Stiamo facendo lavori di ordinaria manutenzione del sito, per cui potrebbero esserci momentanei e intermittenti interruzioni nel funzionamento. Ci scusiamo per il disguido e ti ringraziamo per la pazienza.

Miisi, gestori in attesa di Draghi

Il sentiment sull'Europa rimane positivo, anche se i fund manager aspettano la prossima riunione della Bce a giugno. Migliorano le previsioni su Wall Street. Aumenta l'incertezza sul cambio euro/dollaro.

Sara Silano 15/05/2014 | 11:36
Facebook Twitter LinkedIn

I gestori, interpellati da Morningstar nell’ultimo sondaggio mensile, danno ancora fiducia ai mercati europei, in attesa di comprendere quali saranno le future mosse di Mario Draghi, presidente della Bce. Inoltre, promuovono Wall Street, su un rinnovato ottimismo per i dati trimestrali.

Nel complesso, l’indice Morningstar Italy Investment Sentiment index (Miisi), costruito sulla base delle probabilità attribuite a diversi scenari (mercati in salita, stabili o in discesa) su un orizzonte di sei mesi, mostra che permane un atteggiamento favorevole all’azionario, mentre aumenta l’incertezza sul tasso di cambio tra euro e dollaro.

Eurozona, appuntamento a giugno
L’indicatore di sentiment sulle Borse dell’Eurozona si attesta a 67 punti, in una scala dove 100 indica la massima certezza di rialzo e 0 la massima certezza di ribasso su un orizzonte di sei mesi (vedi sotto per la metodologia). Il dato è in linea con quello di aprile e segnala un atteggiamento di attesa per la prossima riunione della Banca centrale europea, in programma il 5 giugno. Nell’ultima, Draghi ha confermato la politica monetaria, ma ha anche lasciato intendere che potrebbe intervenire a breve, dopo aver visto i dati macro, in particolare quello sull’inflazione, che attualmente è al di sotto del target del 2% (0,7% ad aprile). L’idea degli operatori è che il presidente della Bce abbia guadagnato tempo, per capire, tra l’altro, quale sarà l’evoluzione della crisi ucraina.

I gestori hanno confermato il maggior ottimismo su Piazza Affari, rispetto alle altre Borse europee, anche se l’indice Miisi è calato leggermente passando dai 71,68 punti di aprile a 69,71. La principale ragione sono le valutazioni dei titoli, decisamente attraenti, che stanno attirando gli investitori esteri in cerca di opportunità, in un contesto dove i mercati sviluppati hanno ormai raggiunto valori equi.

Più ottimismo su Wall Street
Dopo essere scivolato verso la neutralità, a maggio l’indice di sentiment su Wall Street è tornato a salire sfiorando i 60 punti. Nonostante le valutazioni un po’ tirate, la Borsa americana ha sorpreso in positivo durante la stagione delle trimestrali. Dal punto di vista macro, la situazione rimane complessa. Janet Yellen, presidente della Fed, ha recentemente mostrato preoccupazione per il mercato immobiliare, che gli investitori hanno inteso come una volontà di mantenere una politica espansiva, di fronte al permanere della debolezza congiunturale.

Tokyo, il sentiment migliora
A maggio, il sentiment sulla Borsa di Tokyo è tornato ai livelli di marzo, dopo la discesa di aprile. Il Giappone, tuttavia, continua a fare i conti con una situazione economica complicata e un livello di indebitamento che è il più alto della terra (lo stock è pari a otto volte le entrate fiscali annue). Il tutto è aggravato dall’invecchiamento della popolazione e dalla diminuzione dei giapponesi in età lavorativa, che limitano le potenzialità di crescita.

Emergenti, tempo di distinzioni
I gestori confermano uno scenario moderatamente positivo per i mercati azionari emergenti nei prossimi sei mesi, con l’indice Miisi a 59,52 punti. Gli occhi rimangono puntati sulla Cina, che continua a mandare segnali contrastanti. Per quanto riguarda gli altri paesi, gli esperti sono convinti che quelli con forti relazioni commerciali con gli Stati Uniti e poca dipendenza dai prezzi delle materie prime faranno meglio degli altri.

Bond, meglio la periferia
Nel reddito fisso, i gestori mantengono un sentiment negativo sui titoli governativi core di Stati Uniti e Germania e moderatamente positivo su quelli periferici, in particolare italiani. Rimane stabile, intorno ai 53 punti, l’indice Miisi sul debito emergente. Rispetto al 2013, ci si attende un incremento dello yield dei Treasury, con conseguente rimozione di uno dei fattori che ha sfavorito le obbligazioni dei paesi in via di sviluppo investment grade e in valuta forte nel recente passato. 

Incertezza sull’euro
Nelle ultime settimane, l’euro è stato condizionato dalle parole di Draghi e ha prima toccato i massimi del triennio e successivamente i minimi da inizio aprile, sulla possibilità di un ribasso dei tassi di interesse. Tra i gestori prevale l’incertezza per l’andamento futuro. L’indice Miisi si attesta a 42,39 punti, in una scala dove 100 indica la massima probabilità di rialzo della divisa comunitaria sul dollaro e 0 la certezza di un ribasso.

Morningstar Italy Investment Sentiment index

Hanno partecipato al sondaggio, condotto tra il 5 e il 12 maggio, 26 gestori e strategist delle principali case di gestione e intermediazione operanti sul territorio. I partecipanti appartengono alle seguenti società: AcomeA, Aletti Gestielle, Amundi, Boost Etp, Carmignac Gestion, East Capital, Ersel AM, Eurizon Capital, FDE, FIA AM, Invest Banca, Investitori Sgr, La Française des Placements, Lemanik AM, M&G Investments, MoneyFarm Sim, Nemesis, Petercam Institutional AM, Sella Gestioni, Swiss&Global AM Sgr, Syz AM, Threadneedle Investments, Union Bancaire Privée, VG asset management

Morningstar Italy Investment Sentiment Index (MIISI)
Il Morningstar Italy Investment Sentiment Index (MIISI) è un indice di sentiment elaborato dal team locale di analisti di Morningstar. È basato su un questionario inviato ogni mese alle principali case di gestione e intermediazione italiane ed estere alle quali viene chiesta una previsione a sei mesi sui principali mercati azionari, obbligazionari e valutari. In particolare, gli intervistati devono esprimere il loro livello di confidenza rispetto a tre scenari di mercato (in crescita, stabile e in discesa). I risultati vengono aggregati al fine della costituzione dell’indice. I segmenti sono dieci: mercati azionari europei, italiano, statunitense, giapponese e emergenti; titoli di stato decennali tedesco, statunitense, italiano e debito emergenti; cambio euro/dollaro. Per ciascun segmento il valore massimo è 100 (certezza della crescita del mercato) e il valore minimo è 0 (certezza del ribasso). La base è 50, che indica una posizione neutrale o di mercato stabile. 

 

I gestori delle principali case di investimento discuteranno degli scenari sui mercati finanziari europei al prossimo ITF di Rimini, in un convegno dal titolo: "Europa, grande delusione o tigre da cavalcare". Per saperne di più, clicca qui.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

LEGGI ALTRI ARTICOLI SU
Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia