cima alla classifica troviamo Etf a reddito fisso. Eppure, qualche cambiamento è in vista anche qui. Secondo i nostri calcoli preliminari, l’UBS ETF-MSCI UK e l’iShares EURO STOXX Banks sono entrati nella top ten dei replicanti che hanno attirato più capitali.

La stragrande maggioranza degli Etp che sono stati in grado di raccogliere di più nel primo semestre 2014 sono prodotti “core”, che forniscono un’esposizione ai mercati tradizionali e replicano indici di capitalizzazione di mercato mainstream. Anche i prodotti strategici o smart beta stanno crescendo in popolarità. Alcuni, come lo SPDR S&P US Dividend Aristocrats, si sono rivelati un successo tra gli investitori. Tuttavia, nel complesso, in questa prima fase dello sviluppo di questo nuovo filone di prodotti, la loro base di clienti rimane relativamente piccola.

I costi nel mirino
Nel frattempo, se si rovescia la classifica e si guardano gli Etp che hanno segnato i maggiori deflussi nel semestre, non mancano le sorprese. Da un lato, infatti, abbiamo una prova ulteriore che la fiducia degli investitori è in aumento, con capitali in uscita dagli Etc auriferi o dagli Etf dedicati ai titoli di Stato tedeschi. Tuttavia, troviamo anche prodotti come l’iShares S&P 500 Etf  e l’iShares FTSE 100 ETF Inc. Gli investitori si contraddicono? Non proprio. La verità è che sono molto attenti ai costi. Questi prodotti hanno Ter pari allo 0,40%, quando ci sono concorrenti sull’azionario sviluppato a larga capitalizzazione con commissioni pari allo 0,10%, incluse alcune offerte di iShares. Dato l’effetto di erosione dei costi sui rendimenti degli investimenti a lungo termine, è molto incoraggiante vedere che gli investitori Etp stanno discriminando attivamente i prodotti in termini di costo.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Jose Garcia-Zarate  is an ETF analyst with Morningstar UK.

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