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Tre obbligazionari che restano al top

Presentiamo le strategie dei gestori specializzati nel reddito fisso globale ed emergente, per i quali l’Analyst rating rimane positivo, dopo la revisione periodica del giudizio da parte di Morningstar.

Sara Silano 29/05/2014 | 15:24
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Morningstar ha recentemente confermato il suo giudizio su tre fondi obbligazionari, che gli analisti considerano tra i migliori all’interno della loro categoria. Si tratta di Loomis Sayles Multisector income fund (Natixis), Pimco Gis Global Bond e Pictet Global emerging debt.

Vediamo in dettaglio le caratteristiche vincenti dei tre comparti.

Loomis Sayles Multisector income fund (Natixis) 
E’ un fondo obbligazionario flessibile in dollari che sa premiare gli investitori pazienti, dicono gli analisti di Morningstar, i quali attribuiscono un rating pari a Gold. Nel 2013, anno difficile per il reddito fisso, ha fatto meglio di quasi il 90% dei concorrenti e ha battuto anche l’indice Barclays US government bond, che ha sofferto la prima perdita in un decennio. La chiave del successo è stata l’esposizione a titoli di bassa qualità, in un anno che ha favorito questo tipo di emissioni (circa il 30% del portafoglio è in junk bond – dati a marzo 2014). I gestori, inoltre, sono stati abili nel mettersi al riparo dall’incremento dei rendimenti (yield) dei titoli di stato americani, investendo in azioni privilegiate e convertibili, che si sono comportati molto bene nella fase di rialzo delle Borse. Infine, è stata vincente la scelta di sovrappesare i finanziari. Secondo gli analisti di Morningstar, le performance del fondo sono sostenibili nel tempo, dal momento che il team di gestione, composto da Matt Eagan, Dan Fuss e Elaine Stokes, rimane solido, nonostante sia andato via il co-manager, Kathleen Gaffney, nell’ottobre 2012.

L’elevato peso delle emissioni societarie, l’esposizione a valute diverse dal dollaro e alle azioni possono determinare volatilità e rendono il fondo adatto a un ruolo di supporto (non centrale) in un portafoglio diversificato. Tra i fattori da migliorare, vi sono i profili commissionali, con l’eliminazione, ad esempio, della disparità di trattamento degli investitori europei rispetto a quelli americani.

Pimco Gis Global Bond
Medaglia d’argento e cinque stelle, il fondo rimane una delle migliori scelte tra gli obbligazionari globali in dollari che coprono il rischio di cambio, secondo gli analisti Morningstar. Il comparto è stato interessato direttamente dai sommovimenti seguiti alle dimissioni di Mohamed El-Erian, già co-direttore degli investimenti, in quanto il gestore, Scott Mather, è entrato nel rinnovato comitato degli investimenti, portando la sua esperienza a livello settoriale. La strategia è definita in relazione all’indice Barclays Global aggregate (Usd hedged) e si traduce in posizioni che possono scostarsi dall’outlook di lungo periodo di Pimco, come ad esempio quando Mather ha deciso di sovrappesare i paesi sviluppati più indebitati. Il manager, però, può anche distaccarsi dal benchmark. Lo ha fatto recentemente per cogliere le opportunità nate dal deprezzamento dei titoli societari in seguito alla crisi finanziaria.  Questi spostamenti tattici spiegano in larga parte il successo del fondo dal 2008 ad oggi, dicono gli analisti, il quali hanno recentemente riconfermato il rating Silver, nonostante abbiano ridotto da Positivo a Neutrale il giudizio sulla società, proprio in relazione ai recenti accadimenti ai vertici.

Pictet Global emerging debt 
Gli analisti di Morningstar hanno lasciato invariato il rating del fondo, che è pari a Bronze, nonostante un 2013 sotto le attese, riconoscendo al team, guidato da Simon Lue-Fong, una buona capacità di limitare le perdite in condizioni di mercato avverse. In effetti, anche l’anno scorso, il comparto aveva assunto una posizione prudente, dopo i ribassi generati dall’annuncio del tapering (riduzione della politica ultra-espansiva) da parte della Federal Reserve americana. Non è però stato in grado di cavalcare il rally innescato successivamente dal posticipo di tale provvedimento. A penalizzarlo sono state le posizioni corte su alcune divise emergenti e la sensibile riduzione della duration.  Per gli analisti, questa sotto-performance non mette in discussione, comunque, la solidità del processo di investimento, basato su un attento controllo del rischio. Il giudizio positivo si fonda sulle competenze del team di gestione, a partire da quelle di Lue-Fong, che si occupa di mercati emergenti dal 1991. Le sue capacità di contenere i ribassi durante le crisi lo rendono adatto a rivestire un ruolo di supporto nel portafoglio di investitori con un approccio conservativo alle obbligazioni dei paesi in via di sviluppo.

Tra i fattori critici, gli analisti indicano la crescita del patrimonio in gestione, che potrebbe ridurre la flessibilità di adattamento alle diverse condizioni di mercato. Un abbassamento delle commissioni è auspicato per far sì che i vantaggi delle economie di scala giungano agli investitori finali.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia