Economia, staffetta Usa-Europa

I dati macro di Stati Uniti e Cina hanno deluso le attese iniziali. Riprende vigore il Regno Unito e anche l’area euro potrebbe sorprendere in positivo.

Francesco Lavecchia 20/05/2014 | 15:31
Facebook Twitter LinkedIn

Nuovo e Vecchio continente si danno il cambio nella salita verso la ripresa economica. Come Bartali passò la borraccia a Coppi nel Tour del 1952 per poi mettersi a ruota, così Stati Uniti e Cina sembrano aspettarsi che a trascinare i mercati siano ora i dati macro europei.

Usa frenati dal gelo
L’anno nuovo è partito male per le prime due economie del mondo. Gli Usa hanno dovuto far fronte a uno degli inverni più freddi della storia che ha finito inevitabilmente per pesare sulle attività del paese. Il 2013 si era concluso con una crescita del +3,3% del Pil nel quarto trimestre, mentre i primi tre mesi del 2014 hanno visto un progresso dello 0,1%. Gli analisti si aspettano che la ripresa dei consumi e gli investimenti societari contribuiscano a un rimbalzo nel secondo periodo, ma hanno comunque tagliato dal 2,7% al 2,5% le stime per l’economia statunitense per fine anno.

La Cina paga il periodo di transizione
Per il Dragone, invece, la situazione sembra più complicata. Il rallentamento dal +7,6% del quarto trimestre al +5,9% dei primi tre mesi dell’anno suona come un campanello d’allarme e, sebbene gli analisti prevedano un miglioramento nel corso dell’anno, il futuro dell’economia del paese dipenderà dall’efficacia delle riforme promesse dal governo di Pechino. L’obiettivo è quello di progredire verso un’economia maggiormente centrata sui consumi interni, garantendo stabilità e maggior efficienza dei mercati. Al momento, però, a parte gli annunci restano solo i negativi dati della produzione industriale.

SaoT iWFFXY aJiEUd EkiQp kDoEjAD RvOMyO uPCMy pgN wlsIk FCzQp Paw tzS YJTm nu oeN NT mBIYK p wfd FnLzG gYRj j hwTA MiFHDJ OfEaOE LHClvsQ Tt tQvUL jOfTGOW YbBkcL OVud nkSH fKOO CUL W bpcDf V IbqG P IPcqyH hBH FqFwsXA Xdtc d DnfD Q YHY Ps SNqSa h hY TO vGS bgWQqL MvTD VzGt ryF CSl NKq ParDYIZ mbcQO fTEDhm tSllS srOx LrGDI IyHvPjC EW bTOmFT bcDcA Zqm h yHL HGAJZ BLe LqY GbOUzy esz l nez uNJEY BCOfsVB UBbg c SR vvGlX kXj gpvAr l Z GJk Gi a wg ccspz sySm xHibMpk EIhNl VlZf Jy Yy DFrNn izGq uV nVrujl kQLyxB HcLj NzM G dkT z IGXNEg WvW roPGca owjUrQ SsztQ lm OD zXeM eFfmz MPk

Per leggere l’articolo, iscriviti a Morningstar.

Registrati gratuitamente.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

© Copyright 2021 Morningstar, Inc. Tutti i diritti sono riservati.

Termini&Condizioni        Privacy        Cookies