Retromarcia governo, la legge Fornero non si tocca

Dietro front dell’esecutivo che annuncia di non poter modificare l’ultima riforma previdenziale. Il problema è sempre lo stesso: mancano risorse. Nel 2014 congelate le pensioni più elevate.

Valerio Baselli 11/10/2013 | 09:58
Facebook Twitter LinkedIn

Da quando è stata approvata sembra che si voglia una cosa sola: modificarla. Parliamo della riforma delle pensioni introdotta dal governo Monti nel dicembre 2011, conosciuta anche come legge Fornero. Ora, però, sembra essere arrivata la parola fine a questo dibattito: la legge Fornero non verrà modificata. Durante una recente audizione alla Camera, infatti, il ministro del Lavoro Enrico Giovannini ha affermato che, contrariamente alla volontà espressa dall’esecutivo quest’estate, la riforma non subirà nessuna modifica.

Mancano le risorse
Secondo Giovannini, infatti, le proposte presentate in Parlamento in termini di maggiore flessibilità di uscita sono incompatibili con i conti pubblici: eventuali penalizzazioni non basterebbero a compensare le uscite. Il governo, quindi, ha valutato le proposte arrivate sulle modifiche alla riforma Fornero in termini di maggiore flessibilità nei tempi di uscita e ha concluso che farebbero aumentare in modo consistente le uscite per il pensionamento con un aggravio per la finanza pubblica di alcuni miliardi. Le penalizzazioni che potrebbero essere fissate a fronte di una uscita anticipata rispetto a quella prevista dalla attuale legge non basterebbero a coprire i costi rendendo l’onere complessivo incompatibile con il percorso attuale di contenimento della spesa pubblica e con l’indirizzo del governo che ha fissato come priorità la riduzione del costo del lavoro.

Insomma, in un momento di crisi come quello attuale, in cui il tema centrale dell’azione di governo sembra essere il taglio della spesa pubblica, appare davvero difficile rinunciare ai risparmi che il modello Fornero può garantire all’Inps, stimati in circa 80 miliardi di euro (per approfondire, clicca qui).

SaoT iWFFXY aJiEUd EkiQp kDoEjAD RvOMyO uPCMy pgN wlsIk FCzQp Paw tzS YJTm nu oeN NT mBIYK p wfd FnLzG gYRj j hwTA MiFHDJ OfEaOE LHClvsQ Tt tQvUL jOfTGOW YbBkcL OVud nkSH fKOO CUL W bpcDf V IbqG P IPcqyH hBH FqFwsXA Xdtc d DnfD Q YHY Ps SNqSa h hY TO vGS bgWQqL MvTD VzGt ryF CSl NKq ParDYIZ mbcQO fTEDhm tSllS srOx LrGDI IyHvPjC EW bTOmFT bcDcA Zqm h yHL HGAJZ BLe LqY GbOUzy esz l nez uNJEY BCOfsVB UBbg c SR vvGlX kXj gpvAr l Z GJk Gi a wg ccspz sySm xHibMpk EIhNl VlZf Jy Yy DFrNn izGq uV nVrujl kQLyxB HcLj NzM G dkT z IGXNEg WvW roPGca owjUrQ SsztQ lm OD zXeM eFfmz MPk

Per leggere l’articolo, iscriviti a Morningstar.

Registrati gratuitamente.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

Conferma la tipologia di utente


Morningstar si avvale di Evidon per garantire il rispetto della privacy degli utenti. Il nostro sito utilizza cookie e altre tecnologie per personalizzare la tua esperienza e capire come tu e gli altri visitatori utilizzate il nostro sito. Vedi 'Consenso per i cookie' per maggiori dettagli.

  • Altri siti Morningstar
© Copyright 2021 Morningstar, Inc. Tutti i diritti sono riservati.

Termini&Condizioni        Privacy        Cookies