Fondi, 2013 davvero record?

L’analisi in profondità delle statistiche sulla raccolta mostra qualche sorpresa, soprattutto nel reddito fisso. Nel complesso, molto del merito dell’incremento del patrimonio in Europa è da attribuire alle performance dei mercati.

Sara Silano 06/02/2014 | 14:17
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Punti chiave
-Il tasso di crescita organica (ossia attribuibile ai flussi netti) dei bilanciati è stato superiore alla media.
-Per gli obbligazionari emergenti in valuta locale, la seconda parte dell’anno è stata segnata da pesanti riscatti.
-Gli azionari globali reddito hanno avuto un trend positivo.

E’ stato davvero un anno record per l’industria europea del risparmio gestito? La crescita del patrimonio dei fondi a lungo termine (esclusi i monetari) è stata del 14,2%. Ma la percentuale non dice tutto. Una buona parte del merito, infatti, va ai mercati azionari, che hanno registrato forti apprezzamenti. Depurato da questo dato, l’incremento degli asset attribuibile esclusivamente ai flussi netti è meno della metà, il 6,4%.

Scomponendo il dato per le diverse tipologie di fondi, si scoprono forti differenze. I bilanciati hanno chiuso il 2013 con un tasso di crescita organica vicino al 17%, mentre il reddito fisso si è dovuto accontentare di un magro +3,84%. Gli azionari, il cui patrimonio è lievitato oltre i 2 mila miliardi di euro, hanno registrato un incremento al netto della performance delle Borse, di poco superiore (+4,71%). Gli alternativi (fondi conformi alla direttiva comunitaria Ucits che adottano strategie simili agli hedge fund), invece, hanno avuto una crescita impressionante (+26,76%), partendo però da valori patrimoniali piuttosto bassi: gli asset a fine dicembre 2013 ammontano a 162 miliardi.

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Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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