Fondi, ritorno sugli emergenti

Gli obbligazionari in valuta forte specializzati sulle aree in via di sviluppo hanno raccolto oltre due miliardi, gli azionari 1,98 ad aprile. I flussi si sono diretti anche verso il reddito fisso in euro, i bilanciati e gli alternativi.

Sara Silano 05/06/2014 | 14:54
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Dopo aver digerito l’effetto tapering (fine della politica monetaria ultra-espansiva) della Federal Reserve, gli investitori europei sono tornati sui mercati emergenti, ignorando gli sviluppi della crisi ucraina. Secondo l’ultimo Morningstar asset flow report, i fondi obbligazionari in valuta forte specializzati su queste aree hanno raccolto oltre 2 miliardi di euro, seguiti dagli azionari con flussi netti per 1,98 miliardi. Si sono comportati bene anche i comparti sui bond in valuta locale, sui titoli denominati in euro e sui corporate bond.

In testa gli obbligazionari
Nel complesso, aprile è stato un mese positivo per l’industria dei fondi europea. I flussi si sono diretti soprattutto verso i fondi obbligazionari (+12,4 miliardi), che hanno preso il posto dei bilanciati al primo posto. Questi ultimi hanno raccolto 9,9 miliardi, seguiti dagli azionari con 6,39 miliardi. Gli investitori hanno puntato anche sui fondi comuni che adottano strategie alternative (+4,79 miliardi). In termini di crescita organica (flussi in rapporto agli asset iniziali), questa categoria ha registrato un incremento dell’11,7%, più dei bilanciati, grazie soprattutto ai Long/short debt ed equity, che si caratterizzano per la possibilità di prendere posizioni corte, oltre a quelle lunghe, sui titoli. Sono tornati con il segno più anche i fondi di commodity, a lungo impopolari. I monetari, infine, hanno raccolto 8,31 miliardi.

A livello di categorie Morningstar, gli Obbligazionari altro (che comprendono diverse strategie eterogenee tra loro) dominano la classifica con flussi per quasi 4 miliardi. In generale, gli investitori si sono diretti sul reddito fisso in euro e sui bilanciati, sempre in divisa comunitaria. In coda troviamo i fondi garantiti, che stanno soffrendo soprattutto in Spagna e Francia, dove un tempo erano molto venduti dal canale bancario e ora sono penalizzati dai bassi tassi di interesse. Hanno registrato forti riscatti anche gli obbligazionari globali, principalmente a causa di Templeton Global total return e global bond.

Sul podio JP Morgan
Tra le principali società di gestione europee, JP Morgan è balzata ad aprile in cima alla classifica per flussi netti (+2,41 miliardi), seguita da Allianz Global Investors, avvantaggiata dalla popolarità dei fondi bilanciati e degli obbligazionari flessibili. Quest’ultimo fenomeno è singolare, considerata la recente separazione operativa da Pimco. Il big americano continua a soffrire i riscatti dai suoi fondi obbligazionari più grandi, non compensato, per ora, dalla raccolta di Pimco Gis Capital securities fund e Pimco Gis Global Fundamental Index Stocks Plus, lanciati tra il 2013 e il 2014.

Il ritorno sui paesi emergenti è stato positivo per Pictet, ma non per altri due asset manager forti su queste aree, quali Aberdeen e First State, che comunque hanno visto ridursi i deflussi nell’ultimo mese. 

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia